Vai alla Home Page About me Courseware Federica Living Library Federica Virtual Campus 3D Le Miniguide all'orientamento Gli eBook di Federica
 
I corsi di Sociologia
 
Il Corso Le lezioni del Corso La Cattedra
 
Materiali di approfondimento Risorse Web Il Podcast di questa lezione

Pietro Maturi » 14.Comportamenti e atteggiamenti linguistici


Lingua e valutazione

  • Nelle lezioni precedenti abbiamo svolto una serie di osservazioni relative all’uso della lingua da parte dei parlanti, cioè a quelli che si possono definire comportamenti linguistici
  • Ogni parlante, però, oltre a usare attivamente la lingua, si trova anche continuamente a ricevere messaggi linguistici, cioè a svolgere il ruolo di ascoltatore
  • In questo ruolo, l’ascoltatore non si limita a decodificare il messaggio prodotto dal parlante associandolo a una serie di significati, ma – in modo non sempre consapevole – valuta il comportamento linguistico del parlante elaborando una serie di valutazioni, positive o negative, basate sul modo in cui il parlante usa la lingua

Lingua e pregiudizi

  • Queste valutazioni sulla lingua si trasferiscono in genere allo stesso parlante: giudicando il comportamento linguistico dei nostri interlocutori, finiamo per classificare la persona in base a giudizi basati solo su singoli usi linguistici, cioè a pregiudizi
  • Un esempio particolarmente importante e grave di pregiudizio linguistico è quello che a volte si osserva da parte degli insegnanti a danno dei loro alunni
  • Un alunno che utilizza varianti linguistiche stigmatizzate viene talvolta considerato dagli insegnanti meno dotato intellettualmente. Questo può portare a danni psicologici gravi, a un rallentamento del processo di apprendimento e di integrazione e all’emarginazione dal resto della classe

Prestigio e stigma

  • Le valutazioni che l’ascoltatore elabora si basano sulle varianti che il parlante produce
  • Gli elementi non variabili della lingua, naturalmente, non possono essere soggetti a valutazione
  • Le varianti di una determinata variabile, invece, sono spesso associate a un giudizio socialmente condiviso in base al quale, in una certa comunità di parlanti, una delle varianti riceve una valutazione positiva, mentre l’altra è valutata negativamente
  • La valutazione positiva è definita prestigio, quella negativa stigma

Prestigio e contesto

  • Tra le varianti di una certa variabile è possibile individuare la variante di prestigio in due modi
  • Il primo è indiretto, e consiste nell’osservare il comportamento dei parlanti in diverse situazioni. Se in una situazione informale essi preferiscono una variante, mentre scelgono l’altra nei contesti più formali, evidentemente dimostrano di assegnare alla seconda il ruolo di variante di prestigio
  • Alcuni parlanti napoletani, ad esempio, usano la variante sorda della (s) nella conversazione informale, ad esempio nella parola [kɔsa], ma passano alla variante sonora in situazioni più formali, pronunciando [kɔza]
  • In tal modo essi dimostrano, indirettamente, di ritenere più prestigiosa la variante sonora (si osservi che invece la pronuncia standard di questa parola è [kɔsa], con la variante sorda)

I test di reazione soggettiva

  • L’altro modo, più diretto, per individuare la variante di prestigio, è quello basato su di una semplice prova, detta test di reazione soggettiva
  • Questo test consiste nel far ascoltare al soggetto delle voci che usano le diverse varianti di una certa variabile, per esempio persone che pronunciano parole come [kɔsa]/[kɔza], e di chiedere a questo soggetto di esprimere un giudizio su queste voci, basato su di una scala che va da un estremo positivo a uno negativo
  • Si è verificato spesso, applicando questi test, che le reazioni dei soggetti sono molto uniformi all’interno di una certa comunità, molto più uniformi degli stessi comportamenti
  • In altri termini, nel test di reazione soggettiva mostrano spesso di preferire una stessa variante sia coloro che la usano sia coloro che non la usano

Prestigio manifesto e prestigio celato

  • Ci si può chiedere allora, se tutti condividono la valutazione positiva verso una variante, che chiamiamo variante di prestigio, e se tanti tendono a usarla nelle situazioni formali, come mai si continua con grande frequenza a usare anche la variante valutata negativamente, cioè la variante stigmatizzata
  • La risposta sta nel fatto che evidentemente l’uso della variante di prestigio all’interno dei gruppi di appartenenza (famiglia, gruppo di pari, vicini, amici, compagni di lavoro, ecc.) viene valutato come eccesso di formalità, come esibizione di superiorità e quindi come estraneità al gruppo stesso
  • Il gruppo, in altre parole, “preferisce” nel suo interno la variante che al suo esterno stigmatizza
  • Si dice allora che la variante più informale gode nel gruppo di un prestigio celato, mentre quella più formale gode nella comunità più ampia di un prestigio manifesto
  • Contenuti protetti da Creative Commons
  • Feed RSS
  • Condividi su FriendFeed
  • Condividi su Facebook
  • Segnala su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
Progetto "Campus Virtuale" dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, realizzato con il cofinanziamento dell'Unione europea. Asse V - Società dell'informazione - Obiettivo Operativo 5.1 e-Government ed e-Inclusion