Vai alla Home Page About me Courseware Federica Living Library Federica Federica Podstudio Virtual Campus 3D Le Miniguide all'orientamento Gli eBook di Federica La Corte in Rete
 
 
Il Corso Le lezioni del Corso La Cattedra
 
Materiali di approfondimento Risorse Web Il Podcast di questa lezione

Aniello Murano » 2.Linguaggio C – Seconda Parte


Funzioni

  • Nel C è possibile scomporre problemi complessi in moduli più semplici sfruttabili singolarmente.
  • Le funzioni sono blocchi di programmi indipendenti da altri moduli, ciascuno destinato ad una precisa operazione.
  • Un programma nel C non è altro che una grossa funzione main() che ingloba nel suo interno altre funzioni.
  • La comunicazione tra i diversi moduli avviene mediante gli argomenti, i valori di ritorno e le variabili esterne.
  • L’uso delle funzioni consente di nascondere l’implementazione di una certa operazione e concentrarsi solo sul “cosa fa” e non sul “come lo fa”.

Funzioni

Una funzione può:

  • compiere un azione: provoca il verificarsi di una certa azione
  • effettuare un calcolo: il risultato del calcolo viene restituito dalla funzione stessa

Una funzione viene definita nel seguente modo:

  • tipo-ritornato nome_f (dichiarazione argomenti)
  • {dichiarazioni ed istruzioni }

Ogni funzione presenta un valore di ritorno:

  • Può essere di qualsiasi tipo predefinito o definito dall’utente.
  • Se nella dichiarazione viene omesso il tipo ritornato, esso viene considerato automaticamente un intero.
  • Nel caso di funzione che compie un azione, ovvero non deve ritornare nessun valore, si usa il tipo predefinito void come valore di ritorno.
  • Una funzione può avere o meno una lista di argomenti

Controllo dell’esecuzione

All’atto della chiamata di una funzione il controllo nell’esecuzione viene passato alla prima istruzione del corpo della funzione stessa.

Esistono due modi per restituire il controllo al programma chiamante:

  • attraverso l’istruzione: return espressione;
  • termine dell’esecuzione della funzione “}

Nel primo caso l’espressione viene, se necessario, convertita al tipo ritornato dalla funzione.

E’ opportuno controllare sempre che la chiamata di una funzione ed il suo valore di ritorno siano consistenti.

Lista degli argomenti

  • La lista argomenti è usata per passare dati ad una funzione chiamata. La lista argomenti può essere anche vuota.
  • Le variabili da passare devono essere specificate tra parentesi dopo il nome della funzione.
  • Nel corpo della funzione le variabili devono essere dichiarate con il loro tipo corrispondente.
Esempio

Esempio


Argomenti di una funzione

Il metodo di passaggio delle variabili è per valore, ossia, nella funzione chiamata si farà una copia locale delle variabili passate e non si potrà modificarne il loro valore globale, a meno di non passare alla funzione il “riferimento” della variabile.

E’ responsabilità del programmatore controllare che il numero ed il tipo degli argomenti passati ad una funzione corrisponda con quanto specificato nella dichiarazione della funzione stessa.

Con l’introduzione del prototipi ad ogni funzione è assegnato un prototipo di chiamata, quindi il compilatore è in grado di controllare tipi e numero di argomenti passati.

Prototipi

Il prototipo di una funzione non rappresenta altro che una dichiarazione di funzione antecedente alla sua definizione.

int function(int x, char c); int function(int,char);

Nell’ANSI C l’uso dei prototipi è obbligatorio quando la definizione di una funzione avviene successivamente al suo utilizzo.

Lo scopo dei prototipi delle funzioni è quello di permettere al compilatore di compiere il controllo sui tipi degli argomenti che vengono passati ad una funzione.

Prototipi

Se i prototipi vengono inseriti prima della definizione di una funzione, quando il compilatore incontra la dichiarazione conosce il numero ed i tipi degli argomenti e può controllarli.

La dichiarazione e la definizione di una funzione devono essere consistenti sia nel numero che nel tipo dei parametri.

Attenzione se dichiarazione e definizione di funzione si trovano nello stesso file sorgente eventuali non corrispondenze nei tipi degli argomenti saranno rilevati dal compilatore, in caso contrario al più ci sarà un warning.

Array

Un array è una collezione di variabili dello stesso tipo che condividono un nome comune.

Un array viene dichiarato specificando il tipo, il nome dell’array e uno o più coppie di parentesi quadre contenenti le dimensioni.

Esempio:

  • int nomi[4]; /* 1 dimensione di 4 interi */
  • float valori[3][4] /* 2 dimensioni di 12 float */
  • char caratteri[4][3][5][7] /* 4 dimensioni 420 elementi */

Rappresentazione di Array

Il C memorizza i valori degli elementi di un array in locazioni consecutive di memoria.

