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La Corte in Rete » Luciano Fadiga, Neuroni specchio. Dall'azione al linguaggio


Incontro con Luciano Fadiga

Neuroni specchio. Dall’azione al linguaggio

“Saper fare vuol dire capire”

Luciano Fadiga spiega come il suo gruppo di ricerca è arrivato alla scoperta dei neuroni a specchio.

Federica offre una sintesi dell’incontro, svoltosi nell’ambito di Come alla Corte di Federico II, ovvero parlando e riparlando di scienza.

Luciano Fadiga

Luciano Fadiga


Neuroni allo specchio. Dall’azione al linguaggio

Tutti siamo abituati a pensare al cervello come formato da compartimenti distinti, ognuno specializzato per un determinato compito: visione, udito, tatto, movimenti, emozioni, linguaggio. Se da un lato è sicuramente vero che la corteccia cerebrale è suddivisa in aree diverse, è però altrettanto vero che a questa suddivisione anatomica non corrisponde un’altrettanto rigida suddivisione funzionale. Infatti, moltissimi neuroni del cervello si attivano per più di una modalità. Esistono così neuroni sensoriali che sono modulati anche dall’attività motoria e viceversa neuroni motori attivati da stimoli sensoriali. Questa è, a mio avviso, la grande novità delle neuroscienze contemporanee perché ci costringe a considerare il cervello in modo nuovo.

Articolo completo

Luciano Fadiga
Professore di Fisiologia umana
Università degli Studi di Ferrara

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Cervello e percezione stimoli

Esistono circuiti ricorrenti che partono dalle aree motorie del cervello che sono in grado di influenzare le attività delle aree sensoriali. Queste vie sono tante e sono tutte bidirezionali.
Si è visto che la maggior parte dei neuroni motori risponde anche a stimoli sensoriali, così come nelle aree sensoriali si trovano molti neuroni che rispondono durante il movimento, cioè la stessa cellula risponde durante una stimolazione sensoriale e durante un movimento.

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La scoperta dei neuroni specchio nelle scimmie

L’apparenza visiva non è sufficiente a capire qual è la semantica di un oggetto, è importante l’interazione con gli oggetti.

Entrano in gioco i neuroni specchio.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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I neuroni specchio

I neuroni specchio rappresentano un caso particolare all’interno della categoria più generale dei neuroni visuo-motori.
Non sono un miracolo, si verifica che l’azione compiuta da un soggetto evoca la stessa rappresentazione nel cervello di chi osserva.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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L’uomo e i neuroni mirror

Cosa succede nell’uomo? Esistono i neuroni specchio?

È possibile dimostrarlo con tecniche definitive?

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Biografia

Luciano Fadiga è nato a Bologna nel 1961 dove si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia. Successivamente ha conseguito a Parma il titolo di Dottore di Ricerca in Neuroscienze. Presso quell’Università, con il gruppo di Giacomo Rizzolatti, inizia a studiare la neurofisiologia della corteccia premotoria, contribuendo in prima persona alla scoperta dei neuroni specchio nella scimmia ed estendendo poi successivamente la scoperta nell’uomo. All’inizio degli anni 2000 si è trasferito a Ferrara dove ha ottenuto la Cattedra di Fisiologia umana e dove continua le sue ricerche, dedicandosi più in particolare allo studio delle relazioni tra azione e linguaggio; riveste anche un ruolo di rilievo presso l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, dove coordina un progetto sulle interfacce cervello-macchina. Ha coordinato e coordina numerosi progetti finanziati da vari Enti, tra cui la Commissione Europea, ha ricevuto il Premio della Società Italiana di Fisiologia, è membro dell‘Advisory Council di “Attention and Performance“, è socio onorario della Società Italiana di Biologia Sperimentale nonché della New York Academy of Sciences. È revisore delle principali riviste internazionali di Neuroscienze, con cui in alcuni casi collabora come membro dell’Editorial Board. La produzione scientifica di Luciano Fadiga è attestata da numerose pubblicazioni su riviste internazionali, alcune delle quali ad altissimo impatto. L’interesse delle sue ricerche è attestato dalle migliaia di citazioni ottenute dai suoi lavori.

Neuroni specchio. Volontà di agire ed intenzione

La nostra vita sociale si fonda per larga parte sulla capacità di comprendere le intenzioni degli altri. Quale è la base di questa abilità? Un plausibile punto di vista è che comprendiamo le intenzioni degli altri perché siamo in grado di rappresentarcele mentalmente. Ad esempio vedo una persona che saluta, me lo rappresento nella mente e ne riconosco il gesto. Il comportamento degli altri potrebbe apparirci senza senso in assenza di questa capacità mentale. Negli ultimi anni questo punto di vista è stato contraddetto da alcune rilevanti ricerche neurofisiologiche e in particolare dalla scoperta dei neuroni specchio da parte di Giacomo Rizzolatti e il suo gruppo.

