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Antonello Giugliano » 7.Indeterminazione e ambiguità nel concetto di Weltanschauung e nelle sue traduzioni e traslati


Weltanschauung/«visione-del-mondo»

Weltanschauung: Welt-anschauung

  • Weltanschauung, così la definisce K. Jaspers in un passo famoso: «Cos’è una visione del mondo? È qualcosa di totale e universale a un tempo. [...] le visioni del mondo sono idee, manifestazioni supreme ed espressioni totali dell’uomo», in tal senso esse costituiscono «le posizioni ultime che l’anima occupa, [...] le forze che la muovono» [K. JASPERS, Psicologia delle visioni del mondo (1919), trad. it. di V. Loriga, Roma, Astrolabio, 1950, p. 11 e p. 9].
  • Le traduzioni e i traslati del termine (originariamente tedesco) implicano sempre già delle precise opzioni interpretative che non sono però mai filosoficamente neutre:
  • Worldview, Weltanschauung
  • Visione del mondo o visione-del-mondo?
  • Intuizione del mondo
  • Concezione del mondo
  • Considerazione del mondo, comprensione del mondo
  • Immagine del mondo
  • Storia di una parola (e di un suo uso malfamato nella LTI)

Visione del mondo o visione-del-mondo?

Weltanschauung:

Visione del mondo /visione-del-mondo

  • Gli elementi primi — uomo e mondo, ovvero e mondo, io e mondo, oppure anche soggetto e oggetto — che concostituiscono questo termine complesso e stratificato sono da intendersi come atomisticamente indipendenti e slegati tra loro e solo successivamente addizionati e ricollegati l’uno all’altro oppure vanno intesi sempre come originariamente e reciprocamente interconnessi, per cui non si dà l’uno senza l’altro, in quanto l’uno presuppone l’altro, quasi che l’uno si confonda con l’altro e nell’altro?
  • Visione (nell’accezione ampia del termine, ora come visione empirico-intuitiva, ora come visione razionale-scientifica) indica il senso più importante nel rapportarsi conoscitivo e pratico dell’uomo con il mondo che lo circonda.

Intuizione del mondo

Weltanschauung: intuizione del mondo

Qui è sottolineato il carattere, se non proprio irrazionale, certo arazionale, aconcettuale, emozionale, impressionistico, frammentario, fluido, irriflesso se non addirittura inconscio, inarticolato, inesplicito, appunto intuitivo del rapportarsi pratico-conoscitivo di uomo e mondo, di sé e mondo.

Concezione del mondo

Weltanschauung: concezione del mondo

Qui è sottolineato il carattere razionale, riflessivo, scientifico, esplicito, consapevolmente articolato e controllato, appunto concettuale e non impressionistico-intuitivo del rapportarsi pratico-conoscitivo di uomo e mondo, di sé e mondo.

Considerazioni conclusive

Weltanschauung: considerazione del mondo, comprensione del mondo

  • Considerazione del mondo e comprensione del mondo, quanto al loro significato, sono solidali più con la precedente accezione di Weltanschauung come concezione del mondo, anche se non sono prive di una certa sfumata genericità che le avvicina al senso di mera intuizione (considerazione intuitiva, comprensione intuitiva) del mondo.

Immagine del mondo (Weltbild):

  • È il più o meno duraturo oggettivizzarsi e cristallizzarsi di una visione del mondo, che in sé resta un processo potenzialmente sempre fluido ed infinitamente mutevole, nella forma di un orizzonte totalizzante, noto, rigido e fisso, che perciò è come un involucro rassicurante e protettivo per la proteiforme dispersività propria della instabile vita, ma che in pari tempo risulta soffocante e distruttivo per la costitutiva infinità, instabilità e motilità di quest’ultima che è sempre tesa ad infrangere e trascendere ogni sua limitazione per inseguire il suo più proprio inafferrabile ed illimitabile sé infinitario.

Considerazioni conclusive

«L.T.I.»:

Nella Lingua del Terzo Impero (il tedesco del Terzo Reich nazionalsocialista) la parola Weltanschauung — che è una nobile parola filosofica settecentesca di origine tardoilluministica e romantico-idealistica che percorre tutta la moderna cultura tedesca da Kant e Schleiermacher fino ai primi anni Venti del ‘900 — veniva utilizzata in contrapposizione ed alternativa ideologica al termine tradizionale liberal-borghese di «filosofia» per esprimere un presunto sapere non più scientifico-astratto ed accademico, bensì nazionalpopolare e razziale radicato nelle profondità ctonie del sé e della vita autentici. In seguito, dopo la seconda guerra mondiale, il termine tedesco perderà questa connotazione specifica per significare più genericamente ed internazionalmente la visione complessiva del mondo e della vita propria di un individuo.

Prossima lezione

L’uso ancora impreciso che fa di questo termine capitale anche il filosofo consulente e la necessità di una decostruzione ermeneutica del concetto di Weltanschauung.

Nella «consulenza filosofica», e nella sua odierna letteratura e pubblicistica di riferimento, molti autori, anche quelli più avvertiti, impiegano il termine di «visione del mondo» in modo intensivo ma impreciso dando per scontato ed ovvio il significato del suo concetto, che vorrebbe indicare una intima fusione tra vita vissuta e sapere autentico intorno ad essa. Raramente però viene problematizzato il senso di questa parola che potrebbe anche intenzionare non una mera idea o un mero concetto, per quanto intimamente intrecciati alla vita, bensì il nucleo più profondo della struttura stessa dell’esistenza umana nella sua totalità. Proprio questo orizzonte strutturale nel suo senso ultimo, che pure le starebbe massimamente a cuore afferrare, la «visione del mondo» (specialmente quella tematizzata nell’approccio consulenziale-filosofico) tende a fraintendere — scambiandolo per una solo ancora inesplicita pienezza di senso della vita — e dunque, in ultima analisi, a mancare.

I materiali di supporto della lezione

K. JASPERS, Psicologia delle visioni del mondo (1919), trad. it. di V. Loriga, Roma, Astrolabio, 1950.

D. K. NAUGLE, Worldview. The History of a Concept, Grand Rapids (Michigan), Eerdmans, 2002.

V. KLEMPERER, LTI: la Lingua del Terzo Reich. Taccuino di un filologo (1947, 1957), trad. it. di P. Buscaglione, Firenze, Giuntina, 2005.

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