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Raffaele Savonardo » 1.I media fra tecnologia e cultura


Cosa sono i media?

Prima di iniziare questo percorso di analisi dei media e del loro ruolo nella società, è opportuno interrogarsi su che cosa sono i media.
In altre parole, quali sono le caratteristiche comuni che ci consentono di definire i diversi media? In base a quali criteri possiamo affermare che il libro, il cinema, il telefono, un quotidiano, Internet etc. rientrino – seppur differenti tra loro – nella categoria dei media? E in base a cosa essi differiscono?

Fausto Colombo (2003) rintraccia 2 caratteristiche in base alle quali è possibile catalogare i diversi media:

  • aspetti linguistici
  • aspetti tecnologici

Vedremo in dettaglio questi due aspetti.

Immagine modificata da: MIT Open Courseware.

Immagine modificata da: MIT Open Courseware.


Aspetti linguistici e aspetti tecnologici

Dal punto di vista linguistico, un medium riveste il ruolo di interfaccia tra il destinatario di un messaggio ed il messaggio stesso codificato. In questo senso, il principale elemento di distinzione fra i diversi media è il codice utilizzato (il telegrafo, il quotidiano a stampa o un sms, ad esempio, utilizzano il registro verbale; il cinema muto o un manifesto pubblicitario, invece, adoperano un codice visivo e iconico; il cinema sonoro e la televisione adoperano codici audio-visivi etc.).
A partire dal cinema sonoro, con la televisione, fino alla comunicazione multimediale digitale, tutto il Novecento si è contraddistinto per una graduale convergenza di diversi codici (auditivo, visivo, verbale etc.) su un solo medium.

Dal punto di vista tecnologico, le caratteristiche di un medium e le sue relative evoluzioni nel tempo possono influire sui processi di produzione, di distribuzione e di consumo (nel cinema, ad esempio, l’introduzione della cinepresa rivoluzionò i processi di produzione, mentre l’avvento del proiettore influì notevolmente sul consumo nelle sale).
Inoltre, un aspetto significativo che investe l’evoluzione tecnologica dei mezzi di comunicazione riguarda la distinzione tra media analogici e media digitali che sarà trattata, nello specifico, in una delle prossime lezioni.

Media: una possibile definizione

Definite le caratteristiche principali dei media, possiamo ora provare a formularne una definizione.

Fausto Colombo (2003, p.17) definisce i media come «apparati socio-tecnici che svolgono una funzione di mediazione nella comunicazione fra soggetti».

Questa definizione ci permette di rintracciare alcuni concetti–chiave utili ad uno studio introduttivo sui media:

  • si tratta di apparati socio-tecnici;
  • svolgono una funzione di mediazione;
  • il loro ruolo si inserisce in un processo di comunicazione;
  • tale processo di comunicazione avviene fra soggetti sociali.

Vediamo questi aspetti in dettaglio.

Media come apparati socio-tecnici

Attribuire ai media la natura di strumenti socio-tecnici, significa ricordare che non si tratta di mere tecnologie ma di strumenti per il cui sviluppo svolgono un ruolo fondamentale gli attori sociali, le condizioni storiche e il contesto in cui i media si inseriscono.

Ad esempio, il ruolo che la radio assunse in Italia nel periodo compreso tra le due guerre prescinde dalle caratteristiche squisitamente tecniche del mezzo stesso e va rintracciato nelle modalità e nelle finalità comunicative adottate dal regime fascista:
«Si può dire che l’uso della radio da parte di Mussolini assomigliasse più al megafono che alla produzione radiofonica attuale…» (Colombo, 2003, p. 17)

Le trasmissioni dell’EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) erano la voce pubblica e diffusa del Regime fascista. Immagine da Wikimedia.

Le trasmissioni dell'EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) erano la voce pubblica e diffusa del Regime fascista. Immagine da Wikimedia.


Mediazione e Comunicazione fra soggetti sociali

Il termine “comunicazione” rimanda al trasferimento di informazioni da un mittente ad un ricevente, attraverso un veicolo: il “mezzo”, appunto.

Tuttavia, in riferimento ai media e non solo, la comunicazione non investe semplicemente aspetti legati alla mera “trasmissione di informazioni” tra due o più soggetti. Ciò che viene veicolato, infatti, è qualcosa di più rispetto a semplici informazioni. Si tratta, infatti, di cultura (insieme di norme, valori, forme espressive, visioni del mondo etc.) veicolata tra i diversi attori sociali coinvolti nel processo comunicativo.

Inoltre la comunicazione, cioè la circolazione e lo scambio di contenuti culturali, favorisce il riconoscimento e contribuisce ai processi di costruzione e di riproduzione dell’identità culturale.

Il concetto di “mediazione fra soggetti”, dunque, riconduce alle azioni «esercitate dai soggetti stessi, in un continuo processo storico di aggiustamento delle rispettive posizioni» (Colombo, 2003, p. 19)


Studiare i media:quali difficoltà?

Nell’intraprendere lo studio dei media, è necessario considerare il delicato rapporto che unisce lo studioso all’oggetto del suo studio (i media), nonché al contesto storico e sociale in cui entrambi sono immersi.

  • Un primo elemento di riflessione concerne il fatto che la sociologia dei media nasce nel quadro delle scienze umane. Queste ultime si sviluppano in quel periodo dello sviluppo – urbano e industriale – occidentale, definito modernità: si tratta dello stesso periodo che vede gradualmente la nascita e lo sviluppo dei mezzi di comunicazione. Per questi motivi, un primo limite che caratterizza lo studio dei media potrebbe consistere nel fatto che le scienze a cui esso afferisce si nutrono dei paradigmi e dei modelli culturali di cui si nutrono i media stessi
Roger Silverstone, autore di Why Study the Media? (1999) – trad. it. Perché studiare i media?, Il Mulino, Bologna, 2002.

Roger Silverstone, autore di Why Study the Media? (1999) – trad. it. Perché studiare i media?, Il Mulino, Bologna, 2002.


Studiare i media:quali difficoltà? (segue)

  • Inoltre, i media hanno un ruolo così significativo e una presenza così diffusa nella nostra società che sembra impossibile osservarli con il “giusto” distacco analitico. Roger Silverstone, sociologo inglese scomparso nel 2006, in ”Why Study the Media?” (1999) evidenzia questo problema cui deve far fronte il sociologo dei media, poiché l’intera vita contemporanea è accompagnata dalla presenza di qualche medium.
  • C’è, infine, da considerare il fatto che il ricercatore è egli stesso fruitore e consumatore di media (e, spesso, è coinvolto finanche nel loro circuito produttivo). Nello studio dei media, la distanza critica tra il ricercatore e l’oggetto di indagine è, quindi, più difficile da rispettare, diversamente da altri campi di ricerca.
Roger Silverstone, autore di Why Study the Media? (1999) – trad. it. Perché studiare i media?, Il Mulino, Bologna, 2002.

Roger Silverstone, autore di Why Study the Media? (1999) – trad. it. Perché studiare i media?, Il Mulino, Bologna, 2002.


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