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Enrica Amaturo » 1.Metodo, metodologia, tecnica, epistemologia, gnoseologia


Introduzione

Per spiegare cosa si intende per Metodologia è necessario, innanzitutto, riferirsi agli ambiti di studio ad essa strettamente correlati, vale a dire:

  • Ontologia
  • Epistemologia
  • Gnoseologia
  • Metodi
  • Tecniche

Ontologia, epistemologia, metodologia

Infatti, nel suo percorso, la ricerca scientifica (sociale) si trova a dover affrontare tre questioni fondamentali.


Ontologia: etimologia della parola

Letteralmente: “discorso sull’”essere”.


Ontologia: essenza

Parte della filosofia che studia l’essere in quanto tale, la natura della realtà sociale e la sua forma, indipendentemente dalle sue determinazioni particolari. L’ontologia studia, quindi, le qualità dell’esistenza delle cose nella loro caratteristica di “essere cose che esistono” (entità).

I fatti sociali sono cose in se stesse o sono rappresentazioni di cose?
Il mondo dei fatti sociali è reale, oggettivo ed autonomo (esiste al di là degli individui) oppure è il risultato dell’interpretazione dell’uomo?

Ontologia: essenza

Se il mondo dei fatti sociali è:

  • indipendente rispetto all’interpretazione dell’individuo, i fatti sociali sono cose
  • dipendente dall’interpretazione dell’individuo, i fatti sociali sono rappresentazioni di cose

Queste risposte alla questione ontologica benché antitetiche concordano su un punto:

L’apparenza sensibile è in qualche modo causata da una realtà che esiste.

Quattro possibili soluzioni al dualismo coscienza (interna)/realtà (esterna)

Induismo

  • Esiste solo la coscienza interna

Ghandi

  • Esistono sia la coscienza interna sia il mondo esterno

Buddismo

  • Esiste solo il mondo esterno

Nichilismo

  • Non esistono né la coscienza interna né il mondo esterno

Gnoseologia: conoscenza

Parte della filosofia che si occupa dello studio della conoscenza in generale (teoria della conoscenza). In particolare, si occupa dell’analisi dei fondamenti, dei limiti e della validità della conoscenza umana, intesa essenzialmente come relazione tra soggetto conoscente e oggetto conosciuto.


Epistemologia: etimologia della parola


Epistemologia: conoscenza scientifica

Rapporto tra il “chi” e il “che cosa”

E’ una branca della gnoseologia, che si occupa di un tipo specifico di conoscenza, quella basata sulla “razionalità”, la conoscenza scientifica.

Nello specifico si occupa delle condizioni sotto le quali si può avere conoscenza scientifica e dei metodi per raggiungere tale conoscenza.

Se il mondo dei fatti sociali esiste, allora è possibile conoscerlo e raggiungerlo senza alternarne l’esistenza.

Epistemologia: qualche riflessione

In una accezione più ristretta, l’epistemologia può essere fatta coincidere con la filosofia della scienza. In questo senso, essa si occupa di definire le condizioni per cui una determinata asserzione, uno specifico modello o un particolare esperimento possono appartenere alla scienza.

La nascita dell’epistemologia (almeno come termine) è posteriore alla nascita della scienza per cui essa può essere intesa anche come una “ricostruzione” dei metodi utilizzati dalla scienza nell’indagine sul mondo.

Differenze tra Gnoseologia e Epistemologia

N.B.: Nella cultura anglosassone la gnoseologia viene chiamata anche epistemologia.


Principali forme di conoscenza

La filosofia classica greca si è occupata di distinguere la vera conoscenza (episteme) dalla mera opinione (doxa) individuando, in tal modo, due tipi principali di conoscenza:

  1. opinione (doxa): fondata sui sensi (esperienza sensibile) che per questo è “mutevole” (Aristotele)
  2. scienza: fondata sulla ragione, è il modello di pensiero incorruttibile, capace di rimanere saldo e di imporsi su tutto ciò che attenta alla sua inalterabilità (Platone)
Aristotele e Platone

Aristotele e Platone


La formazione di un’opinione

La conoscenza dell’uomo deriva dalle sue capacità di trasformare la percezione di un evento in un concetto attraverso un processo cognitivo.

