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Gianfranco Pecchinenda » 4.Il determinismo tecnologico


Il determinismo tecnologico

Una definizione

Nella storia degli studi sulla comunicazione, fin dai primi tempi, si incontrano due opposte tendenze:

  • il determinismo sociale, che pone alla base della nascita delle nuove tecnologie, la spinta sociale, ovvero l’insieme delle necessità umane
  • il determinismo tecnologico, che invece porta avanti l’idea che la tecnologia sia la sola causa delle più evidenti trasformazioni della nostra società

Il determinismo tecnologico

Il pioniere

Lo storico dell’economia Harold Innis, fondatore della Scuola di Toronto, è uno tra i primi studiosi che possiamo citare per comprendere a pieno il determinismo tecnologico.

Sul finire degli anni Trenta, durante i suoi studi sul commercio del legname e della cellulosa, Innis dedusse che senza la carta, e di conseguenza senza giornali, libri, ecc…, mai sarebbe potuta nascere l’economia contem-poranea. Tra tutti gli staples, cioè prodotti che hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia dell’economia, la carta sembra essere per la società moderna il principale.

Harold Innis

Harold Innis


Il determinismo tecnologico

Partendo da questa considerazione Innis cominciò a dedicarsi allo studio di come, i vari supporti della comunicazione, avessero avuto un peso determinate nella nascita di diverse formi di organizzazione economica e politica.

Innis riteneva che le forme e i mezzi, caratteristici di varie epoche storiche, attraverso cui la conoscenza veniva diffusa, andavano a costituire la base delle relazioni sociali ed economiche tra gli individui.

Il determinismo tecnologico

Spazio e Tempo

Forme e mezzi di comunicazione, tendono ad agire sulle dimensioni dello spazio e del tempo, differenziandosi per una maggiore propensione per l’una o l’altra dimensione e determinando in questo modo la tipologia di Imperi che si sono succeduti nel tempo.

Il determinismo tecnologico

Media che enfatizzano il tempo: solitamente costituiti da materiali pesanti e difficili da trasportare, quindi non permettono un’agevole circolazione delle informazioni favorendo l’accentramento del sapere così come del potere e di conseguenza i monopoli ecclesiastici.

Media che enfatizzano lo spazio: costituiti da materiali leggeri che permettono una rapida circolazione delle notizie su aree anche abbastanza estese, favoriscono la nascita di organizzazioni burocratiche.

Tavoletta di argilla

Tavoletta di argilla

Rotolo di papiro

Rotolo di papiro


Il determinismo tecnologico

Esempio

L’Impero romano, essendo molto esteso, necessitava di un sistema di trasporto e di comunicazione efficace. Il potere, civile e profano, si fondò su un particolare medium leggero, il papiro, che garantiva una rapida circolazione delle informazioni e permise ai romani di avere un grande controllo degli spazi. Ma non riuscirono altrettanto bene a controllare il tempo, cosa che invece fecero i primi predicatori cristiani attraverso l’uso della pergamena, mezzo non solo più economico, ma anche più durevole. Tutto ciò incrinò il potere dell’impero romano.

Il determinismo tecnologico

Un’altra nozione importante introdotta dallo studioso canadese è quella di bias, che sta ad indicare le proprietà specifiche del mezzo di comunicazione. La nozione di bias indica allo stesso tempo un’influenza deformante e un pregiudizio.

The bias of writing

The bias of writing


Il determinismo tecnologico

Influenza deformante: nel momento in cui all’interno di una civiltà verrà adottato un particolare mezzo di comunicazione, la tendenza di quest’ultimo a favore dello spazio o del tempo, influenzerà la struttura della civiltà stessa.

Pregiudizio: influenzando l’organizzazione di una civiltà, i mezzi di comunicazione influenzeranno anche i sistemi di pensiero, ciò non permetterà di conoscere oggettivamente altre civiltà, dominate da altri media, svincolandosi dal potere esercitato dai mezzi di comunicazione adottati.

Prossima lezione

M. McLuhan e la teoria generale dei media

  • La nascita dell’uomo tipografico
  • I media come estensioni dei sensi
  • Periodizzazione

I materiali di supporto della lezione

L. Bifulco, G. Vitiello, Sociologi della comunicazione. Un'antologia di studi sui media, Napoli, Ipermedium libri, 2004

Antonio Cavicchia Scalamonti - Gianfranco Pecchinenda, Sociologia della Comunicazione. Media e Processi Culturali

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