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Enrica Amaturo » 10.La struttura “tipo” della ricerca quantitativa


La ricerca scientifica

La ricerca scientifica è un processo creativo di scoperta (in quanto evoca le capacità personali del ricercatore) che si sviluppa secondo un itinerario prefissato e secondo procedure prestabilite che si sono consolidate all’interno della comunità scientifica.

«L’atto della scoperta sfugge all’analisi logica; non vi sono regole logiche in termini delle quali si possa costruire una “macchina scopritrice” che assolva la funzione creativa del genio» [Reichenbach 1951, trad. it. 1961, 227]

Introduzione

Il lavoro dello scienziato non consiste solo nel produrre teorie, ma anche nel metterle alla prova, e nel farlo deve seguire delle regole ben precise. Per questo la ricerca si deve sviluppare all’interno di un quadro collettivamente condiviso perché essa è, innanzitutto, un processo collettivo.

Ciò implica:

  1. il controllo (pubblicità e ripetibilità): i concetti e i procedimenti adoperati devono essere standardizzati e i risultati corroborati anche da altri
    • «La scienza è pubblica e non privata … I concetti e i procedimenti adoperati anche dal più intuitivo dei sociologi, devono essere standardizzati, e i risultati delle loro intuizioni debbono poter essere verificati anche da altri» [Merton 1968, trad. it. 1994, 119]….. «Pubblicità, Controllabilità, Ripetibilità l’unica possibile oggettività della conoscenza sociologica» [Statera 1984, 250]
  2. la cumulatività: la scienza è accumulazione sistematica di conoscenza
    • «Se ho visto più lontano è perché stavo sulle spalle di Giganti» [Isaac Newton]

La ricerca scientifica dell’approccio quantitativo

In sintesi, esiste un atto della scoperta che sfugge alle analisi logiche, ma allo stesso tempo la ricerca empirica, per poter essere definita scientifica, deve soddisfare cinque requisiti (metodo scientifico):

  1. ripetibilità
  2. controllabilità
  3. pubblicizzazione delle procedure di ricerca
  4. ispezionabilità della base empirica
  5. impiego della statistica

Il percorso “tipico” della ricerca sociale

Esiste un percorso “tipico” della ricerca sociale che parte dalla teoria, attraversa le fasi si raccolta e analisi dei dati e ritorna alla teoria attraverso cinque fasi.

Il percorso tipo della ricerca quantitativa

Il percorso tipo della ricerca quantitativa


1. La teoria

“Insieme di proposizioni organicamente connesse che, si pongono ad un elevato livello di astrazione e generalizzazione rispetto alla realtà empirica, le quali sono derivate da regolarità empiriche e dalle quali possono essere derivate delle previsioni empiriche” (P. G. Corbetta, 2003, 18)

La teoria trascende da specifiche espressioni empiriche sia dal punto di vista concettuale (astrazione) sia da quello del campo di applicazione (generalizzazioni empiriche). La teoria nasce ed è confermata nella constatazione di ricorrenze nella realtà osservata, ciò consente di inferire accadimenti in altri e differenti contesti.

NB: Le generalizzazioni empiriche sono proposizioni isolate che riassumono uniformità relazionali osservate tra due o più variabili, la teoria nasce quando queste proposizioni sono raccolte e ricondotte ad un sistema concettuale che si colloca ad un livello superiore di astrazione.

In sintesi

  • La teoria è un insieme di proposizioni (relazionali causali/assiomi) connesse tra loro non in modo gerarchico
  • La proposizione è astratta e generale, essa è il risultato di osservazioni empiriche e consente di effettuare generalizzazioni
  • Una teoria nasce quando si osservano più generalizzazioni empiriche (scoperta)
  • Una teoria è valida solo se è controllabile empiricamente ovvero se è trasformabile in ipotesi attraverso l’uso dei concetti (rilevati dalla teoria)
  • Una teoria scientifica è una rete fluttuante costituita da vari nodi, corrispondenti ai termini teorici (concetti). La rete è fluttuante, sollevata dal terreno dei fatti (empiria) ma è saldamente e sempre collegata ad esso attraverso fili (asserti) ovvero le regole di corrispondenza tra i termini teorici e i termini osservativi che però esplicitano solo in modo parziale il significato dei primi e attraverso uncini (controllo empirico – Harl Gustav Hempel, 1970)
La teoria come rete (C. Hempel)

La teoria come rete (C. Hempel)

Differenza e rapporto tra teoria e proposizione

Differenza e rapporto tra teoria e proposizione


Esempio: il suicidio di Durkheim

Teoria del suicidio: s. egoistico; s. altruistico; s. anomico

Proposizione causale: “più elevato è il tasso di individualismo in un determinato gruppo sociale (causa), maggiore sarà il tasso di suicidi in quel gruppo (effetto)”. Connessione causale con i caratteri di:

Tale proposizione è:

  • astratta perché i concetti in essa inclusi (individualismo, coesione sociale, suicidio) sono costrutti astratti rispetto alla realtà osservata.
  • generale perché essa è pensata essere valida per un vasto insieme di società.
  • derivata da regolarità empiriche perché la teoria èm stata dedotta attraverso l’analisi delle fonti statistiche.
  • dà luogo a previsioni empiriche perché consente di asserire che date certe condizioni (elevato il tasso di individualismo) è possibile che un determinato fenomeno si verifichi (elevato tasso di suicidi).