La formazione di un’opinione

La formazione di un'opinione


La conoscenza scientifica e la scienza

La conoscenza scientifica costituisce una parte della conoscenza umana e si ottiene andando oltre la formazione dei concetti introducendo un ciclo di corroborazione (verifica/falsificazione) delle osservazioni empiriche.

Il termine “scienza” (“scientifico”) indica, quindi, un insieme di conoscenze correlate in modo logico, che prevede procedure (metodi) di confronto con la realtà empirica, atte a corroborare (verificare/falsificare) gli enunciati di base. In questo senso e a differenza dell’opinione, la scienza dovrebbe rappresentare il grado massimo di certezza.

Soggetto/Oggetto – Ricercatore/Realtà

Le più recenti tendenze in epistemologia, però, circoscrivono il grado di “certezza” della scienza, mettendo in luce come il nostro modo di approcciare la realtà sia sempre determinato dalla conoscenza di sfondo e dagli strumenti conoscitivi a disposizione.

In sintesi, la conoscenza è condizionata dalle idee e dagli strumenti (metodi) che il soggetto (ricercatore) pone in essere per conoscere l’oggetto (realtà).

Rapporto Ricercatore realtà

Rapporto Ricercatore realtà


Soggetto/oggetto: un esempio

Un esempio in tal senso è rintracciabile in un famoso esperimento sulla percezione, la “Stanza di Ames” costruita dall’oftalmologo americano Adalbert Ames alla Princeton University nel 1946 su un’idea di Hermann Helmholtz.

La camera di Ames

Nella stanza sono presenti due persone, collocate su punti opposti. Viene chiesto ad un osservatore di guardare all’interno attraverso uno spioncino presente su una delle pareti frontali.

Ciò che vede l’osservatore è che una persona in piedi in un angolo della stanza è un gigante, mentre l’altra, situata nell’angolo opposto, è minuscola. Se i due invertono le loro posizioni camminando da un angolo all’altro della stanza, quello che precedentemente era minuscolo appare un gigante e viceversa (Figura 1). Quando, infine, i due si posizionano in uno stesso punto della stanza, l’osservatore nota che i due sono della stessa altezza (video).

La spiegazione di questa illusione ottica è da ricercarsi nella “reale” forma della camera. Infatti, essa è costruita in modo che, vista frontalmente, appaia come una normale stanza a forma di parallelepipedo (con tutte le pareti laterali verticali parallele, una parete di fondo, un soffitto ed un pavimento paralleli all’orizzonte); in realtà la pianta della stanza ha forma di trapezio: le pareti sono divergenti ed il pavimento ed il soffitto sono inclinati, per cui l’orizzonte è, in realtà, non parallelo al pavimento (Figura 2).

Descrizione della Camera Distorta

1) Effetto della camera di Ames
2) Struttura della camera di Ames
Camera di Ames

La camera di Ames: conclusioni

Da questo esperimento è possibile trarre alcune conclusioni.

Qualunque osservatore che si basi esclusivamente sui propri sensi dichiarerebbe che effettivamente le due persone nella stanza cambiano le proprie dimensioni semplicemente spostandosi da un punto all’altro. Ciò accade perché la nostra esperienza, ovvero il nostro modo di guardare alla realtà, ci fa assumere che la camera è di forma parallelepipeda valutando, in tal modo, le dimensioni degli oggetti in funzione di ciò che noi siamo abituati a percepire essere l’orizzonte.

Se questo esperimento venisse sottoposto, ad esempio, ad un individuo della tribù degli Zulu, dove le camere sono normalmente circolari, egli – osservando ciò che accade nella stanza di Ames – dichiarerebbe, semplicemente, che le due persone si stanno spostando da un punto all’altro della stanza.

