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La Corte in Rete » Gennaro Rispoli, Gli ospedali di Napoli capitale: un viaggio nella memoria


Incontro con Gennaro Rispoli

Gli ospedali di Napoli capitale: un viaggio nella memoria

Gli ospedali e la città antica: uno spunto per una passeggiata tra medicina antica e arte. Gennaro Rispoli ci accompagna alla scoperta degli antichi ospedali di Napoli, un’occasione per far emergere valutazioni epidemiologiche, economiche e scientifiche, ma anche per entrare nel percorso evolutivo e sociale di un popolo.
Federica offre una sintesi dell’incontro, svoltosi nell’ambito di Come alla Corte di Federico II, ovvero parlando e riparlando di scienza.

Gennaro Rispoli

Gennaro Rispoli


Gli ospedali e la città antica: uno spunto per una passeggiata tra medicina antica e arte

Napoli si sa è il museo di se stessa a cielo aperto. La storia antica si respira nei vicoli, nelle piazze, tra i ruderi e le vecchie chiese. In particolare, i vecchi ospedali si ritrovano in ogni angolo di questa città e, rappresentano la muta risposta alla domanda di salute sempre presente tra le problematiche urgenti da risolvere. Accanto ad ogni chiesa e ospizio, di norma esisteva un piccolo ospedale per curare i pellegrini e la popolazione limitrofa.
Napoli fu capitale per circa settecento anni e, la politica dei Viceré spagnoli e dei Borbone, favorì la centralizzazione delle istituzioni di tutto il regno. La sanità fu accentrata in stabilimenti ospedalieri che per grandezza e funzionalità uguagliavano simili istituzioni degli altri paesi europei. In Napoli capitale si contano oltre centocinquanta ospedali e istituzioni benefiche, orfanotrofi, ecc. Si può dire che accanto ad ogni chiesa e/o monastero esistevano locali preposti all’assistenza d’infermi.

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Gennaro Rispoli
Primario chirurgo Ospedale Ascalesi e Ospedale San Giovanni Bosco
ASL NA1

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Alla scoperta degli antichi ospedali di Napoli

Un percorso tra le istituzioni ospedaliere, per ricostruire la loro storia nel corso degli anni, ricercando episodi e oggetti che raccontano il nostro passato.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Come inizia la storia sanitaria di Napoli

Da Porta Nolana alla Duchesca, dal tunnel dei Quaranta Santi alla via del Feriti, alla scoperta di luoghi e curiosità, per capire come la storia degli ospedali è fortemente mescolate a quella della città.

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I luoghi antichi degli ospedali di Napoli

Molti antichi ospedali, sono oggi ancora funzionanti e rappresentano l’ossatura principale dell’attuale rete assistenziale napoletana, altri sono scomparsi.
Dall’ospedale San Giovanni a Mare all’Ospedale Cardarelli di Napoli si ripercorrono i segni del tempo, come le tracce rinvenibili dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, l’invenzione dell’alfonsino o la canapa utilizzata come forma di “guerra biologica”.

 

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I luoghi antichi degli ospedali di Napoli (segue)

Dal lazzaretto più bello d’Europa alla Scuola Medica Napoletana, un viaggio per comprendere il contributo di Napoli alla metodologia e all’etica medica nel tempo e ai piccoli aspetti della vita quotidiana negli ospedali di allora. Senza dimenticare il ruolo dei medici che hanno sofferto e sono anche morti per soccorrere i propri pazienti.

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Biografia

Gennaro Rispoli nasce a Napoli nel gennaio del 1950. Nel 1967 consegue la maturità classica e nel 1974 consegue la Laurea in Medicina e Chirurgia. Specialista in chirurgia generale e chirurgia pediatrica. Primario chirurgo da circa vent’anni, ha effettuato oltre 25.000 interventi di chirurgia, spaziando dalla chirurgia pediatrica alla chirurgia d’urgenza e alla chirurgia oncologica colon-rettale. È autore di oltre 150 pubblicazioni scientifiche. Dal 2004, quale direttore della scuola nazionale ospedaliera di colonproctologia, ha formato tecnicamente alla chirurgia del colon-retto e ano chirurghi provenienti da varie regioni italiane. Attualmente è direttore della Chirurgia generale dell’Ospedale Ascalesi e Direttore della Chirurgia generale e d’urgenza dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Presidente dell’Associazione Culturale per l’arte e la storia della medicina ‘Il Faro di Ippocrate’, ha curato varie mostre e pubblicazioni culturali sulla medicina antica. Per hobby colleziona strumenti chirurgici antichi e il suo sogno nel cassetto è realizzare un museo che conservi le memorie della scuola medica che fiorì in Napoli e che fu il faro scientifico per la sanità del sud del nostro paese.

