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Roberto Serpieri » 8.Cultura e significati della leadership


Pratiche simboliche

La leadership trasformazionale, quindi, nel panorama degli approcci più diffusi, si pone come una prospettiva che intende entrare nel merito di quelle azioni in grado di promuovere l’impegno e le capacità dei membri dell’organizzazione scolastica, utilizzando anche pratiche simbolico-culturali.

L’Efficacia della Leadership trasformazionale

La leadership trasformazionale viene vista come quel tipo di leadership particolarmente indicata per confrontarsi con le scuole sottoposte ai dilemmi provocati dal forte processo di ristrutturazione che, maggiormente negli anni novanta, ha investito le scuole.

Tale processo sembra altamente incerto sia per quanto riguarda i mezzi che i fini e sembra, inoltre, richiedere forme di cambiamento che rinviano alla questione molto problematica dell’effettiva professionalizzazione degli insegnanti e della continua cura delle loro competenze.

Punti di Forza

  • La Leadership Trasformazionale è stata ampiamente studiata attraverso numerose ricerche sin dalla sua introduzione nel 1970.
  • Ha un’attrazione intuitiva, le persone, infatti, ne sono attratte perché dà loro un senso: è affascinante che un leader fornisca una visione per il futuro.
  • E’ un processo che si presenta nel rapporto tra leader e followers, al punto che i bisogni degli altri sono centrali per il leader trasformazionale.
  • L’approccio trasformazionale fornisce una visione più ampia della leadership che include non solo lo scambio di ricompense (transazionale), ma anche l’attenzione dei leader ai bisogni e alla crescita dei followers.

Punti di Forza

  • Pone una forte enfasi sui bisogni, i valori e le emozioni dei followers.
  • E’ una forma di leadership efficace.
  • E’ aderente alle più intuitive immagini di leader che la gente si rappresenta.
  • E’ un processo bi-direzionale dove anche i collaboratori hanno un ruolo attivo e vedono riconosciuti i loro valori e i loro bisogni.

Punti di Debolezza

  • La Leadership Trasformazionale manca di chiarezza concettuale, poiché anche se copre un ampio campo di azioni che il leader trasformazionale compie (creare una visione, motivare, essere un agente del cambiamento, creare fiducia, agire come architetto sociale), è difficile definirne esattamente i parametri.
  • Tratta la leadership come un tratto della personalità o una predisposizione personale piuttosto che come un comportamento che le persone possono apprendere.
  • E’ considerata da alcuni elitista e antidemocratica. Siccome spesso i leader trasformazionali giocano un ruolo diretto nel creare il cambiamento, stabilendo una nuova visione, questo può creare l’impressione che il leader stia agendo indipendentemente dai followers e ponendo se stesso innanzi ai bisogni degli altri.

Punti di Debolezza

  • Soffre di un pregiudizio da “leadership eroica”, poiché l’attenzione è posta maggiormente sul leader che spinge i followers a compiere cose straordinarie, ma in realtà i followers possono influenzare il leader allo stesso modo di come il leader influenza i followers.
  • E’ basata essenzialmente su dati qualitativi raccolti su leader che occupano cariche molto visibili in posizioni che sono al vertice nelle loro organizzazioni.
  • Potrebbe essere abusata: la Leadership Trasformazionale si occupa del cambiamento dei valori delle persone spingendole verso una nuova visione. Ma chi è che determina se la nuova direzione è buona? Chi decide che la nuova visione e la visione migliore?

Limiti

  • Forte centratura sul ruolo del leader, che viene chiamato ad assumere una chiara funzione di manipolazione simbolico culturale.
  • Enfasi sul coinvolgimento emotivo dei followers, mediante un richiamo esplicito alle componenti carismatiche.
  • Mantenimento, forse anche rafforzamento, delle relazioni gerarchiche e degli assetti di potere e delle strutture di differenziazione di ruolo.
  • Una forte incidenza sulle logiche organizzative di valutazione e controllo, anche se in versione soft rispetto al tipico armamentario manageriale.

