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Mauro Calise » 1.La matrice di Party


Introduzione al concetto di partito

Il partito è un attore chiave dei regimi politici moderni. Può essere definito sulla base di diversi fattori quali l’ideologia, l’organizzazione, la mobilitazione elettorale, la rappresentanza sociale, la composizione dell’elite.

Le definizioni di partito variano nelle diverse lingue e tradizioni culturali:

Abstracts delle voci di “partito politico” nei dizionari di scienza politica, in M. Calise e T. Lowi, Hyperpolitics – An Interactive Dictionary of Poltical Science Concepts, Chicago, Chicago University Press, 2010.

Per un inquadramento introduttivo, accedi al testo integrale di:

Bartolini, S. (1996), Partiti politici e sistemi di partito, in Enciclopedia delle Scienze Sociali, Roma, Treccani

Della Porta, D. (2009), I Partiti Politici, Bologna, Il Mulino

Gli autori classici sul partito politico

«One way to skip too-narrow or one-dimensional definitions is to move on to classifications and typologies, an exercise which, in the case of parties, has proved to be quite popular with several outstanding scholars. From Ostrogorski (1964) to Michels (1911), from Weber (1922) to Neumann (1956), from Duverger (1963) to Kirchheimer (1966) to the most recent contributions such as those from Panebianco (1988), Lawson (1980 and 1994) or Katz and Mair (1994), political parties have been the object of intensive categorization, mainly with a developmental emphasis on the continuous transformation of both the organizational and institutional dimensions.» (Calise and Lowi 2010, p. 172)

L’asse verticale: Dove nascono i partiti

La matrice di partito si basa sull’incrocio di due dimensioni analitiche: il luogo di origine del partito e la sua struttura organizzativa.

La prima dimensione concerne l’origine dei partiti. Può essere localizzata all’interno del parlamento, dove i partiti si formano dall’unione di gruppi parlamentari; o all’esterno di esso, sulla base di specifiche fratture sociali. Sull’asse verticale, dunque, si contrappongono i concetti di legislature e di civil society.

Matrice di Party – Asse verticale

Matrice di Party - Asse verticale


Le teorie di Duverger sull’origine dei partiti

Questo asse della matrice rimanda all’opera dello studioso francese Maurice Duverger (1951) che ha proposto di classificare i partiti sulla base della loro origine.

Duverger traccia una distinzione fra i partiti di origine interna, che si sviluppano dal gruppo parlamentare verso il basso allargando l’organizzazione elettorale nella società, e i partiti di origine esterna, che emergono al di fuori delle istituzioni parlamentari per ottenere poi accesso in queste ultime.

Maurice Duverger in una breve intervista del 1966. Video dell’Institut national de l’audiovisuel francaise.

L’asse orizzontale

L’organizzazione dei partiti Il secondo asse si riferisce all’organizzazione dei partiti e ricalca il continuum che va da forme organizzative coese e gerarchizzate (corporation) a forme più snelle, costituite da reti di attori individuali (individual).

«Along the second axis, corporation/individual, corporation refers to the corporate party, best exemplified by the European socialist party tradition, which stresses the role of tight bonds within its organization – militancy, in other words – and in the electorate through doctrinal or ideological consistency (von Beyme 1985). The individualist party, in contrast, tends to arise out of the liberal tradition of a coming together of elites, notables, and other activists for a limited number of common purposes which might be realized through electoral and other public appeals and eventual legislation. This suggests that the individualist party is programmatic rather than doctrinal, but even program may be quite loose, inconsistent, and often merely a by-product of keeping the group together for the next election.» (Calise and Lowi 2010, p. 172)

Matrice di Party – Asse orizzontale

Matrice di Party - Asse orizzontale


L’asse orizzontale: l’organizzazione

Alcune classiche tipologie di partito si basano sull’analisi organizzativa

Max Weber (1922) ad esempio distingue i “partiti di notabili”, composti appunto da notabili che basano la propria attività sulla delega da parte di un ristretto numero di cittadini, dai “partiti di massa”, che presentano dimensioni molto maggiori e assumono alcuni tratti propri della burocrazia statale, quali la complessità organizzativa, l’uniformità, la gerarchizzazione funzionale.