Arte e medicina negli ospedali di Napoli

Il patrimonio artistico degli ospedali napoletani, un tempo assai cospicuo, è stato decimato dall’incuria degli uomini, dal processo degenerativo del tempo, da incendi e terremoti. Molte opere sono passate in altre sedi e di altre possiamo solo lamentare la sparizione. Dipinti che ornavano le cappelle interne, i corridoi e le sale degli ospedali sono un pallido ricordo di qualche anziano medico, ma Napoli ha avuto, fin dal trecento, ospedali ricchi di opere d’arte. Uno dei primi enti assistenziali fu quello di Sant’Eligio al Mercato, fondato su concessione di Carlo I d’Angiò nel 1270, che costituiva insieme alla chiesa un chiaro modello di architettura francese. Nel 1546 Pedro de Toledo vi aggiunse un conservatorio, poi educandato di giovinette, che custodiva dipinti di Francesco Pagano, Francesco Solimena, Paolo de Matteis e Guglielmo Borremans, oggi al Museo Civico di Castel Nuovo.

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Vincenzo Pacelli
Professore di Storia dell’Arte moderna
Università degli Studi di Napoli Federico II


Il complesso degli Incurabili

Il 5 giugno 1516 la beata Maria Longo, dopo il lungo viaggio che da Napoli l’aveva portata a Loreto, tra mille sofferenze per l’artrite reumatoide che da anni la costringeva all’immobilità, nella quiete della Santa Casa è percorsa da un brivido, presagio di una guarigione miracolosa. Nei due anni che seguiranno a questo evento riuscirà a realizzare uno degli impianti Ospedalieri più importanti del Regno di Napoli, tale da potersi paragonare ai grandi complessi ospedalieri di S. Maria della Scala a Siena o agli Ospedali riuniti S. Chiara di Pisa. Nel 1518 la costruzione dell’Ospedale degli Incurabili risultava conclusa; la struttura poteva disporre di 1600 posti letto, contava di numerosi e qualificati servizi collaterali, varie farmacie, un macello, la cucina, un forno per la panificazione, un servizio di guardaroba e persino un servizio di interpreti per i numerosi stranieri che ivi cercavano rifugio e cure.

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Antonio Calignano
Professore di Farmacologia, Farmacoterapia II e Tossicità dei farmaci
Università degli Studi di Napoli Federico II


La rota degli esposti della Real Casa della SS. Annunziata

Tra le opere annesse alla Real Casa dell’Annunziata vi sono la Chiesa, l’ospedale, il conservatorio e la ‘rota’ dei trovatelli.
Si tratta di un’istituzione complessa della carità cittadina che ha travalicato i limiti dell’organismo assistenziale in un tessuto urbano turbolento per entrare nell’immaginario popolare, nell’arte, nelle leggende e nella storia sociale della città.
Se tutto il complesso vanvitelliano è ricco di bellezze artistiche, architettoniche da rappresentare un autentico museo aperto, la ruota degli esposti ed il suo piccolo ambiente, pur non presentando alcuna valenza artistica, riescono a coinvolgere emotivamente il visitatore, forse più di un’opera d’arte.

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Enrico Guida
Direttore sanitario Ospedale Annunziata
ASL NA1

Basilica della Santissima Annunziata Maggiore, Napoli

Basilica della Santissima Annunziata Maggiore, Napoli


Real Santa Casa degli Incurabili

‘Tra le più celebri Adunanze istituite dalla pietà dei fedeli Napolitani è questa sodalità di S. Maria Succurre Miseris… Lo scopo precipuo di questa sodalità detta dei Bianchi è quella di illuminare e assistere quegli infelici, che dannati del capo, per commessi misfatti vanno a morire per mano della giustizia. Invero caritativa, ammirabile e opera di divina aspirazione. Presso di questa compagnia vedesi la porta del nostro famoso cortile dell’ospedale degl’Incurabili, detto dalla parte di S. Anello. È questo luogo degno di essere osservato per meditarvi le opere di Dio e la gran pietà dei Napolitani, nella magnificenza dell’edificio, e nel mantenimento di tanti poveri’.
Con queste parole tratte da ‘Notizie del bello dell’antico e del curioso della città di Napoli’ di Carlo Celano, ristampato dal Cav. Chiarini nel 1856 viene presentato il più grande ospedale del Regno di Napoli che ha oltre cinque secoli di storia dedicati all’assistenza e alla beneficenza.

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Luigi De Paola
Direttore Sanitario Ospedale Incurabili
ASL NA1

Ospedale degli Incurabili, Napoli

Ospedale degli Incurabili, Napoli


Napoli, le donne, le opere di carità e gli ospedali

La Riforma avviata dal Concilio di Trento (1545/1563) ebbe considerevoli riflessi sull’universo femminile. Lo sforzo della Chiesa si espresse, infatti, attraverso una serie di iniziative ed azioni rivolte in più direzioni. Si tentò di normare la vita sociale delle donne attraverso l’istituto matrimoniale per arginare il meretricio, le unioni irregolari e quelle clandestine; di tutelare la vita di fede delle comunità religiose femminili con l’imposizione della clausura, la costante e capillare direzione spirituale, oltre che l’ovvia e riaffermata presenza del confessore; di sostenere le donne indigenti con forme di solidarietà, inserite nell’ampio circuito degli istituti di assistenza.

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Adriana Valerio
Presidente Fondazione P. Valerio per la Storia delle Donne

Scarica il dossier a cura della redazione di Come alla Corte – Edizione 2008-2009


Le lezioni del Corso

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