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Roberto Serpieri » 11.Le politiche della Leadership educativa


La nuova scuola e …

La nuova scuola autonoma, come prima necessità, ha dovuto cercare di “procurarsi” nuovi protagonisti, nuovi interpreti, nuovi leader. Non potendo reinventare ex-novo questi nuovi protagonisti, la sfida immediata è stata quella di rinnovare e ri-formare i detentori del vecchio ruolo di presidi e direttori didattici. Si è avviato così un faticoso percorso di selezione-reclutamento per portarli all’acquisizione della qualifica dirigenziale.

… la nuova classe dirigente

In questa strategia di formazione della nuova classe dirigente entrano in gioco pressioni istituzionali sostanzialmente confliggenti: si instaura una vera e propria “guerra tra discorsi”, ovvero tra differenti regimi di verità.

Risorse:

È il sito del Ministero della Giustizia, dove potrete trovare, attraverso una ricerca guidata, i testi delle regolamentazioni inerenti l’auotnomia (L. 59/97) e l’acquisizione della qualifica dirigenziale (D.Lgs. 112/98)

La mappa

Una delle modalità per mettere ordine fra le più recenti proposte che hanno focalizzato l’attenzione sui processi della leadership, potrebbe essere quella di costruirsi una mappa da utilizzare come strumento per sistematizzare i vari filoni e i numerosi approcci.
Citazione:

“I discorsi delle politiche producono modelli di senso e di ovvietà attraverso cui la politica è concepita, discussa e attraverso cui se ne scrive [...]“

Natura dei “discorsi” – “focus” privilegiato

Due sono le dimensioni analitiche su cui si baserà la nostra mappa:

  1. La natura dei “discorsi” che sostengono l’interpretazione della fenomenologia della leadership educativa.
  2. Il “focus” privilegiato per la messa in campo di dispositivi di ricerca e di analisi.

Focus

Il focus si basa su un continuum che comprende:

  • La focalizzazione sull’individuo interprete di leadership.
  • La focalizzazione sulla interazione tra leader e followers.
  • Una concezione della leadership come processo emergente dalle relazioni tra attori, istituzioni e culture.

[...] I discorsi riguardano ciò che può essere detto, pensato, ma anche chi può parlare, quando, dove e con quale autorità. I discorsi incorporano il significato e l’uso di proposizioni e parole. Così, sono costruite specifiche possibilità di pensiero [...]

Discorsi

Logiche sottintese:

  • Discorso burocratico: regolazione
  • Discorso professionale: normatività
  • Discorso manageriale: strumentalità
  • Discorso critico: democraticità
  • Discorso postmoderno: (non)logiche relativistiche

“[...] Le parole vengono ordinate e combinate in modi particolari e altre combinazioni vengono spiazzate o escluse.” in Ball S. J. (2005), Education Policy and Social Class: The Selected Works of Stephen J. Ball, Routledge.

Discorso Burocratico

Regolazione

Questo discorso, largamente ispirato dal sistema di diritto amministrativo, è focalizzato sul sistema di governo, lo stato con il suo “braccio”, la burocrazia, la cui logica d’azione è chiaramente regolativa. Il formalismo che ad essa si accompagna pretende di garantire il rispetto di standard legali di tutela dei diritti del cittadino, sia nella veste di fruitore che di erogatore di servizi. Ciò si è tradotto troppo spesso in un eccesso di regolazione e in una rigidità dell’azione pubblica, che ha confinato anche gli spazi di azione concessi ai dirigenti scolastici. Questi ultimi, infatti, hanno dovuto fare i conti nel tempo con le pressioni istituzionali proprie di questo discorso fondato sul rispetto della regolazione giuridica.

Riferimento bibliografico:

Benadusi L., Landri P. (2002), Verso la governance. L’eclissi della burocrazia scolastica e la costruzione del sistema dell’istruzione e della formazione, in Economia e Lavoro, 1.

Discorso Professionale

Normatività

Questo discorso vede la scuola come un’istituzione, costruita socialmente su fondamenta normative: orientamenti valoriali, credenze, sistemi di significato, consuetudini, ritenute “adeguate” innanzitutto dai più immediati protagonisti di questo lavorio: ovvero insegnanti e dirigenti scolastici. Proprio la definizione dei criteri di adeguatezza delegata, prevalentemente, ai professionisti dell’istruzione ne determina una logica di azione di tipo normativo.

Riferimento bibliografico:

Leithwood K., Duke D. (1999), A Century’s Quest to Understand School Leadership, in Murphy, J., Louis, K. (Eds), Handbook of Research on Educational Administration, 2nd edn, Washington DC, American Educational Research Association, pp. 45-72.

Discorso Manageriale

Strumentalità

Questo è un discorso di tipo organizzativo che assimila la scuola alle altre organizzazioni.

Qui il protagonismo è quello del management che applica una logica d’azione classicamente razional-strumentale.

Riferimento bibliografico:

Hargreaves A. & Fink D. (2006), Sustainable leadership, San Francisco, Jossey Bass.

Discorso Critico

Democraticità

In questo discorso, la scuola, vista come uno dei luoghi della riproduzione e del conflitto, viene inquadrata nel più ampio sistema sociale.

L’attore critico ne rappresenta il protagonista, sostenuto da una logica d’azione politica volta verso orizzonti di democraticità ed equità.

Riferimento bibliografico:

Earley P. & Weidling D. (2004), Understanding School Leadership, London, Chapman.

Discorso Postmoderno

(non)Logiche relativistiche

Negli spazi fluidi, per certi versi indefinibili, della post-modernità circola, infine, il discorso che segna la fine delle grandi narrazioni e dell’idea di progresso. Qui non ci sono attori privilegiati ed, infatti, questo discorso si configura anche con un profilo post-umanista nelle versioni che si spingono a dichiarare la fine delle soggettività o che, più modestamente, riscoprono il valore degli oggetti («attori non-umani»).

La logica d’azione si dissolve nella relatività dei punti di vista: la realtà viene rappresentata come un assemblaggio, un esito non scontato di costruzioni sociali.

Riferimento bibliografico:

Hallinger P. (2005), Instructional Leadership and the School Principal: A Passing Fancy that Refuses to Fade Away, in Leadership and Policy in Schools, 4: 221–239.

I termini della “guerra”

Nel contesto delle politiche di selezione e reclutamento, i discorsi burocratici e professionali nella loro tutela garantistica, hanno contrastato il discorso manageriale, dal momento che l’azione organizzativa e manageriale è stata subito individuata come un necessario corollario per l’accoglimento della logica dell’autonomia.

Numerose, inoltre, sono state le barricate alzate a tal punto da bruciare le possibilità per l’affermazione di discorsi critici e per la rivitalizzazione dello stesso discorso professionale.
Riferimento bibliografico:

Hodgkinson C. (1991), Educational Leadership: The Moral Art, Albany, SUNY Press.

Le possibili conseguenze

Limiti

Attraverso queste caratteristiche dei processi di selezione-reclutamento della nuova dirigenza scolastica, si sono attuate e si rischia di continuare ad attuare, politiche che hanno costruito vere e proprie coorti generazionali che segnano le qualità di leadership in alcune direzioni piuttosto che in altre.

Le possibili conseguenze

Limitazioni

Pur con tali evidenti limiti delle politiche, non si può affermare che tutta la dirigenza scolastica sia nel suo complesso inadeguata alla gestione del processo autonomistico.

Riferimento bibliografico:

Sergiovanni T.J. (1992), Moral Leadership: Getting to the Heart of School Improvement, San Francisco, Jossey-Bass Publishers

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