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Raffaele Savonardo » 7.Interfaccia – prima parte


L’interazione

Nelle precedenti lezioni abbiamo fatto riferimento al concetto di interattività, ovvero al rapporto di relazione che si instaura tra un sistema digitale e un individuo.

Il termine “interattività” viene solitamente utilizzato per indicare le modalità con cui i nuovi media permettono all’utente di gestire gli elementi che appaiono su di uno schermo digitale, scegliere i percorsi da seguire e personalizzare gli eventuali risultati e i relativi output. In questo modo l’individuo ottiene da un sistema interattivo il risultato desiderato.

Dobbiamo chiarire, però, come l’”interazione” non sia una dinamica presente solo con i media digitali.
Come può essere facilmente intuibile, l’essere umano interagisce quotidianamente con molti oggetti presenti nel suo contesto ambientale, oltre che con gli altri suoi simili.

Possiamo allora identificare alcune tipologie principali di interazione:

  • Naturale;
  • Meccanica;
  • Digitale.

Interattività naturale

Con questo termine possiamo fare riferimento alle modalità di interazione basilari che l’individuo possiede, grazie al proprio corpo.
Infatti, il principale strumento di interazione che l’uomo ha con il mondo è insito nel suo stesso corpo. I nostri arti e i nostri sensi ci consentono di percepire e manipolare ciò che ci circonda, attraverso un continuo scambio ed elaborazione di informazioni.

Si pensi, ad esempio, a quante informazioni otteniamo grazie solo alla vista: normalmente riusciamo a distinguere i colori di un oggetto, la distanza tra noi ed esso, la sua posizione in relazione ad altri oggetti, etc. Queste informazioni pongono noi all’interno di uno spazio e ci consentono, per l’appunto, di interagire in esso.

“L’uomo vitruviano”, disegnato da Leonardo (Fonte: Wikimedia)

"L'uomo vitruviano", disegnato da Leonardo (Fonte: Wikimedia)


Interattività meccanica

La seconda tipologia di interattività che possiamo rintracciare è quella “meccanica”. Essa fa riferimento alla relazione che si instaura tra l’individuo e degli oggetti-tecnici, ovvero dispositivi che l’individuo stesso ha creato per consentirgli di compiere particolari azioni, o per semplificargliene altre.
Sono molteplici gli esempi che si possono fare a riguardo: possiamo pensare ai primi strumenti di caccia realizzati dall’uomo primitivo (lance, coltelli, archi e frecce), oppure alla ruota; ma anche, millenni più avanti, la macchina a vapore, l’automobile, un trapano.

Tali oggetti sono stati realizzati attraverso un processo volontario di manipolazione, da parte dell’individuo. Egli li lavora, li modifica; oppure li assembla. In questo modo riesce ad effettuare azioni che il suo corpo non gli consente direttamente o che potrebbero essere pericolose per lui.
Si pensi, ad esempio, alle “gru” e di come consentano all’uomo di raggiungere, in sicurezza, altezze che difficilmente potrebbe affrontare senza supporti tecnologici. Anche i tradizionali strumenti di comunicazione, come la televisione e la radio, sembrano costituire prolungamenti sensoriali del corpo umano (cfr. McLuhan 1964).

Esempio di arma costruita dall’uomo attraverso l’elaborazione di oggetti naturali (pietre, legno).

Esempio di arma costruita dall'uomo attraverso l'elaborazione di oggetti naturali (pietre, legno).


Interattività digitale

La terza macro-tipologia che possiamo utilizzare per descrivere l’”interattività” contiene tutti quegli oggetti che non hanno concretezza fisica.
Ovvero, intendiamo fare riferimento agli strumenti digitali, creati da un sistema informatico e che, al loro interno, non contengono atomi ma bit, ovvero codice binario, numeri.
Esempi di questi oggetti sono le foto, i suoni, i testi, le icone, le immagini e quant’altro vediamo e realizziamo attraverso un computer. Quest’ultimo, infatti, pur essendo uno strumento “meccanico” (in quanto ottenuto dall’assemblaggio di oggetti-tecnici) consente di produrre oggetti non-concreti.

È evidente come, attraverso periferiche di output come una stampante, si ha la possibilità di dare fisicità a ciò che è visualizzato su uno schermo.

Interattività digitale (segue)

Il desktop è l’insieme degli oggetti digitali con i quali è possibile interagire 
(Fonte: Wikimedia)

Il desktop è l'insieme degli oggetti digitali con i quali è possibile interagire (Fonte: Wikimedia)


Come si interagisce con un computer

Nel momento in cui state leggendo questi testi e guardando le immagini allegate, state già interagendo attraverso un computer. Non importa di che dimensioni esso sia (un portatile, un fisso, un telefonino o altro sistema): l’importante, oggi, è che esso abbia almeno uno schermo attraverso il quale mostrare le informazioni.
I primi sistemi informatici (come abbiamo visto nelle precedenti lezioni) prevedevano delle schede perforate come strumento di immissione dati; attraverso una stampante le informazioni, elaborate, venivano restituite all’utente.
Successivamente, con l’uso di uno schermo, l’utente poteva vedere le informazioni elaborate prima di stamparle fisicamente su carta. Ancora, con l’introduzione della tastiera, egli poteva immettere ed elaborare lui stesso le informazioni. Possiamo considerare i primi computer dotati di tastiera come delle macchine da scrivere “digitali”.

Esempio di macchina da scrivere

Esempio di macchina da scrivere


Dalla tastiera al mouse

Con l’invenzione del mouse, all’utente veniva offerta la possibilità di controllare maggiormente l’informazione che lo schermo del computer gli mostrava.
Con la sola tastiera, infatti, era complesso e laborioso spostarsi da un comando all’altro; anzi, i comandi stessi dovevano essere eseguiti digitandoli direttamente. Ad esempio per copiare un file in una cartella era necessario digitare comandi del tipo “copy file.txt C:/cartella“.

Il mouse introduce, invece, la possibilità di muoversi nello spazio dello schermo. Non secondo linee orizzontali e verticali, ma anche oblique, tonde, spezzate… ovvero in qualsiasi punto vogliamo.
In questo senso, il mouse si concretizza come l’estensione della nostra mano all’interno dello spazio digitale. E, con esso, anche l’area di lavoro del computer si adegua. Nascono le GUI, Graphic User Interface, ovvero interfacce basate sull’uso di elementi grafici.

I sistemi operativi attuali sono esempi di queste GUI, costituite da icone, finestre, menù, manipolabili attraverso l’uso del mouse.

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