L’analisi organizzativa in Max Weber, da S. Vassallo, Corso di Scienza Politica UniBo, aa 2010/2011

L'analisi organizzativa in Max Weber, da S. Vassallo, Corso di Scienza Politica UniBo, aa 2010/2011


Il quadrante in alto a destra

Il partito elettorale Questo quadrante presenta il tipo di partito dominante dei regimi democratici, con una struttura organizzativa leggera e un’origine di natura parlamentare. Tale partito è fortemente ancorato alle funzioni di rappresentanza (representation): le elezioni parlamentari (election) determinano, infatti, i rapporti di potere tra i partiti e al loro interno.

Matrice di Party – Il quadrante in alto a destra

Matrice di Party - Il quadrante in alto a destra


Il contributo dei partiti allo sviluppo della rappresentanza

«It is effective to begin with the interaction between the legislative origins and the individualist base. This is the so-called legislative party which arises out of the process of representation and is concerned largely with the process and functions of representation. Until the advent of parties, representation had largely remained within the realm of administration—tax-collection, military preparedness, patronage—enabling notables to bargain with the monarchy and to maintain balances between bureaucracy and civil society (Friedrich 1968 [1950]). In order for representation to be transformed into a vehicle for the modern process of genuine law-making, the parties proved to be essential. Yet at the same time, the relationship between representation, individuals, and legislature does here convey the fact that parties of this kind were and still remain basically oriented to satisfying the needs of citizens seen as individual actors. While this constituted a very narrow and limited constituency at the early stage of party development, it has now in many cases moved on to encompass what, in terms of its scale, can only be called a mass constituency. Nevertheless, parties of this type remain individualistic in their ideology and in their organization structure» (Calise e Lowi 2010, pp. 172-173)
Accedi al volume in versione integrale di Democracy and Organization of Political parties: The United States di M. Ostrogorski per un inquadramento  dei primi sviluppi dei partiti politici americani


Dai notabili alle masse

Il partito elettorale è riscontrabile fin dalle origini della democrazia rappresentativa. Neumann (1956) distingue i “partiti a rappresentanza individuale”, che riecheggiano il partito notabiliare di Weber e si inseriscono in un contesto caratterizzato da scarsa mobilitazione elettorale e bassa partecipazione politica, dai “partiti ad integrazione di massa”, che si dirigono verso gruppi sociali specifici al fine della mobilitazione, costituendo una risposta agli sviluppi della politica di massa.

Per un approfondimento sul ruolo dei notabili nei processi di rappresentanza si veda la voce ‘Notabili‘ nell’enciclopedia Treccani, scritta da Giorgio Sola.

Il quadrante in basso a sinistra

Il partito oligarchico Contrasta con il partito elettorale il tipo di partito presentato in basso a sinistra, che lega una struttura organizzativa corporata (corporation) ad un’origine extra-parlamentare (civil society). In questo quadrante le oligarchie (oligarchy) controllano la mobilitazione di massa basata su divisioni di classe (class), o su fratture culturali, religiose, tra centro e periferia.

Sulla distinzione fra partito di massa e di elite è possibile consultare la voce Political Party nell’Encyclopedia Britannica

Matrice di Party – Il quadrante in basso a sinistra

Matrice di Party - Il quadrante in basso a sinistra


Il quadrante in basso a sinistra

Un partito di massa o delle elites? Secondo il contributo di Robert Michels (1912) nel partito di massa si sviluppano processi che conducono inevitabilmente alla verticalizzazione delle relazioni interne di potere (legge ferrea dell’oligarchia). Tale studioso, studiando il partito socialdemocratico tedesco, ha notato una contraddizione fra le sue dichiarazioni di principio, legate all’aspirazione della partecipazione politica delle masse, e il fenomeno dell’affermazione di un’oligarchia al suo interno.

