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Enrica Amaturo » 14.La trasformazione di un indicatore in variabile: la definizione operativa


Introduzione

Nelle lezioni precedenti abbiamo sottolineato che, qualora le proprietà degli oggetti siano troppo generali per essere rilevate empiricamente, esse devono essere sottoposte ad un procedimento che le trasformi in indicatori.

Questa “trasformazione”, però, non è sufficiente perché la proprietà sia resa empiricamente rilevabile. Occorre che l’indicatore sia convertito in variabile.

Si mostrerà proprio la procedura che trasforma l’indicatore (una delle caratteristiche della proprietà più generale) in variabile.

Prima è però necessario focalizzare maggiormente l’attenzione sulla proprietà e, nello specifico, sugli stati della proprietà.

Gli stati sulla proprietà

Le proprietà possono essere definite come le caratteristiche delle unità, i diversi “modi” in cui tali caratteristiche si presentano nei casi vengono chiamati stati sulla proprietà.

L’unità presenta, cioè, degli stati differenti sulla proprietà del concetto considerato. In questo senso, è possibile definire gli stati sulla proprietà come gli attributi di un oggetto, essi devono essere rilevati e registrati.

Un sistema di stati costituisce un insieme di differenti caratteristiche della stessa proprietà che il referente (unità) può avere. Queste caratteristiche si escludono a vicenda. In altre parole, l’insieme degli stati sulla proprietà costituisce la proprietà stessa.

Se, ad esempio, l’unità è l’individuo e la proprietà è il grado di istruzione, gli stati sulla proprietà saranno i diversi e possibili gradi di istruzione che l’unità può assumere (alta, media, bassa).

Rapporto tra unità, stato sulla proprietà, proprietà

Rapporto tra unità, stato sulla proprietà, proprietà


Unità, Proprietà e Stati sulla proprietà: esempio

Rapporto tra unità, stato sulla proprietà, proprietà: esempio

Rapporto tra unità, stato sulla proprietà, proprietà: esempio


Criteri per la selezione delle proprietà

Per ciascuna unità è possibile immaginare infinite proprietà, la scelta delle proprietà dell’oggetto da considerare in una determinata ricerca dipendono in massima parte dagli interessi del ricercatore e dallo stato di avanzamento di una disciplina.

Cionostante, esistono però due criteri che ogni proprietà deve soddisfare per poter essere oggetto di una ricerca ovvero per essere trasformata in variabile.

1) I casi oggetto della ricerca devono poter assumere almeno due stati differenti sulla proprietà considerata

Se la proprietà assume stati diversi da caso a caso si dice che essa varia. Una proprietà varia quando assume stati diversi nello stesso caso in tempi differenti (ricerca diacronica) oppure se assume stai diversi da caso a caso nello stesso momento (ricerca sincronica).

2) E’ necessario che il ricercatore stabilisca in che modo questi stati differenti devono essere rilevati e registrati

Definizione operativa

Infatti, anche avendo definito la “proprietà”, l’assegnazione del referente allo stato sulla proprietà non è automatico. Dato il concetto di una proprietà (stato civile, età, reddito), esistono molti modi di applicarlo in modo effettivo ad un insieme di referenti. Il modo attraverso il quale ricercatore stabilisce in che modo questi stati differenti devono essere rilevati e registrati è detto definizione operativa della proprietà.

La definizione operativa della proprietà X è quel complesso di regole che guidano le operazioni con cui lo stato di ciascun caso sulla proprietà X viene:

  • rilevato
  • assegnato a una delle categorie stabilite in precedenza
  • registrato nel modo necessario a permettere la successiva analisi con le tecniche che si intendono usare

Sinonimi: definizione operativa o operazionale.

La necessità di definire operativamente le proprietà

“… è un aspetto caratteristico dell’attività scientifica, al punto da costituire probabilmente la discriminante più sicura fra essa e altri generi di attività … solamente dopo che si è stabilita una catena di operazioni attraverso le quali lo stato di una serie di oggetti sulle proprietà X, Y e Z viene rilevato, classificato e registrato, abbiamo compiuto un passo decisivo per ridurre l’opinabilità delle nostre affermazioni su: a) la distribuzione dei vari stati delle proprietà X, Y e Z fra gli oggetti che studiamo; b) le relazioni fra gli stati della proprietà X e quelli della proprietà Y, eventualmente tenendo conto degli stati della proprietà Z” . (A. Marradi, 1984, 25).

Generalità e specificità delle regole

Alcune di queste regole sono delle consuetudini che attengono gli aspetti teorici della ricerca, il ricercatore le applica quasi implicitamente.

Altre regole sono più specifiche ed attengono al fatto che il contenuto delle proprietà varia a seconda del contesto sociale, dell’unità di analisi o del ricercatore. E’ necessario, allora che, ogni qualvolta si intende trasformare la proprietà in variabile, queste regole siano esplicitate.

In particolare quando:

  1. si deve “adattare” il testo di una variabile ai rispondenti
  2. si deve esplicitare il modo in cui devono essere registrate le singole risposte
  3. si deve indicare la posizione della variabile nella matrice dei dati

“Difetti” della definizione operativa

La definizione operativa non conferisce certezza alle nostre affermazioni, ne riduce solo l’opinabilità per tre ragioni:

  1. niente garantisce che le operazioni prescritte nella definizione operativa colgano effettivamente la proprietà studiata perché non è la proprietà in sé che detta le regole ma il ricercatore, di fatto, una definizione operativa non è né vera né falsa
  2. la definizione operativa coglie gran parte la proprietà studiata, un’altra parte può introdurre delle distorsioni nella registrazione degli stati sulla proprietà
  3. le operazioni prescritte nella definizione operativa vengono eseguite dal ricercatore che può compiere degli errori

Considerazioni conclusive

La funzione della definizione operativa è di trasformare un indicatore in variabile.

Attraverso regole implicite e regole fissate di volta in volta dal ricercatore (definizione operativa) si stabiliscono le procedure di “trasformazione”; nello specifico si individua:

  1. la lista degli stati su una certa proprietà rilevanti per la ricerca X (modalità)
  2. i codici/valori di che consentono di associare a ogni modalità una stringa di caratteri alfanumerici che identificano univocamente quella modalità
  3. un complesso di procedure per assegnare a ogni referente una e una sola fra le modalità, e quindi uno e uno solo fra i codici o valori (di stato)

Prossima lezione

Le variabili

  1. Definizione di variabile
  2. Manipolabilità
  3. Posizione nella relazione causa/effetto
  4. Osservabilità
  5. Carattere individuale e collettivo

Le lezioni del Corso

I materiali di supporto della lezione

P. F. Lazarsfeld, Metodologia della ricerca sociologica, Bologna Il Mulino, 1967

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