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La Corte in Rete » Armido Rubino, I paradossi della medicina tra scienza e umanità


Incontro con Armido Rubino

I paradossi della medicina tra scienza e umanità
“Gli imponenti progressi scientifici dell’ultimo secolo e le conseguenti possibilità della medicina hanno determinato straordinari miglioramenti nelle condizioni di salute delle popolazioni, del tutto inimmaginabili nella prima metà dell’ultimo secolo. Ciò malgrado, ovunque nel mondo e particolarmente nei Paesi più evoluti socialmente e scientificamente, i rapporti di fiducia fra popolazioni e sistemi sanitari e tra medici e pazienti appaiono in crisi. La conflittualità in aumento e il crescente e diffuso ricorso alle cosiddette ‘medicine alternative e complementari’ ne sono i segnali più evidenti. Si tratta di un apparente paradosso che trova spiegazione – e conseguente potenziale inversione di tendenza – nel complesso intreccio tra aspetti scientifici, tecnici, umani e relazionali della medicina”.
Federica offre una sintesi dell’incontro con Armido Rubino, svoltosi nell’ambito di Come alla Corte di Federico II, ovvero parlando e riparlando di scienza.

Armido Rubino

Armido Rubino


I paradossi della medicina tra scienza e umanità

La Medicina, a partire dalla seconda metà del novecento, è percorsa da due processi in apparente contraddizione tra loro. Per un verso c’è stata un’imponente esplosione di conoscenze scientifiche, tale da accrescere enormemente le possibilità di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie. Si è andata così sviluppando una “medicina basata sull’evidenza” che ha avuto straordinari effetti sulla Salute. Basti riflettere sul contributo fornito al graduale passaggio da una “attesa media di vita alla nascita” di 43 anni nel 1901 fino a 79 anni per i maschi e 84 per le femmine nel 2007 (dato relativo all’Italia e tra i migliori al mondo). Tuttavia – qui è l’apparente paradosso – parallelamente si sviluppava una crisi segnata da crescente sfiducia da parte delle popolazioni nei confronti dei sistemi sanitari e da parte dei pazienti nei confronti della Medicina. I segni più evidenti della crisi sono due. Anzitutto la crescente tendenza a denunciare i comportamenti dei medici con la conseguente conflittualità giudiziaria, che provoca una pessima “medicina difensiva”, la quale a sua volta accentua il calo di fiducia in un circolo vizioso.

Articolo completo

Armido Rubino
già Professore di Pediatria
Università degli Studi di Napoli Federico II

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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I progressi della Medicina

Come cambia il rapporto medico-paziente nel tempo?
Quali sono le principali scoperte mediche che hanno segnato la storia?
Quanto influiscono sulla nostra vita attuale?

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Medicina basata sull’evidenza

I risultati hanno validità se sono:

  • universali;
  • uiproducibili;
  • verificabili;
  • controllabili, in quanto pubblicizzabili dalla comunità scientifica.

Coerenza tra ipotesi>metodi>risultati>conclusioni.

Ma subentra un paradosso: all’aumentare del progresso della ricerca scientifica, corrisponde un calo di fiducia da parte dei pazienti. Il fenomeno può determinare la sensazione nel medico di un rischio di denuncia che innesca una medicina di tipo difensivo e non curativo.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Il rapporto medico-paziente

Fattori di potenziale disturbo per il rapporto medico-paziente

  • Crescente numero di medici di riferimento;
  • invadenza della tecnica;
  • eccesso di medicalizzazione nella vita e nella società;
  • vincoli del sistema organizzativo;
  • distorsioni mediatiche;
  • comunicazione elettronica.
Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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La medicina oggi

Ci si deve augurare che sia possibile mettere insieme un’alta tecnologia, un approccio scientifico corretto e al tempo stesso mantenimento di sano dialogo tra medici e persone.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Biografia

Armido Rubino nasce a Napoli il 3 giugno 1937.

Formazione
Università di Napoli e Parma: Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia
1961 Università degli Studi di Parma: Laurea in Medicina e Chirurgia, 110/110 con lode
1961/1964 Kinderspital dell’Università di Zurigo: 3 anni di specializzazione in pediatria
1968/1970: Università Harvard – Boston Usa: 3 anni di specializzazione nella clinica e nella ricerca scientifica su problemi attinenti la pediatria

Attività Accademica
1964/1971 Assistente Ordinario di Pediatria, Università di Sassari e di Napoli.
1972/1979 Professore di Puericultura, II Facoltà di Medicina di Napoli.
1980/2009 Professore Ordinario di Pediatria, Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Napoli Federico II.
1989/2005 Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Napoli Federico II.
Per 3 anni Direttore Istituto medico-chirurgico di Pediatria II, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Napoli Federico II; per 7 anni Direttore del Dipartimento di Pediatria, Università degli Studi di Napoli Federico II; per 6 anni Direttore della Scuola di Specializzazione in Puericultura; per 6 anni Direttore del Dottorato di Ricerca in Scienze Pediatriche. Socio della Dean’s European Academic Network.