Il che significa, in buona sostanza, che il soggetto quando osserva la realtà per conoscerla fa ipotesi congruenti con il contesto in cui vive utilizzando specifici idee e specifici strumenti (metodi).

La questione della conoscenza, allora, diventa di ordine “metodologico”.

Metodologia: etimologia della parola

Letteralmente: “discorso, studio, riflessione sul metodo”. E’ quella parte della logica che ha per oggetto la riflessione sulle regole e sui principi che sono alla base del metodo.

Si interroga sul Come è conoscibile la realtà sociale.


Metodologia: definizione

“Essa è meno rigorosa e più generale della logica formale, ha meno contenuto sostantivo …. Il metodologo non è un tecnico, non insegna ai ricercatori sociali come essi debbano procedere nell’effettiva conduzione di un’indagine…la metodologia codifica le pratiche della ricerca in atto per evidenziarne ciò che merita di essere tenuto presente le prossime volte” (Lazarsfeld e Rosenberg 1955, p. 3).

“La metodologia esamina le ricerche per esplicitare le procedure che furono usate, gli assunti sottostanti, e i modi di spiegazione offerti” (Lazarsfeld et al. 1972, p. xi). “Questa codificazione di procedimenti mette in evidenza i pericoli, indica le possibilità trascurate e suggerisce eventuali miglioramenti. Inoltre, rende possibile la generalizzazione della conoscenza metodologica, trasmettendo i contributi specifici di un dato ricercatore al patrimonio della comunità scientifica” (Lazarsfeld 1967, p. 307).

Metodologia: una disciplina prescrittiva o descrittiva?

La metodologia è sia una disciplina prescrittiva sia una disciplina descrittiva. Per poter comprendere questa natura ambivalente si faccia riferimento al ruolo del metodologo.

Quando studia e insegna, egli ha un atteggiamento descrittivo, cioè aperto ad apprendere dalle varie esperienze di ricerca altrui valutandole senza preconcetti, e disposto a riferire in modo sistematico e sintetico quanto ha appreso.

Quando mette le proprie competenze, capacità ed esperienza al servizio di una ricerca, sua o altrui, il metodologo è prescrittivo, in quanto deve scegliere, tenendo conto di ciò che ha imparato svolgendo l’altro ruolo, quali strumenti usare e come usarli.

Metodologia, Metodi, Tecniche

La “metodologia” non è metodo e non è tecnica.

Essa si interroga su quali sono i metodi e le tecniche per conoscere/spiegare la realtà.

Il Metodo/i metodi – La tecnica/le tecniche

Metodo: insieme di procedure, regole, principi che consentono di conoscere/spiegare ordinare la realtà.

Come sarà specificato nella lezione n. 2, il metodo è ben più complesso di una semplice sequenza unidimensionale di procedure da seguire per giungere alla conoscenza/spiegazione della realtà.

Tecnica: dal greco tcnh (capacità artistica tramandabile): strumento della ricerca scientifica, comprende le specifiche procedure, regole, principi che consentono di conoscere/spiegare ordinare la realtà.

Essa è un “oggetto tangibile e disponibile”.

La diversità della loro natura non implica una maggiore/minore rilevanza per il lavoro scientifico: il metodo e la tecnica una in modo dipendente dall’altra.

Il Metodo scientifico

Il metodo interviene in modo determinante nella processo di conoscenza scientifica.

Il metodo scientifico è un processo logico che comprende :

  • un sistema concettuale;
  • la corroborazione (verifica/falsificazione) empirica.

Nel processo di conoscenza scientifica la teoria, i dati e i metodi sono in relazione reciproca (vedi figura).