E’ molto importante conoscere come sono stati memorizzati gli elementi poiché questo consente di capire come sia possibile puntare ad un preciso elemento.


Dichiarazione

In C è obbligatorio specificare in modo esplicito la dimensione di un array in fase di dichiarazione.

In una definizione di funzione, come vedremo, non occorre specificare la dimensione del vettore passato come parametro; sarà il preprocessore a risolvere l’ambiguità all’atto della chiamata.

Esempio

Esempio


Array multidimensionali

  • Gli array multidimensionali vengono dichiarati specificando il numero di elementi per ciascuna dimensione.
  • Un array bidimensionale con 6 elementi per ciascuna dimensione viene dichiarato come: int alfa[2][6];
  • Per referenziare un singolo elemento è necessario utilizzare due coppie di parentesi quadre: alfa[1][2] = 1;
  • In pratica un array multidimensionale è una collezione di oggetti, ciascuno dei quali è un vettore.
Esempio

Esempio


Indirizzamento

Per accedere ad un array si usano gli indici.

E’ compito del programmatore fare in modo di non andare oltre i limiti di dimensione dell’array in questione.

Gli array partono dall’indice 0 fino alla lunghezza dichiarata meno 1;

Referenziare un array al di fuori dei suoi limiti può portare a errori di indirizzamento (memory fault) oppure può “sporcare” altre variabili in memoria diventando così molto difficile da localizzare.

Per copiare elementi da un array all’altro bisogna copiare singolarmente ogni elemento.

Array di stringhe

Una stringa è un array monodimensionale di caratteri ASCII terminati da un caratter null ‘\0′

Ad esempio “Questa è una stringa” è un array di 21 caratteri.

L’array è quindi il seguente:

elemento zero ‘Q’
primo elemento ‘u’
secondo elemento ‘e’
…………
ventesimo elemento ‘a’
ventunesimo elemento ‘\0′

Esempio

Esempio


Array come argomenti di funzioni

Il metodo di default di passaggio delle variabili è per valore, quindi si potrà modificare solo una copia locale della variabile.

Eccezione a questa regola globale sono gli array.

Gli array, infatti, vengono sempre passati per reference ossia è il loro indirizzo che viene passato invece del loro contenuto.

Questo consente, solo nel caso dei vettori, di poter agire direttamente sulla variabile e non sulla copia. Ovvero le azioni che si effettuano sull’argomento della funzione avranno effetto anche al termine dell’esecuzione della funzione.

Puntatori

Un puntatore è una variabile che contiene l’indirizzo di un’altra variabile.

I puntatori sono “type bound” cioè ad ogni puntatore è associato il tipo a cui il puntatore si riferisce.

Nella dichiarazione di un puntatore bisogna specificare un asterisco (*) di fronte al nome della variabile pointer.

Esempio:

int *pointer; = puntatore a intero

char *pun_car; = puntatore a carattere

float *flt_pnt; = puntatore a float

Inizializzazione di puntatori

Prima di poter usare un pointer questo deve essere inizializzato, ovvero deve contenere l’indirizzo di un oggetto.

Per ottenere l’indirizzo di un oggetto si usa un operatore unario &.

int volume, *vol_ptr;

vol_ptr = &volume;

Il puntatore vol_ptr contiene ora l’indirizzo della variabile volume.

Per assegnare un valore all’oggetto puntato da vol_ptr occorre utilizzare l’operatore di indirezione ” * “.

*vol_ptr= 15;

Esempi

Esempi

Esempi


Puntatori

Vantaggi nell’uso dei puntatori:

  • Riduzione quantità di memoria statica usata dal sistema.
  • Passaggio di parametri per “indirizzo”
    • Nelle chiamate a funzione, i parametri vengono passati per valore. Dunque, ogni modifica locale sui parametri passati si perde all’uscita della funzione. Utilizzando i puntatori, è possibile passare l’indirizzo dei valori e dunque è possibile rendere globale ogni modifica sui parametri passati.

