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Antonello Giugliano » 6.La questione della «visione del mondo» come quadro concettuale elettivo per la prassi specifica della «consulenza filosofica»


Che cos’è propriamente «visione del mondo»?

Per una definizione del concetto di «visione del mondo» nel quadro della «consulenza filosofica»

Qui ed in quanto segue occorrerà fare riferimento ancora al già menzionato testo di R. Lahav che costituisce, nel bene come nel male, uno dei tentativi più consapevoli di tematizzare filosoficamente il concetto di «visione del mondo» e di formularlo come principio operativo di interpretazione per la prassi specifica della «consulenza filosofica».

Che cos’è propriamente «visione del mondo»?

Quotidianità, Espressione, Implicitezza e/o esplicita articolazione teorica della «visione del mondo»

  • «Si noti che le concezioni espresse nella vita quotidiana non necessariamente sono esplicitate e articolate»
  • «Al contrario, le teorie articolate che le persone verbalizzano sono spesso dissociate dalla loro vita quotidiana»
  • «Un modo di vivere può esser visto come espressione di varie concezioni del mondo a cui la persona può non avere nemmeno mai pensato»
  • «La vita quotidiana di un individuo [...] “dice” le proprie visioni filosofiche», ossia le esprime in maniera irriflessa ed inconsapevole.

Che cos’è propriamente «visione del mondo»?

Approssimazioni e plausibili definizioni:

  • «Una visione del mondo non è il tipo di cose che può esercitare un influsso causale sugli eventi concreti, non è nemmeno qualcosa che risieda nella mente della persona. È, piuttosto, uno schema astratto che interpreta la struttura e le implicazioni filosofiche della concezione che un individuo ha di se stesso e della realtà: un sistema di coordinate, per così dire, che organizza, fa distinzioni, trae conseguenze, confronta, conferisce significati e così dà un senso ai vari atteggiamenti dell’individuo nei confronti di se stesso e del proprio mondo» (op. cit., p. 14).
  • «Qualunque visione del mondo è uno tra diversi modi di organizzare, analizzare, categorizzare, notare regolarità, trarre conseguenze, dare un senso e in generale attribuire significati agli eventi della vita di qualcuno» (op. cit., p. 16).
  • La «visione del mondo» – resa infine esplicita dalla interpretazione ed elaborazione filosofica – è perciò paragonabile ad una «storia coerente», ad uno «schema comprensibile», ad una «”mappa” di significati [...] del dominio problematico» attraverso cui è possibile articolare ed «organizzare il proprio dilemma all’interno di un quadro comprensibile» , insomma ad una «immagine significativa completa che delinea struttura, schemi ricorrenti e interconnessioni» propri di una vita, di un’esistenza individuale (op. cit., pp. 24-25).

«Consulenza filosofica» & «visione del mondo»

La «visione del mondo» come principio operativo di interpretazione per la prassi ermeneutica specifica della «consulenza filosofica».

  • «La consulenza filosofica può essere caratterizzata da un approccio rivolto ad aiutare i consultanti a interpretare la visione del mondo espressa» dal loro modo di vivere» (op. cit., p. 14).
  • «È possibile interpretare i problemi e i dilemmi quotidiani – quali crisi di senso, noia e sensazione di vuoto, difficoltà nelle relazioni interpersonali, ansia, ecc. – come espressioni di aspetti problematici della visione del mondo della persona» (op. cit., p. 17).
  • «Da esperto nell’interpretazione delle visioni del mondo, il consulente filosofico aiuta i consultanti a scoprire i diversi significati che sono espressi nel loro modo di vivere e ad esaminare criticamente quegli aspetti problematici che esprimono i loro dilemmi. [...] ciò aiuta i consultanti ad arricchire e sviluppare le loro visioni del mondo e può anche facilitare i processi di cambiamento» (op. cit., p. 18).
  • Pertanto «la consulenza filosofica [...] può essere caratterizzata come un tentativo di trattare i dilemmi (o le vite) dei consultanti nei termini delle loro visioni del mondo: cioè, i significati filosofici e le implicazioni filosofiche del loro atteggiamento verso se stessi e verso il mondo» (op. cit., p. 20).

Considerazioni conclusive: è sufficiente una tale accezione operativa della «visione del mondo»?

Problema:

Se la «visione del mondo» sia accessibile come un mero concetto, idea, schema, mappa significativa, immagine, etc., o se essa non rinvii piuttosto ad altro, ad una struttura esistenziale e fenomenica molto più complicata a partire da cui anche gli elementi costitutivi della mera «visione del mondo», suppostamente primitivi e gnoseologicamente insormontabili (appunto «visione» e «mondo», ovvero: «soggetto» e «oggetto»), vengano scoperti come invece derivati entrambi da un orizzonte di fenomenicità più originaria che li rende compossibili e che tuttavia viene intenzionata appunto dalla «visione-del-mondo» ormai solo in modo implicito e distorto, se non addirittura irriconoscibile.

Prossima lezione

Indeterminazione e ambiguità nel concetto di Weltanschauung e nelle sue traduzioni e traslati

«Visione del mondo»/Weltanschauung

  • Le traduzioni e i traslati del termine (originariamente tedesco) implicano sempre già delle precise opzioni interpretative che non sono mai filosoficamente neutre:
  • worldview, visione del mondo, intuizione del mondo, concezione del mondo, considerazione del mondo, comprensione del mondo, immagine del mondo.
  • Storia di una parola (e di un suo uso malfamato nella LTI).

I materiali di supporto della lezione

Ran LAHAV, Un quadro concettuale per la consulenza filosofica: l'interpretazione della visione del mondo (1995), In: ID., Comprendere la vita. La consulenza filosofica come ricerca della saggezza, trad. it. di F. Cirri, Milano, Apogeo, 2004, pp. 9-36.

M. FOUCAULT, Storia della sessualità vol. 3: La cura di sé, tr. it. di L. Guarino, Feltrinelli, Milano, 2001.

ID., L'etica della cura di sé come pratica della libertà (1984), tr. it. di S. Loriga, in: ID., Archivio Foucault 3. 1978-1985, a cura di A, Pandolfi, Milano, Feltrinelli, 1988, pp. 273-294.

F. FUREDI, Il nuovo conformismo. Troppa psicologia nella vita quotidiana, tr. it. di L. Cornalba, Feltrinelli, Milano, 2005.

P. HADOT, Riflessioni sulla nozione di cultura di sé (1988), in: ID., Esercizi spirituali e filosofia antica, Nuova edizione ampliata, tr. it. di A. M. Marietti, Einaudi, Torino, 2002, pp. 169-177.

ID., La filosofia come modo di vivere. Conversazioni con Jeannie Carlier e Arnold I. Davidson, tr. it. di A. C. Peduzzi e L. Cremonesi, Einaudi, Torino, 2008.

G. MAGNANO SAN LIO, Forme del sapere e struttura della vita. Per una storia del concetto di Weltanschauung. Tra Kant e Dilthey, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2005.

G. MAGNANO SAN LIO, Forme del sapere e struttura della vita. Per una storia del concetto di Weltanschauung. Dopo Dilthey, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2007.

K. MANNHEIM, L'interpretazione del concetto di “Weltanschauung” (1921/22), in: ID., Sociologia della conoscenza, Bologna, Il Mulino, 2000, pp. 3-63.

La “presunzione di innocenza” della CF

Sul concetto di visione del mondo (Weltanschauung)

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