Curriculum completo

La pratica medica alle soglie del terzo millennio

Negli ultimi decenni il lavoro del medico è andato incontro a radicali cambiamenti connessi alle trasformazioni della nostra società ed al progresso tecnologico che hanno consentito alla medicina di raggiungere straordinari risultati. Ne sono derivate conseguenze sul rapporto che il paziente stabilisce con il medico e sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria. La diffusione delle conoscenze anche attraverso internet, il controllo sociale sull’operato del medico, il carattere sempre meno carismatico della sua figura, la presenza di condizioni in cui la stessa conoscenza scientifica è sempre meno connotata da certezze e meno garante di verità oggettive, l’aziendalizzazione delle istituzioni sanitarie che ha comportato l’affermarsi di criteri economici anche alla base delle decisioni cliniche, hanno messo in crisi il ruolo del medico a cui il paziente non sempre si rivolge con fiducia come generalmente accadeva in passato.

Articolo completo

Paolo Valerio
Professore di Psicologia clinica
Università degli Studi di Napoli Federico II


Medicalizzazione della ‘morte’

Nella letteratura sociologica ci si riferisce in genere al concetto di medicalizzazione della società per indicare quel processo attraverso il quale un numero sempre maggiore di attività umane viene sottoposto al controllo continuo e costante da parte delle istituzioni mediche. Sul fatto che nel corso degli ultimi decenni, con un’accentuazione sempre crescente, abbiamo assistito a un incremento serrato di tale processo, esistono indicatori straripanti: dalle indagini prenatali sin dalle primissime settimane dal concepimento, alle sempre più ricorrenti e diversificate analisi e controlli ripetuti ciclicamente, che si protraggono lungo l’intero arco della nostra esistenza. Se a questo checkup diretto sul corpo aggiungiamo la pressione derivante dalla straordinaria diffusione di pubblicazioni e programmi d’informazione e di fiction incentrati sui temi della medicina, ci si rende conto di quanto la nostra società stia effettivamente diventando sempre più medicalizzata.

Articolo completo

Gianfranco Pecchinenda
Professore di Sociologia della conoscenza
Università degli Studi di Napoli Federico II


I progressi della medicina scientifica

Probabilmente un grande paradosso del nostro tempo è disporre di un progresso scientifico in medicina senza precedenti e nello stesso tempo soffrire di un grave conflitto sociale con i cittadini segnato da una parte dalla crescita del contenzioso legale e dall’altra dai comportamenti professionali sempre più opportunistici. Perché i cittadini sono scontenti della medicina, nonostante i suoi progressi? Perché gli operatori si difendono dai cittadini? La risposta è semplice: perché i progressi della medicina scientifica avvengono a paradigma invariante, cioè dentro un’idea di scienza che è andata bene per gran parte dell’800 e gran parte del 900, ma che ora è visibilmente inadeguata. A renderla inadeguata è quella che genericamente si chiama società “post-industriale” cioè una società che non intende più essere curata a partire da un sintomo e meno che mai essere ridotta a sintomo, una società che chiede a gran voce relazioni per partecipare alle decisioni di cura, una società che rifiuta la visione incomplessa che riduce il malato sostanzialmente a un mucchietto di cellule, una società che non è più fatta da pazienti ma da “esigenti” che hanno imparato la strada del tribunale. Articolo completo

Ivan Cavicchi
Professore di Filosofia della medicina
Università degli Studi di Roma Tor Vergata


La medicina predittiva e i test genetici

Una delle principali difficoltà nel divenire della Medicina è stata quella riguardante i tentativi di conciliare da un lato la Medicina Clinica, basata sulla patologia prevalente, che è anche rivolta alla collettività e/o a gruppi di individui e, dall’altro lato la Medicina con approccio olistico nei confronti del singolo individuo nelle sue caratteristiche complessive personali (età, genere, fisiopatologia, etc.).
Se per cinquant’anni circa l’enfasi è stata sulla ricerca, a volte spasmodica, dei principi e della prassi dell’evidence based medicine, la individuazione delle linee più importanti, e declamate come conclusive, sulla decifrazione del genoma umano, ha invece iniziato, e qui l’avverbio paradossalmente è particolarmente centrato mi sembra, lo studio sempre più approfondito della Medicina Personalizzata, cioè quello a livello del singolo individuo.

Articolo completo

Francesco Salvatore
Professore di Biochimica umana
Università degli Studi di Napoli Federico II


La crisi di coscienza della medicina e la medicina narrativa

Soltanto sessant’anni fa le conoscenze scientifiche sulle quali si basava la professione medica erano enormemente inferiori rispetto a oggi e il conforto, l’ascolto, il sostegno psicologico del paziente erano ancora elementi fondamentali dell’arte medica. Oggi la Medicina ha raggiunto traguardi notevoli nella diagnosi e nella terapia di molte malattie, un tempo non riconosciute, ritenute inguaribili o incurabili, ma, nonostante tutto questo, paradossalmente è aumentata l’insoddisfazione da parte dei pazienti e parallelamente si è osservato un crescente ricorso alle cosiddette “Medicine alternative”. Tutto questo ha imposto ai medici una profonda riflessione sul loro ruolo e sul senso della loro professione. Oggi il medico vive una fase storica e sociale di profondo disagio.

Articolo completo

Franca Parizzi
Consiglio Direttivo
Società Italiana di Pedagogia Medica (SIPeM)

Scarica il dossier completo a cura di Come alla Corte – Edizione 2009-2010


Le lezioni del Corso

Work in progress

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