  • Teoria: sistema di spiegazioni logiche sul mondo empirico
  • Dati: informazioni sul mondo empirico risultanti da un processo di rilevazione
  • Metodi: modi di ottenere le informazioni per connetterle alla teoria
Rapporto dati teorie metodi

Rapporto dati teorie metodi


Il rapporto tra metodi e tecniche

L’essenziale del concetto di metodo sta nella scelta delle tecniche più adatte ad affrontare un problema cognitivo, nella capacità di modificare tecniche esistenti adattandole ai propri specifici problemi, e di immaginarne delle nuove. Una volta che una procedura nuova, o una modifica a una procedura esistente, è stata ideata e viene codificata e diffusa, essa diviene una tecnica a disposizione della comunità dei ricercatori. (Marradi 2007)

Il rapporto tra metodi e tecniche: il ruolo del ricercatore

Per capire lo stretto rapporto che intercorre fra metodo e tecnica facciamo ricorso ad un esempio (Marradi, 2007, 19).

Il ricercatore ha l’obiettivo di raggiungere il luogo X (obiettivo cognitivo: migliorare, approfondire, articolare la conoscenza intorno a un certo argomento), egli confida (spera) che sia raggiungibile ma non sa esattamente dov’è questo X e tanto meno ha le idee chiare su come arrivarci. Cionostante, porta con sé un patrimonio di conoscenze desunte da precedenti esperienze (sue o di altri), per cui intraprende il suo viaggio adottando un metodo specifico, ad esempio, iniziando il viaggio da un luogo Y. Ci sono strade che egli può percorrere che sono state battute da altri (le tecniche) ma non sa se, di fatto, lo condurranno nel luogo X; altri tratti del suo percorso sono invece privi di sentieri e strade e, anche in quel caso, il ricercatore non sa dove lo condurranno. Compito del ricercatore-metodologo è scegliere via via il percorso, tenendo conto della natura dei sentieri esistenti, del tempo a disposizione, delle risorse e delle varie tecniche che egli ha a disposizione. E’ ovvio che I risultati di una ricerca dipendono in larghissima misura dal complesso delle scelte che il ricercatore/metodologo ha fatto lungo tutto il suo tragitto.

Il sentiero nella radura

Il sentiero nella radura


Perché i metodi? Perché le tecniche?

Nella ricerca sociale si parla di “metodi” e di “tecniche”.

INFATTI

Mentre la riflessione sui metodi e sulle tecniche (metodologia) è unica, molteplici possono essere i metodi e le tecniche adottabili per giungere alla conoscenza/spiegazione la realtà.

Le scienze sociali, a differenza di quelle fisiche, sono multi paradigmatiche in quanto esistono due concezioni generali sulla natura della realtà sociale: il paradigma positivista e il paradigma interpretativista (da lez.4 a lez. 7).

Ciò comporta che a ciascuna concezione sulla natura della realtà (paradigma) corrisponde un metodo differente e, quindi, tecniche differenti.

Caratteristiche del rapporto metodologia/metodi/tecniche

  • Nell’apprendimento i metodi e le tecniche vengono prima: conosciute le tecniche e i metodi è possibile “riflettere” sulla logica del metodo e delle tecniche
  • Nel patrimonio del ricercatore, i metodi e le tecniche possono sussistere anche in assenza della metodologia
  • L’assenza totale di riflessione sui metodi e le tecniche (metodologia) impedisce l’evoluzione della disciplina
Rapporto metodologia metodi e tecniche

Rapporto metodologia metodi e tecniche


Prossima lezione

Il problema del metodo nella scienza

Il metodo scientifico

  • Il metodo deduttivo e il metodo induttivo
  • Il periodo antecedente al 1500
  • La rivoluzione scientifica

Le lezioni del Corso

I materiali di supporto della lezione

P. F. Lazarsfeld e M. Rosemberg,The language of social research, Glancoe, Free Press, 1955

P. F. Lazarsfeld, Metodologia e ricerca sociologica, Bologna, Il Mulino, 1967

P. F. Lazarsfeld et. Alt., Continuities in the language of social research, New York, Free Press, 1972

Ames, A. The Ames Demonstrations in Perception, New York, Hafner, 1952

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