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Enrica Amaturo » 9.Approcci standard e approcci non standard alla scienza


Qualità / quantità: una dicotomia dai confini “sfocati”

Dalla fine degli anni ‘90 si fa strada l’idea che il “conflitto” tra qualitativisti e quantitativisti sia prevalentemente di ordine ideologico e che, nella pratica della ricerca, il confine tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa sia tutt’altro che definito. La qual cosa si evidenzia passando in rassegna i criteri su cui si basa, generalmente, la differenza tra i due approcci a cominciare, ad esempio, dalle tecniche proprie di ciascun ambito di ricerca (vedi: esperimento – lez. 21 e osservazione partecipante – lez. 29). In pratica, da una parte si rinuncia a “misurare” anche quando sarebbe opportuno; dall’altra si pretende di “misurare” anche quando non sarebbe possibile farlo.

Un nuovo modo di classificare i metodi e le tecniche in uso nelle scienze sociali: la proposta di Marradi

Una proposta interessante sulla riclassificazione dei metodi e delle tecniche, viene fornita da Alberto Marradi (1997) il quale piuttosto che concentrarsi sui criteri “classici” fornisce una prospettiva differente.

Egli, riprendendo alcune riflessioni di Ricolfi (1997), individua tre grandi insiemi, sintetizzabili nella dicotomia.

Standard – non standard

La “nuova” dicotomia: tre insiemi e due famiglie

Si possono distinguere le attività di ricerca, e i relativi strumenti concettuali e operativi, in tre grandi insiemi.

Due di essi sono assai più strutturati (metodo sperimentale e dell’associazione) per questo Marradi li definisce “famiglia standard” (dati gli stretti legami esistenti fra le tecniche, i relativi concetti, e le relative conoscenze pratiche).

L’insieme non standard, invece, non è strutturato (mancata adozione degli assunti che sono fondamentali per l’una e/o l’altra delle due famiglie).

Approcci alla scienza

Marradi A., 2007, 90

Marradi A., 2007, 90


Il fundamentum divisionis dei due insiemi: gli asserti impersonali

Il presupposto è che, sulla base di specifici assunti sulla natura della realtà e sui compiti della scienza (presenza/assenza di asserti impersonali – Lez.12), ciascun insieme utilizza determinati strumenti e adotta determinate procedure; tali assunti offrono grandissimi vantaggi analitici in quanto permettono di ottenere certi risultati e di interpretarli in certi modi.

La presenza o l’assenza degli assunti base non implica una minore o maggiore dignità scientifica.

Gli asserti impersonali

Asserto = affermazione sottoponibile a controllo (verificabile/falsificabile) circa i referenti di un concetto, che viene costruita combinando concetti in modo semanticamente adeguato, cioè in modo che la proposizione abbia un significato. Es.: “gli studenti che partecipano all’e-learning conseguno risultati differenti rispetto agli studenti che non partecipano all’e-learning ” (asserto).

Impersonale = individuazione e controllo asserti senza ricorso alla conoscenza, non significa ‘oggettivo’ perché non fa riferimento all’atteggiamento del ricercatore (far si che i suoi valori influenzino i risultati della ricerca) ma esclusivamente al non ricorso alle conoscenze personali.

Altri “fundamentum divisionis”

La possibilità (o meno) di formulare asserti impersonali, e di che tipo, non dipende solo dalle tecniche che si impiegano ma anche, in modo cruciale, da tre cose:

  1. la natura degli oggetti che si studiano
  2. la natura delle proprietà che si attribuiscono a questi oggetti
  3. la natura delle relazioni tra quelle proprietà nell’ambito entro cui si svolge la ricerca

La “famiglia” standard

Comprende due insiemi che si differenziano nel grado di conoscenza personale del ricercatore che viene posta in essere:

  1. insieme (metodo) sperimentale
  2. insieme (metodo) dell’associazione

Elementi comuni:

  • il compito della scienza è produrre e controllare in modo quanto più possibile impersonale asserti
  • gli asserti devono riguardare relazioni fra proprietà degli oggetti, rivestono un’importanza secondaria gli asserti circa l’esistenza di oggetti, di proprietà