Il quadrante in basso a sinistra

La nascita dei partiti di massa Secondo Stein Rokkan (1968) i partiti politici nascono da alcune fratture (divisioni socio-strutturali fondamentali o cleavages) relative al processo di formazione degli stati e allo sviluppo industriale, secondo un percorso scandito dal processo di democratizzazione e di estensione del suffragio.

L’indice e l’introduzione dell’opera di Rokkan Citizens, Elections, Parties è disponibile sul sito dell’ECPR Press.

Il quadrante in basso a sinistra

Le famiglie di cleavages:

  • Frattura centro-periferia, che oppone l’elite dominante degli stati nazionali ad altri gruppi più periferici.
  • Frattura stato-chiesa per il controllo della vita sociale.
  • Frattura città-campagna, che fotografa il conflitto fra interessi agrari contadini e interessi commerciali e industriali urbani.
  • Frattura datori di lavoro-operai, che è risultata particolarmente fondativa dell’asse destra-sinistra dei sistemi di partito occidentali.

Nell’immagine a destra si presentano le principali fasi storiche dei cleavages sociopolitici.

Congelamento e scongelamento delle fratture, da S. Vassallo, UniBo, aa 2010/2011

Congelamento e scongelamento delle fratture, da S. Vassallo, UniBo, aa 2010/2011


Il quadrante in alto a sinistra

Il partito consociativo Tale partito di massa ha un’organizzazione complessa e affronta la sfida di incorporare larghe basi elettorali nell’arena legislativa (participation) attraverso la formazione di ampie coalizioni (coalition).

Matrice di Party – Il quadrante in alto a sinistra

Matrice di Party - Il quadrante in alto a sinistra


Il quadrante in alto a sinistra

Il contesto del partito consociativo Questo tipo di partito si sviluppa in modo particolare in società segmentate, caratterizzate da forti cleavages sociali. Secondo Arendt Lijphart in tale contesto si riscontra una forma di democrazia definita “consensuale” (1999), nella quale gli attori politici sembrano privilegiare il principio dell’accordo-compromesso rispetto a quello di competizione. Tutti i principali partiti sono coinvolti nel processo di governo e nella distribuzione delle cariche politiche in proporzione alla propria forza elettorale.

Il quadrante in basso a destra

Il partito sondaggistico In questo quadrante troviamo l’evoluzione più recente del partito politico che sembra seguire le teorie economiche della democrazia. Il nuovo partito utilizza gli strumenti del marketing elettorale e i sondaggi (polling) per la massimizzazione del consenso, comportandosi con una logica imprenditoriale secondo le leggi della domanda e dell’offerta (market).

Matrice di Party – Il quadrante in basso a destra

Matrice di Party - Il quadrante in basso a destra


Il quadrante in basso a destra

L’analogia fra economia e politica L’analogia fra mercato economico e mercato politico risale a due economisti, Schumpeter (1942) e Downs (1954). Secondo tali autori, leader e partiti calcolano in modo razionale le strategie di massimizzazione del voto adattando a questo fine i propri programmi politici. Ciò consente di adottare un approccio allo studio dei partiti che può essere definito “spaziale” perché interpreta il comportamento del partito come la ricerca della posizione di maggiore profitto.

Il quadrante in basso a destra

Il partito personale Mauro Calise (2000) coglie con la formula “partito personale” la tendenza alla personalizzazione dell’attività di intermediazione politica, riscontrabile in molti contesti nazionali e a diversi livelli di governo. In seguito all’attenuazione delle tradizionali divisioni sociali, infatti, i partiti ridimensionano il ruolo degli iscritti e valorizzano in modo significativo le posizioni di leadership.

Conclusioni

Il partito politico: un fenomeno complesso Pur limitando l’attenzione alle democrazie occidentali, si può notare una grande diversità dei partiti in termini di organizzazione, finalità politiche e strategie del consenso. Le tendenze recenti fanno riscontrare partiti sempre più con leadership personalizzate, con organizzazioni snelle e che ricorrono in modo massiccio agli strumenti mediali e sondaggistici.