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Dario Grossi
Professore di Neuropsicologia
Seconda Università degli Studi di Napoli


I “neuroni specchio” una sfida per la filosofia

La scoperta dei “neuroni specchio” (mirror neurons) ha comportato dei cambiamenti sul piano della comprensione dei processi mentali. Da una parte si dà allo studio della mente e del linguaggio un fondamento di tipo neurobiologico, dall’altra si evidenzia un approccio diverso per la comprensione dei meccanismi che presiedono all’origine e al funzionamento della mente e del linguaggio, al manifestarsi di patologie di ordine linguistico e di ordine mentale, tra cui l’autismo, e allo strutturarsi del comportamento sociale degli individui e del riconoscimento dell’altro.
La presenza dei “neuroni specchio” consentirebbe al cervello dell’essere di correlare movimenti osservati in altri esseri a quelli propri e di riconoscerne così il significato e, ancora, di mostrare come il riconoscimento degli altri, delle loro azioni e perfino delle loro intenzioni, dipenda in gran parte dal patrimonio motorio dell’uomo.

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Rocco Pititto
Professore di Filosofia della mente
Università degli Studi di Napoli Federico II

Makak neonatal imitation. Fonte: Wikipedia

Makak neonatal imitation. Fonte: Wikipedia


Specchio specchio delle mie brame, chi è il neurone più specchio del reame

Quando osserviamo l’azione compiuta da un altro individuo, cerchiamo di capire cosa l’altro stia facendo ed il perché. Quest’attività cerebrale è processata da una categoria di neuroni, detti “neuroni specchio” individuati nella metà degli anni ‘90 dal gruppo di G. Rizzolatti dell’Università di Parma attraverso una serie di esperimenti eseguiti sul cervello della scimmia. I risultati di questi lavori hanno rivoluzionato le teorie della mente e gettato nuova luce sulla comprensione delle azioni compiute da altri, sull’apprendimento per imitazione, sull’evoluzione del comportamento sociale e del linguaggio.

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Umberto di Porzio
Direttore di Ricerca in Neuroscienze IGB ‘Adriano Buzzati Traverso’
CNR Napoli

Carla Perrone Capano
Professore di Fisiologia
Università degli Studi di Napoli Federico II

Donna allo specchio, Giorgio De Cesario

Donna allo specchio, Giorgio De Cesario


Neuroni specchio

Quando osserviamo un’azione compiuta da altri, questa è da noi riconosciuta perché l’informazione visiva viene percepita e poi inviata ad aree associative corticali dove è elaborata da complessi meccanismi cognitivi e paragonata con dati precedenti. Sono stati recentemente identificati altri inattesi meccanismi di comprensione delle azioni compiute da altri. Verso la metà degli anni ‘90 il gruppo di ricercatori dell’Università di Parma coordinato da Giacomo Rizzolatti e composto da Luciano Fadiga, Leonardo Fogassi, Vittorio Gallese e Giuseppe di Pellegrino, utilizzando come soggetti sperimentali dei macachi, ha osservato che alcuni gruppi di neuroni dell’area motoria si attivavano non solo quando gli animali eseguivano determinate azioni, ma a anche quando osservavano un altro individuo compiere le stesse azioni: di qui il nome di “neuroni specchio”, per rendere conto di questa reazione speculare del sistema nervoso.

Articolo completo

Alessandro Filla
Professore di Neurologia
Università degli Studi di Napoli Federico II


Il ruolo dei neuroni specchio nelle interazioni tra percezioni e azione

Nella vita di tutti i giorni abbiamo la naturale capacità di interagire con gli altri e di riconoscere spesso le azioni che osserviamo, intuendone anche le intenzioni e le motivazioni soggiacenti. Da dove nasce questa capacità? La scoperta di un particolare gruppo di neuroni del cervello dei primati, detti neuroni specchio, sembra fornire un tassello fondamentale per dare una risposta a tale domanda. I neuroni specchio sono stati identificati per la prima volta da Giacomo Rizzolatti e collaboratori presso l’Università di Parma, attraverso una serie di studi neurofisiologici che coinvolgono un’area pre-motoria della corteccia cerebrale della scimmia macaco, denominata area F5. L’area F5, in quanto area “motoria” del cervello, si attiva fortemente durante l’esecuzione di azioni dirette ad un oggetto, cioè di movimenti del tipo “prendere un pezzo di cibo”, “mantenere una tazza” e così via.

Articolo completo

Roberto Prevete
Ricercatore di Informatica
Università degli Studi di Napoli Federico II

Scarica il dossier a cura della redazione di Come alla Corte – Edizione 2009-2010

Le lezioni del Corso

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