2. L’ipotesi

La validità di una teoria dipende dalla sua traduzione in ipotesi empiricamente controllabili, perché se una teoria è troppo vaga per dar luogo ad ipotesi, non può essere controllata nella realtà. Il criterio della controllabilità empirica è il criterio stesso della scientificità. Per spiegare un fenomeno sociale (controllo empirico), la proposizione teorica (teoria) deve essere articolata in ipotesi specifiche perché la sua validità.

L’ipotesi è una proposizione che implica una interconnessione fra due o più concetti (un nesso causale) legati tra di loro attraverso il processo della deduzione.

L’ipotesi si colloca su un livello inferiore di astrazione e di generalità rispetto alla teoria e permette una traduzione della teoria in termini empiricamente controllabili, in altre parole, la teoria è generale mentre l’ipotesi ne rappresenta un’articolazione specifica. Essa è un’affermazione provvisoria, ancora da provare che deriva dalla teoria e che attende il controllo empirico per poter essere confermata.

Rispetto alla teoria, l’ipotesi è:

  • meno astratta (più concreta)
  • meno generale (più specifica)
  • più provvisoria (ipoteticità): deriva dalla teoria ma necessità di corroborazione.

In sintesi

L’ipotesi è una proposizione che implica la relazione tra più concetti.

Nasce da una conoscenza dei dati, dall’esperienza e dalla teoria di riferimento

  • Teoria —-> Ipotesi —-> Teoria

L’ipotesi deve essere sottoposta a controllo empirico mediante la raccolta e l’analisi dei dati al fine di stabilire la relazione esistente (o non esistente) tra due fenomeni

  • X —-> Y

Il controllo empirico è l’adozione rigorosa del metodo e l’uso attento delle tecniche che corrobora le risposte.

Sequenza teoria-ricerca

  1. Teoria —> ipotesi specifiche
  2. Revisione della teoria a partire dai risultati
  3. Sequenza con rilevazione che viene prima della teoria

3. La Raccolta dei dati

La terza fase consiste nella raccolta dei dati (informazioni) attraverso l’utilizzo di specifiche tecniche di raccolta. A tale fase si arriva con il processo di operativizzazione ovvero con la trasformazione delle ipotesi in affermazioni empiricamente osservabili (lez. da 12 a 14). L’operativizzazione porta alla definizione del disegno della ricerca, cioè di un piano di lavoro che stabilisce le varie fasi dell’osservazione empirica.

La raccolta dei dati è preceduta dalla predisposizione degli strumenti e sperimentazione sul campo (pre-test), dall’individuazione delle fonti e dal campionamento.

4. L’analisi dei dati – 5. La presentazione dei risultati

L’analisi dei dati consiste in un’organizzazione dei dati rilevati (codifica e la registrazione dei dati) per essere analizzati. Organizzazione dei dati consiste nel trasferire le informazioni in una matrice rettangolare di numeri, la matrice dei dati, detta anche matrice casi per variabili. La matrice ottenuta è il punto di partenza per l’analisi dei dati, cioè elaborazioni statistiche condotte con l’ausilio di un calcolatore.

L’ultima fase è la presentazione dei risultati, a cui si arriva tramite un processo di interpretazione delle analisi statistiche condotte nella fase precedente; il ricercatore ritorna alla teoria iniziale tramite un processo di induzione, che confronta i risultati ottenuti con la teoria di partenza per arrivare a una sua conferma o riformulazione. La presentazione dei risultati prevede la generalizzazione limitata a tempo e spazio.

La valutazione può avvenire ex ante (relazione tra variabili) o ex post (valutazione dei cambiamenti).

Considerazioni conclusive

La traduzione empirica di una teoria

Come si è detto in precedenza, la validità di una teoria dipende dalla sua traduzione in ipotesi empiricamente controllabili; l’ipotesi, a sua volta, è una proposizione che implica una interconnessione fra due o più concetti (un nesso causale) legati tra di loro attraverso il processo della deduzione.

Per questo motivo, una volta identificata l’ipotesi è necessario procedere ad una riduzione della complessità della realtà, definendo, innanzitutto, i concetti che costituiscono l’ipotesi specificandone le proprietà e gli oggetti ai quali tali proprietà afferiscono. Ciò consente di identificare gli “strumenti” empirici utili alla raccolta (casi e variabili) e alla elaborazione dei dati (matrice dati).

Nelle prossime lezioni saranno affrontati i singoli “passaggi” da una fase all’altra della procedura empirica di riduzione di complessità della realtà.

Dal concetto all’indice

Dal concetto all'indice


Prossima lezione

Tipi di unità di analisi nella ricerca sociale

  • L’oggetto, unità e caso
  • Relazione tra oggetto e proprietà dell’oggetto
  • Tipi di unità di analisi

Le lezioni del Corso

I materiali di supporto della lezione

C. G. Hempel, La formazione dei concetti e delle teorie nella scienza empirica, Milano Feltrinelli, 1970; trad. it di A. Pasquinelli

H. Reichenbach,, The Rise of Scientific Philosophy, Berkeley, University of California Press 1951; trad. It. La nascita della filosofia scientifica, Bologna 2003

G. Statera, Metodologia e tecniche della ricerca sociale, Palumbo, Palermo, 1984

R. K. Merton, Social Theory and Social Structure, New York Free Press, 1968; Trad it. Teoria e struttura sociale, Bologna, Il Mulino, 1992

P. G. Corbetta, Le tecniche quantitative, Bologna Il mulino, 2003

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