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Rosanna De Rosa » 7.Quadro teorico: le teorie dei media onnipotenti


Teoria generale della comunicazione e ricerca empirica

Nonostante il carattere ridondante degli studi sulla comunicazione, l’osservazione empirica e l’analisi della letteratura specialistica disvela una realtà ancora tutta in progress e, per certi versi, anche piuttosto fragile. Lo studio della comunicazione – nelle diverse articolazioni disciplinari che assume – manca di una teoria generale e di uno statuto disciplinare chiaro e condiviso.

Berger e Chaffee (eds, 1987) scrivevano nell’Handbook of Communication Science che «Sarebbe desiderabile disporre di una teoria generale della comunicazione umana che spiegasse una vasta gamma di fenomeni comunicativi. E’ ugualmente ovvio, comunque, che in questo momento della storia nessuna teoria del genere è disponibile»

L’oggetto di studio

La mancanza di una teoria generale della comunicazione fa riflettere sulla definizione operativa dell’oggetto di studio, da cui evidentemente ha origine ogni percorso di ricerca empirica. Fatelli (Paradigmi della Comunicazione 1995) così ha articolato le diverse definizioni del concetto di comunicazione:

  1. Trasferimento di una proprietà, di una risorsa o di uno stato da un soggetto ad un altro (=> focus sulla meccanicità del processo trasmissivo)
  2. Comportamento di un essere vivente che ne influenza un altro (=> focus sulla forza persuasiva del messaggio)
  3. Scambio di valori sociali, condotto secondo determinate regole (=> focus sulla forza del linguaggio come sistema di trasmissioni di valori e simboli)
  4. Trasmissione, ovvero trasferimento di informazioni da un soggetto a un altro per mezzo di veicoli di varia natura (=> focus sulle strutture tecnologiche di mediazione e sui codici di trasmissione)
  5. Condivisione, fra due o più soggetti, di un medesimo significato (=> focus sulla efficacia del messaggio)
  6. Formazione di un sentire comune mediante l’uso condiviso di un sistema di segni e significati (=> focus sui processi di socializzazione e di formazione di un’opinione pubblica)

Ostacoli allo sviluppo di una teoria generale della comunicazione

Gli ostacoli allo sviluppo di una teoria generale della comunicazione possono essere ricondotti a tre tipologie (Fatelli 1994):

  1. L’eclettismo degli approcci scientifici, dovuto ad un statuto disciplinare incerto e a particolari idiosincrasie cognitive
  2. La natura dell’oggetto di studio (la comunicazione) eccessivamente legato allo sviluppo tecnologico
  3. Le continue modifiche dei flussi comunicativi che incidono su ruoli e funzioni dei diversi attori in gioco

Come e perché cambiano i flussi comunicativi

Non c’è dubbio che l’innovazione tecnologica abbia prodotto una radicale trasformazione dei processi comunicativi ed, insieme, una profonda rivisitazione di ruoli e funzioni degli attori classici ad opera della:

  • maggiore facilità di accesso alle risorse di comunicazione
  • alla moltiplicazione dei mezzi
  • alla semplificazione ed automazione del loro funzionamento
  • alla ampiezza e pervasività del loro raggio di influenza

Ne consegue che anche i costrutti teorici sono stati adeguati di volta in volta alla realtà mutata.

Evoluzione teorica

Nel corso di queste e delle successive lezioni, proveremo a vedere come cambiano gli approcci di studio dei media parallelamente al progresso tecnologico.

Si proporrà dunque una scansione temporale di questa evoluzione, non come cesura netta, ma come periodizzazione meramente indicativa.

Timeline


Le teorie dei media onnipotenti

Sotto la denominazione di teorie dei media onnipotenti rientrano diversi approcci dai nomi suggestivi: teoria dell’ago ipodermico, del proiettile magico, del singolo sparo etc. Si tratta di ipotesi che similmente propongono l’idea di una forza onnipotente dei messaggi mediatici, tale da influenzare decisamente e direttamente il comportamento dei destinatari. In tal senso il pubblico-destinatario della comunicazione è un pubblico passivo, senza autonome capacità di critica, atomizzato, estremamente vulnerabile ai messaggi persuasivi veicolati da radio, cinema e giornali. Ad uno stimolo si presumeva che seguisse meccanicamente una risposta, così come espresso dalla psicologia comportamentista del tempo.

Le teorie dei media onnipotenti

L’approccio comportamentista dei media considerati onnipotenti ha avuto un certo seguito. Harold Lasswell lo ha visto correlato allo sviluppo delle prime forme di propaganda politica ed a quanto avveniva, a cavallo delle due guerre, nei paesi totalitari e nella Germania nazista (si ricordi il ruolo del Ministero per la Chiarezza Pubblica e la Propaganda).

Di Lasswell oggi si ricorda l’espressione-guida per l’analisi della comunicazione: «Chi dice cosa, a chi, attraverso quale canale, con quale effetto» Essa esemplifica chiaramente le diverse dimensioni di analisi del processo comunicativo:

  1. analisi del mittente
  2. analisi del messaggio
  3. analisi del ricevente
  4. analisi dei mezzi di comunicazione
  5. studio degli effetti dei media sulla popolazione

Le teorie dei media onnipotenti

Come esempio classico di funzionamento del meccanismo dell’ago ipodermico o del proiettile magico può essere preso lo “scherzo” che Orson Wells organizzò nell’ottobre del 1938 quando interpretò all’interno della trasmissione Mercury Theatre on the Air, un adattamento radiofonico del romanzo di fantascienza “La guerra dei mondi” di Herbert George Wells. La simulazione perfetta di un attacco alieno sulla terra provocò il panico nei suoi ascoltatori e non solo. L’isteria collettiva colpì più di un milione di persone e provocò la chiusura di scuole, l’abbandono di posti dei lavoro ed il razionamento del cibo.

Orson Wells, The war of the worlds, 1938: Ascolta l’audio

Orson Wells in The war of the worlds, 1938

Orson Wells in The war of the worlds, 1938


I materiali di supporto della lezione

Mauro Barisione, Effetti delle Comunicazioni Politiche di Massa sul Voto, in Sani, Mass media ed elezioni, Bologna , Il mulino, 2001

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