Vai alla Home Page About me Courseware Federica Living Library Federica Federica Podstudio Virtual Campus 3D Le Miniguide all'orientamento Gli eBook di Federica La Corte in Rete
 
 
Il Corso Le lezioni del Corso La Cattedra
 
Materiali di approfondimento Risorse Web Il Podcast di questa lezione

Pietro Maturi » 20.I pronomi allocutivi


L’allocuzione

  • Si definiscono pronomi allocutivi quei pronomi che utilizziamo, nelle diverse lingue, per riferirci al nostro o ai nostri interlocutori
  • Sono allocutivi, in italiano, i pronomi tu, usato per riferirsi a un singolo interlocutore, e voi, usato per rivolgersi a due o più persone
  • Tuttavia, in italiano, in determinate circostanze, non usiamo il tu bensì il lei oppure il voi per alcune categorie di interlocutori
  • Meccanismi analoghi esistono anche in molte altre lingue
  • L’inglese, invece, ha un unico allocutivo, you, indipendentemente dal numero delle persone e da ogni altra circostanza

Forme T e V

  • Se oggi in italiano ci rivolgiamo a una sola persona, abbiamo la possibilità di “dare del tu” o “del lei”. In altre lingue abbiamo una analoga alternativa: in francese tra “tu” e “vous”, in spagnolo tra “tú” e “Usted”, in tedesco tra “du” e “Sie”, ecc.
  • Per semplificare il discorso, si dice che la scelta è tra una forma T (cioè tu e i suoi equivalenti) e una forma V (cioè lei, vous, Usted, Sie, ecc.), dal latino Tu e Vos
  • Ma come si spiega l’uso di forme plurali come “vos” per parlare con una sola persona? Nel latino classico questo non accadeva. Si usava sempre e solo il “tu”. “Vos” serviva solo al plurale
  • Secondo Brown e Gilman, quando l’Impero Romano si scisse in Impero d’Occidente e d’Oriente e al posto di un solo imperatore se ne ebbero due, nacque l’uso di parlare a ciascun imperatore con il “vos”, in quanto egli rappresentava contemporaneamente non solo se stesso ma anche l’altro imperatore

La semantica del potere

  • Qualunque sia la spiegazione che si può dare per l’origine dell’uso del plurale “vos” nel rivolgersi a una persona singola, questo uso andò diffondendosi sempre più nel Medio Evo ogni volta che ci si rivolgeva a qualcuno che occupava un posto superiore nella rigida gerarchia sociale di quel tempo
  • Questa persona di rango superiore, che riceveva quindi un pronome V, si rivolgeva però all’inferiore con il T
  • L’uso degli allocutivi era perciò asimmetrico, cioè non reciproco
  • Se avessimo potuto osservare una conversazione tra due persone, immediatamente l’uso dei pronomi T e V ci avrebbe detto chi era il superiore e chi l’inferiore
  • Per questo motivo si può dire che questi pronomi erano “segni del potere” e quindi costituivano una “semantica del potere”

Il caso dell’inglese

  • Questa modalità di uso degli allocutivi, nata nell’alto Medio Evo, continuò ad agire per più di un millennio nelle diverse lingue europee
  • L’inglese, come tutte le altre lingue, aveva una forma per il “tu”, cioè thou (pronunciato [ðau]) e una per il “voi”, cioè you o ye
  • Quindi anche in inglese, almeno fino al XVII secolo, si poteva “dare del tu”, cioè usare thou, o “dare del voi”, cioè usare you, e sempre in un modo non reciproco, fondato sulla gerarchia sociale
  • A partire dal XVII-XVIII secolo, però, il thou iniziò ad acquisire in Inghilterra sempre più un valore spregiativo e venne sentito e usato quasi come un insulto
  • Per questa ragione gradualmente il thou uscì dall’uso e oggi l’inglese ha soltanto il voi, cioè you, come unico allocutivo

La semantica della solidarietà

  • Dal XVIII secolo si diffondono in Europa nuove ideologie liberali, democratiche ed egualitarie e dall’Ottocento le società dei Paesi avanzati si trasformano creando modelli di organizzazione sociale sempre meno rigidamente gerarchizzati
  • Il sistema della semantica del potere non reggeva più di fronte a così grandi trasformazioni e cedette via via il posto a un nuovo sistema nell’uso dei pronomi allocutivi che riflette le nuove situazioni culturali e sociali
  • L’uso asimmetrico dei pronomi T e V basato sul rango venne sostituito gradualmente da un uso simmetrico, per cui due persone oggi possono darsi reciprocamente del V oppure darsi, sempre reciprocamente, del T
  • La scelta tra il T e il V è basata, nel nuovo sistema, sull’esistenza o meno di un rapporto di “solidarietà”, cioè sul riconoscimento reciproco tra i due interlocutori di un’appartenenza comune: se i due si riconoscono come familiari, come amici, come coetanei, come colleghi, come compagni di fede politica, religiosa, ecc., si instaura un T reciproco. In assenza di questa condizione invece si userà un V reciproco
  • L’uso del T o del V quindi ci informa sull’esistenza o meno di un vincolo di solidarietà tra i due interlocutori

Il caso italiano

  • In italiano standard, oggi, il sistema degli allocutivi è formato da “tu” come forma T e da “lei” come forma V
  • Il “lei” dell’italiano si spiega a partire da formule di rispetto come “Vostra eccellenza”, “Vostra signoria”, ecc., che, essendo sostantivi femminili singolari, sono stati col tempo sostituiti dal pronome femminile singolare “ella”, e più recentemente “lei”
  • Nell’italiano regionale di alcune regioni dell’Italia meridionale, tuttavia, è ancora molto diffuso l’uso del “voi”
  • Alcuni parlanti campani utilizzano, a seconda dei casi, tre diversi allocutivi, cioè “tu”, “voi” e “lei”, altri usano solo “tu” e “voi”, altri ancora “tu” e “lei”

Lo studio empirico di Brown e Gilman

  • Brown e Gilman negli anni ‘50-’60 svolsero uno studio su un campione di studenti italiani, francesi e tedeschi che frequentavano i loro corsi universitari negli U.S.A.
  • Lo studio si basava su di un questionario formato da una batteria di domande, ciascuna delle quali era strutturata come “Quale pronome usa lei quando parla con …?” o come “Quale pronome usa … per rivolgersi a lei?” e prevedeva cinque possibili risposte lungo una scala che andava da “sempre T” a “sempre V” (scalogramma)
  • I risultati consentirono non solo di comprendere il criterio con cui venivano usati T e V dal campione di soggetti, ma anche di individuare significative differenze tra l’uso in Italia, in Germania e in Francia
  • Contenuti protetti da Creative Commons
  • Feed RSS
  • Condividi su FriendFeed
  • Condividi su Facebook
  • Segnala su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
Progetto "Campus Virtuale" dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, realizzato con il cofinanziamento dell'Unione europea. Asse V - Società dell'informazione - Obiettivo Operativo 5.1 e-Government ed e-Inclusion