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Roberto Serpieri » 14.Capire la teoria attraverso l'"esperienza pratica"


“Sapere” e “Saper Fare”

  • Contestualmente al corso on line che vi vede protagonisti, si sta svolgendo il tradizionale corso universitario di “Micropolitica dell’organizzazione“, presso la Facoltà di Sociologia.
  • Partendo dalla considerazione che spesso il “sapere” si apprende meglio e diventa più facilmente parte del bagaglio culturale attraverso l’esperienza del “saper fare“, siamo giunti ad elaborare una piccola esercitazione per i vostri colleghi del corso tradizionale, esercitazione che potete scaricare a questo link.

I presupposti dell’esercitazione: la metodologia

Tre sono le metodologie e le tecniche della ricerca qualitativa di cui tutti voi, “futuri sociologi”, giunti al terzo anno del percorso universitario, dovreste avere piena padronanza per analizzare i fenomeni sociali:

  • L’osservazione partecipante, con la quale il ricercatore studia un determinato fenomeno sociale immergendosi personalmente in esso.
  • L’intervista, con la quale cogliere i comportamenti e le motivazioni dell’agire attraverso le descrizioni che ne danno gli stessi soggetti che vengono interrogati sulle loro esperienze, sentimenti ed opinioni.
  • L’analisi dei documenti, che consiste nell’analizzare una certa realtà sociale a partire dal materiale che la stessa società ha prodotto (stampa, verbali, autobiografie, ecc.).

I presupposti dell’esercitazione: l’oggetto

Tra le finalità di questo corso, era presente l’obiettivo di farvi ragionare su, e nello stesso tempo acquisire alcuni degli strumenti sociologici attraverso cui analizzare i processi di leadership e di influenza, come:

  • le Routine.
  • le Regole.
  • i Modelli (norme e valori).
  • le Risorse.

La scelta dello strumento

Combinando i due presupposti ed elaborando una scelta guidata da motivi pratici e didattici, si è chiesto ai vostri colleghi di:

Condurre un’intervista dal titolo

 

Raccontami del tuo preside …

Il tipo di intervista

In questa sede, dividendo gli studenti a coppia, abbiamo privilegiato un tipo di intervista con domande aperte con l’obiettivo di accedere ai ricordi dell’intervistato sul proprio preside e da lì risalire, attraverso l’analisi del testo dell’intervista, a quello che era il suo stile di leadership.

Seguendo la definizione che ne dà Corbetta (1999), l’intervista qualitativa è una conversazione provocata dall’intervistatore, avente finalità di tipo conoscitivo, guidata sulla base di uno schema flessibile e non standardizzato di interrogazione.

La traccia e i temi

Un metodo non standardizzato di interrogazione significa che l’intervistatore non utilizza un questionario rigidamente strutturato nelle domande e nelle risposte, ma piuttosto che in un’intervista guidata (Cardano, 2003) conduce la conversazione seguendo una traccia che raccoglie un insieme di temi o un insieme di domande, disposte in un ordine dato che scandisce e guida il percorso cognitivo dell’intervistato.

La griglia per l’intervista

In seguito a numerose lezioni, in cui sono state affrontate riflessioni sulle tecniche di rilevazione della ricerca qualitativa e sui “segreti del mestiere” su come condurre un’intervista, ci si è soffermati sull’elaborazione della griglia per condurre l’intervista.

Dalle cospicue domande che sono venute fuori attraverso un brainstorming di gruppo, ne sono state scelte solo alcune maggiormente riassuntive e significative per saturare quelli che erano i nostri interessi di ricerca.

E’ compito dell’intervistatore, tuttavia, tenere a mente tutte le domande che formalmente non compaiono nella griglia, ma che possono essere sempre di aiuto per sollecitare i ricordi e la loquacità dell’intervistato.

Domanda introduttiva

Due possibilità di conduzione

Prevedendo uno scenario in cui nella scuola dell’intervistato si siano succeduti più presidi, era di rigore una domanda introduttiva per decidere come condurre tutto il resto dell’intervista: “Hai avuto uno o più presidi nel corso dei tuoi studi alle superiori?“.

Nel caso della seconda possibilità, è stata lasciata allo studente la libertà di scegliere se concentrare l’attenzione su un preside solo o se condurre l’intervista sul ricordo di entrambi.

“Raccontami del tuo preside … “

  • Raccontami un po’ del tuo preside (genere, età, abbigliamento, ecc.).
  • Che tipo di rapporto instaurava il preside con gli studenti? (Era sempre presente a scuola? Era anche insegnante? La porta della sua stanza era sempre aperta?).
  • Il preside imponeva regole? Si preoccupava personalmente di farle rispettare? (La mattina, ad es., vi accoglieva lui all’ingresso della scuola? Durante l’intervallo, controllava personalmente che nei bagni non si fumasse?).
  • Di fronte alle difficoltà, ti rivolgevi direttamente al preside o preferivi parlarne prima con qualche docente (se così, perché?)?
  • Ti ricordi la figura del vice preside? Che peso aveva all’interno dell’istituto scolastico?
  • Che rapporto avevi con il tuo preside? Cosa è riuscito a trasmetterti il suo comportamento? Che cosa ti ha lasciato?

Obiettivo dell’esercitazione

Con questa intervista, lo studente dovrebbe essere in grado di raggiungere due obiettivi:

  • innanzitutto, padroneggiare una delle tecniche qualitative della ricerca sociale;
  • ma anche, e in particolar modo, (sulla base delle nozioni acquisite durante il corso), dovrebbe riuscire a cogliere attraverso l’analisi del racconto e del ricordo dell’intervistato, lo stile di leadership del preside in questione e gli strumenti utilizzati per mettere in pratica il proprio processo di influenza.
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