Sui più recenti sviluppi della personalizzazione del partito politico si veda l’estratto da M. Calise, I Partiti e lo Stato democratico nel volume a cura di A. Pizzorno (disponibile nei materiali di studio)

La democrazia di fronte allo Stato, A cura di A. Pizzorno

La democrazia di fronte allo Stato, A cura di A. Pizzorno


I link della matrice di Party

La presentazione di un concetto non è solo circoscritta alla sua matrice. Grazie ad un comune schema logico e ad un vocabolario condiviso, possiamo ritovare lo stesso lemma anche in altre matrici di Hyperpolitics, che ne completano la definizione attraverso la collocazione in diversi contesti semantici. Le matrici collegate arricchiscono così la presentazione del concetto in esame.

«These are no mere cross-references, as there are in most dictionaries by use of the generic – see also – annotation. Thanks to the use of the matrix’s logical pattern and interface as a common framework for all definitions, links in our hyperdictionary always refer to a specific quadrant, with all other keywords in that quadrant contributing to clarification of contexts, and in which set of relationships partyis being used in a given matrix» (Calise e Lowi 2010, p. 18).

Si veda la Prefazione e la User’s Giude del volume di Hyperpolitics per alcuni approfondimenti sulla sua metodologia.


Nella matrice di Bureaucracy

Ritroviamo ad esempio il concetto di Party nel quadrante in basso a sinistra della matrice di Bureaucracy, dove, come vedremo meglio nella prossima lezione, si descrive il controllo dell’amministrazione pubblica da parte dei partiti:

«American Presidents were the first to raise the issue publicly, declaring that to the victors belong the spoils. They understood the futility of winning an election while leaving the state apparatus in the hands of a hostile bureaucracy. They were also the first to promote patronage on a large scale, staffing a fast-growing federal machinery with party followers (Crenson 1975; Shefter 1994)» (Calise e Lowi 2010, p. 58).

Accedi liberamente all’abstract e alla matrice di Bureaucracy sul sito di Hyperpolitics.

La matrice di Bureaucracy

La matrice di Bureaucracy


Nella matrice di Agenda

Nella matrice di Agenda il concetto di Party è sull’asse orizzontale, dal momento che il partito rappresenta uno dei due principali “gate-keepers” del processo di selezione dei temi pubblici:

«The horizontal axis, media-toparty, captures the dimension or function of aggregation, which is a mix of communications from a variety of sources, of which the most institutionalized and most proximate to the political process are media and party. This is also an attempt to consider the competition between parties and media for primacy in the setting of governmental and public opinion agendas, by placing in a dialectical relationship the two main institutions of agenda-setting, which tend instead to be treated, in most of the literature, as two separate domains-and subfields» (Calise e Lowi 2010, p. 43) .

Accedi liberamente all’abstract e alla matrice di Agenda sul sito di Hyperpolitics.

Laa matrice di Agenda

Laa matrice di Agenda


Nella matrice di Constitution

Nella matrice di Constitution il concetto di Party contribuisce a delineare, in alto a destra, l’esperienza delle costituzioni novecentesche, che assumono i tratti di ambiziosi e dettagliati programmi di governo:

«Parties carried along a set of values and demands which went well beyond the task of protecting individual rights. As a consequence, constitutional charters became much more lengthy and detailed, in the attempt to spell out explicitly a number of social and economic goals to be fulfilled» (Calise e Lowi 2010, p. 88).

Accedi liberamente all’abstract e alla matrice di Constitution sul sito di Hyperpolitics.

La matrice di Constitution

La matrice di Constitution


I materiali di supporto della lezione

Calise, M., La rivincita inglese, in Il Partito Personale, Bologna, il Mulino, 2000, pp 39-48.

Calise, M., Lowi, T. Party, in Hyperpolitics. An Interactive Dictionary of Political Science, Chicago, Chicago University Press, forthcoming.

M. Calise, I partiti e lo Stato democratico, in A. Pizzorno, La democrazia di fronte allo Stato, Feltrinelli, Milano, 2010.

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