Criticità

Un punto critico riguarda il “come la Leadership Trasformazionale viene valutata”. Per gli ultimi 15 anni è stato utilizzato il Multifactor Leadership Questionnaire (MLQ), ma ancora oggi si discute sulla sua utilità, dato che i fattori delle “4 I” (idealized influence; inspirational motivation; intellectual stimulation; individualized consideration) spesso si confondono con quelli della leadership transazionale e laissez-faire, lasciando il dubbio che quindi non siano fattori che appartengono solo alla Leadership Trasformazionale.

Criticità

Alcuni sottolineano anche come, in certe sue interpretazioni meno centrate sulla condivisione dei processi, la leadership trasformazionale può comportare rischi di manipolazione, proprio per la sua natura carismatica: nel processo di trasformazione i leader con la loro “vision” e la loro determinazione, potrebbero imporre i loro valori ed indurre i collaboratori – anche inconsapevolmente – ad imboccare itinerari lontani dalle loro intenzioni, che potrebbero anche avere effetti negativi.

Criticità

Alcuni studi hanno evidenziato che proprio per la sua natura “distribuita”, la leadership trasformazionale può tendere a creare una geografia confusa dell’organizzazione scolastica, aumentando così il senso di incertezza. Un’incertezza che può essere fertile e creativa, ma che richiede un contesto di supporto e di interpretazione continua. Nell’analisi di contesto di diverse scuole si è rilevato che non sempre gli insegnanti sono ansiosi di assumersi responsabilità e compiti e quindi di condividere i processi di leadership.

Leadership Trasformazionale: Processo di Crescita Comune

Contenere le difficoltà …

  • In realtà anche la leadership trasformazionale è una leadership “difficile” da esercitare: richiede al capo d’istituto un elevato grado di tolleranza per l’ambiguità e l’incertezza e l’abilità di convivere con un processo di cambiamento spesso confuso.

La leadership trasformazionale fa evolvere gli orientamenti cognitivi e normativi, coinvolgendo i followers verso la delineazione di nuove mete, nuovi comportamenti, che “normalmente” non sarebbe stato possibile attivare. L’effetto trasformativo riguarda tanto i followers quanto il leader steso.

… Spronare al cambiamento

È l’esperienza di un mutamento delle risorse e soprattutto degli scopi che, invece, caratterizza l’insorgere della logica trasformazionale che implicherebbe, come sostengono Leithwood e colleghi, un “cambiamento per il meglio … che sviluppa le risorse sia del leader sia dei seguaci attraverso un innalzamento dei loro livelli di impegno verso fini condivisi e grazie ad un ulteriore sviluppo delle loro capacità di raggiungimento di tali fini“.

Interesse, innovazione, cambiamento

  • La Leadership Trasformazionale non fornisce una chiara definizione su come i leader dovrebbero agire in particolari situazioni per avere successo, piuttosto fornisce un modo generale di pensare la leadership che enfatizza gli ideali, l’ispirazione, l’innovazione e l’interesse individuale.
  • La Leadership Trasformazionale ordina che i leader siano consapevoli di come il loro comportamento è legato ai bisogni dei loro subordinati e alle dinamiche di cambiamento interne all’organizzazione.
  • I leader possono essere considerati, in definitiva, trasformativi, quando sono capaci di modellare ed elevare la motivazione e i fini dei followers.

Il leader trasformazionale è attento a fare in modo che ognuno fornisca il proprio contributo; aiuta i singoli a valorizzare il loro potenziale; interpreta il contesto ri-adattandosi.

La prospettiva trasformazionale ritrova nella propria concezione della leadership un ruolo pregnante e saliente per le pratiche simbolico-culturali.

Prossima lezione: Leadership Democratica e Distribuita

L’inscindibilità degli elementi:

  • La concezione di leadership nei termini di “distribuzione” come delega a collaboratori, di cui si mantiene la sostanziale strumentalità ai fini dell’organizzazione, implica una leadership “democratica” che allarga i propri orizzonti oltre l’istituzione-organizzazione scuola e si rivolge al sociale, alle sue più ampie finalità di giustizia ed equità.
  • La logica emancipatoria coinvolge tutti gli attori che entrano nel gioco dei network istituzionali e non solo quelli verso cui la leadership verrebbe distribuita.
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