Aritmetica dei puntatori:

  • Assegnamento tra puntatori dello stesso tipo,
    • int *ptr1, *ptr2; *ptr1 = 1; ptr2 = ptr1;
  • Addizione e sottrazione tra puntatori ed interi,
    • int *ptr, arr[10]; ptr = &arr[0];
    • ptr = ptr + 4 /* punta al quinto elemento dell’array arr[4] */

Puntatori e stringhe di caratteri

  • Molto spesso vengono usati i puntatori a caratteri in luogo degli array di caratteri (stringhe), questo perché il C non fornisce il tipo predefinito stringa.
  • Esiste una differenza sostanziale tra array di caratteri e puntatori a carattere. Ad esempio in:
    • char *ptr_chr = “Salve mondo”;
    • il compilatore non crea una copia della stringa “Salve mondo”
    • Il compilatore crea un puntatore che punta ad una locazione di memoria in cui risiede il primo carattere della stringa costante.
    • Quindi e’ possibile modificare il puntatore senza senza modificare il contenuto della stringa costante.
  • Esempi di inizializzazione di array di caratteri:
    • char caratteri[4] = { ‘a’ , ‘A’ , ‘H’ , ‘k’ };
    • char stringa_2 [] = “MMMM”;

Puntatori come argomenti di funzioni

  • Se l’argomento di una funzione è una variabile puntatore il passaggio della variabile avviene per reference (per indirizzo) ossia la funzione chiamata sarà in grado di modificare il valore globale della variabile che riceve.
  • Passaggio argomenti per valore:
    • int numero; square(numero);
  • Passaggio per indirizzo:
    • square(&numero);

Array di puntatori

  • Un array di puntatori è un array i cui elementi sono dei puntatori a variabili: int *arr_int[10]
  • arr_int[0] contiene l’indirizzo della locazione di memoria contenente un valore intero.
  • Nel C i puntatori a caratteri vengono usati per rappresentare il tipo stringa che non risulta definito nel linguaggio, e gli array di puntatori per rappresentare stringhe di lunghezza variabile.
  • Un insieme di stringhe potrebbe essere rappresentato come un array bidimensionale di caratteri, ma ciò comporta uno spreco di memoria.
  • Ad esempio:
    • char *term[100] – Indica che gli elementi di term sono dei puntatori a carattere, cioe term[i] è l’indirizzo di un carattere.
    • term[7] = “Ciao” - Indica che il contenuto di term[7] è il puntatore alla stringa “Ciao”;

Esempio

Esempio

Esempio


Preprocessore C

Il preprocessore C è una estensione al linguaggio che fornisce le seguenti possibilità:

  • definizione delle costanti
  • definizione di macro sostituzioni
  • inclusione di file
  • compilazione condizionale

I comandi del preprocessore iniziano con # nella prima colonna del file sorgente e non richiedono il “;” alla fine della linea.

Un compilatore C esegue la compilazione di un programma in due passi successivi. Nel primo passo ogni occorrenza testuale definita attraverso la direttiva # viene sostituita con il corrispondente testo da inserire (file, costanti, macro)

Preprocessore C : Costanti

Attraverso la direttiva #define del preprocessore è possibile definire delle costanti:

Sintassi

E’ uso comune usare lettere maiuscole per le costanti di #define

Perché usare queste costanti?

  • favoriscono la leggibilità del programma
  • consentono un facile riuso del codice
Sintassi

Sintassi


Preprocessore C : Macro

L’suo della direttiva #define consente anche di definire delle macro.

Una macro è una porzione di codice molto breve che è possibile rappresentare attraverso un nome; il preprocessore provvederà ad espandere il corrispondente codice in linea.

Una macro può accettare degli argomenti, nel senso che il testo da sostituire dipenderà dai parametri utilizzati all’atto della chiamata. Il preprocessore espanderà il corrispondente codice in linea avendo cura di rimpiazzare ogni occorrenza del parametro formale con il corrispondente argomento reale.

Macro : Esempi

Esempi

Esempi


Cosa non è una Macro

Anche se ciò può trarre in inganno, le macro NON sono funzioni.

Per esempio sugli argomenti delle macro non esiste controllo sui tipi.

Inoltre, una chiamata del tipo : MAX (i++, j++) verrà sostituita con:

( (i++ > j++) ? (i++) : (j++);

E’ importante stare attenti all’uso delle parentesi, ad esempio in:

#define square(x) x*x

Una chiamata del tipo: x = square(3+1); , genera:

x = 3 + 1 * 3 + 1; –> x = 7 ??????

Preprocessore C : Compilazione condizionale

Le direttive :

  • #if
  • #ifdef
  • #ifndef
  • #elif
  • #else
  • #endif

consentono di associare la compilazione di alcune parti di codice alla valutazione di alcune costanti in fase di compilazione.

#if < espressione_costante>
< statement_1>
#else
#endif

Se l’espressione costante specificata, valutata in compilazione ritorna TRUE allora verranno compilati gli statement_1 altrimenti verranno compilati gli statement_2

  • Contenuti protetti da Creative Commons
  • Feed RSS
  • Condividi su FriendFeed
  • Condividi su Facebook
  • Segnala su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
Progetto "Campus Virtuale" dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, realizzato con il cofinanziamento dell'Unione europea. Asse V - Società dell'informazione - Obiettivo Operativo 5.1 e-Government ed e-Inclusion