1. Insieme (metodo) sperimentale

  • Le tecniche, i concetti e le pratiche permettono di controllare in modo impersonale i nessi fra asserti con lo scopo di ricostruire le relazioni causali esistenti tra proprietà
  • La conoscenza personale del ricercatore entra solo a monte del disegno sperimentale ed è comunque facilmente controllabile: una volta impostato l’esperimento si procede senza dover ricorrere a valutazioni personali del ricercatore
  • La famiglia dell’esperimento produce nessi fra asserti che registrano la presenza e la forma dell’influenza causale che una variabile esercita su un’altra
  • Dopo un esperimento si può affermare, ad esempio, che: “l’aumentare della proprietà A determina una riduzione della proprietà B secondo questa funzione”
Galileo Galilei

Galileo Galilei

Metodo Sperimentale – Schema

Metodo Sperimentale - Schema


2. Insieme (metodo) dell’associazione

  • Le tecniche, i concetti e le pratiche relative, permettono di formulare singoli asserti impersonali attorno alle relazioni di associazione fra proprietà (descrivono un’associazione fra variabili)
  • Quando ci si limita a registrare gli stati sulle proprietà, si può affermare solamente: “le proprietà A e B risultano associate in questo modo”
  • Un’eventuale interpretazione causale di questa relazione dev’essere introdotta dalla conoscenza personale del ricercatore e la sua presenza non può essere confermata in modo impersonale per mera virtù del procedimento

3. Insieme non standard: il termine

Il filone dell’approccio non standard, ad oggi, non ha sviluppato un patrimonio di tecniche, concetti e pratiche comuni di congruenza e compattezza tali da indurre a chiamarli una “famiglia” per questo motivo, Marradi battezza con il termine ‘non-standard’ l’insieme delle attività di ricerca che producono asserti privi di ragionevoli pretese di impersonalità.

L’espressione in veste negativa non ha in sé nessun giudizio di valore ma sta ad indicare semplicemente che queste forme di ricerca hanno solamente un punto in comune, quello di rifiutare gli assunti che sono alla base dell’approccio standard. Ma comiunque, per produrre risultati significativi, rispetto alle procedure standard, sono necessarie straordinarie qualità intellettuali, scientifiche e umane.

Insieme non standard

Gli asserti formulabili sulla base di tecniche come interviste non strutturate, storie di vita, test proiettivi, osservazione diretta o con strumenti riproduttori di immagini, sono basati sulla conoscenza personale del ricercatore: queste tecniche non mettono in moto alcun meccanismo che produca asserti impersonali valorizzando il ruolo della conoscenza tacita, dell’empatia, della “comprensione” (verstehen).

Questa rinuncia (o impossibilità) ad adottare asserti impersonali fa si che i filoni di ricerca appartenenti a questo non standard presentano caratteristiche peculiari, ciascuna delle quali è interviene in molte tecniche anche se non nella stessa misura.

Le 8 caratteristiche dei filoni di ricerca non standard

  1. Riduzione della separazione fra scienza e vita quotidiana
  2. Contatto diretto con i (s)oggetti
  3. Dipendenza dal contesto
  4. Attenzione ai problemi “micro”
  5. Orientamento idiografico-descrittivo
  6. Orientamento induttivo,
  7. Comprensione globale
  8. Capacità intellettuali e umane dei ricercatori

Considerazioni conclusive

L’approccio standard: raccoglie due insiemi, quello dell’esperimento e delle associazioni, il ricorso ad assunti di base è fondamentale ciò implica che i legami esistenti fra le tecniche, i relativi concetti, da un lato e le relative conoscenze pratiche, dall’altro sono stretti.

L’insieme non standard è meno strutturato perchè manca del tutto il ricorso agli assunti base.

Prossima lezione

La struttura “tipo” della ricerca quantitativa

  • La teoria
  • L’ipotesi
  • La raccolta dei dati
  • L’analisi dei dati
  • La presentazione dei risultati

Le lezioni del Corso

I materiali di supporto della lezione

L. Ricolfi, La ricerca qualitativa, Roma Carocci,1997.

A. Marradi “Esperimento, associazione, insieme non-standard ?” in G. Bettin (a cura di), Politica e società. Saggi in onore di Luciano Cavalli, Padova Cedam, 1996

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