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Giuseppe Borzacchiello » 2.Biologia dei tumori


Che cos’è il cancro?

E’ una proliferazione rapida, afinalistica e incontrollata di cellule somatiche che hanno subito un danno ai “geni” o più in generale al genoma o ai cromosomi. Le neoplasie si distinguono in benigne o maligne, in relazione al comportamento biologico.

Le neoplasie benigne hanno una crescita di tipo espansivo ed in genere sono ben confinate. Non metastatizzano e possono anche regredire

I tumori maligni si caratterizzano per

  • crescita rapida;
  • elevato indice mitotico;
  • Vascolarizzazione (angiogenesi);
  • metastasi.

La nomenclatura dei tumori indica generalmente l’istotipo da cui prende origine la neoplasia.

In linea di massima si distinguono carcinomi, sarcomi e tumori a cellule rotonde o discrete.

Schema rappresentante le diverse fasi di formazione di un tumore.

Schema rappresentante le diverse fasi di formazione di un tumore.


Biologia dei tumori

Carcinomi: tumori maligni che originano dai tessuti epiteliali (di rivestimento o secrezione) -hanno un’elevata capacità di invasione e generalmente danno metastasi per via linfatica.

In alcuni casi si utilizza il termine epitelioma quale sinonimo.

Sarcomi: sono tumori maligni che originano dalle cellule mesenchimali.
Si utilizza una terminologia diversa se il tessuto di origine è riconoscibile (per es. osteosarcoma, fibrosarcoma etc.


Meccanismi di cancerogenesi

Cani e gatti sviluppano tumori spontanei con comportamento biologico ed istopatologico simile all’uomo.

La cancerogenesi (sviluppo di un cancro) è un processo multistep in cui si devono verificare numerose fasi (iniziazione- promozione –progressione) – inoltre è influenzato da diversi fattori intrinseci al soggetto in cui si sviluppa (assetto immunitario). Il risultato dell’azione di questi fattori è lo sviluppo di un clone “tumorale” caratterizzato da autonomia proliferativa.

Varie sono le cause di neoplasia negli animali tra queste ricordiamo:

  • virus oncogeni (papillomavirus; retrovirus; Fiv; FelV e FeSV);
  • sostanze cancerogene di natura chimica;
  • radiazioni (cancerogeni di natura fisica).

Virus oncogeni

Papillomavirus: virus oncogeni a DNA che provocano nel cane papillomi.

Questi generalmente compaiono in soggetti immunocompromessi per poi regredire nel giro di pochi mesi. In alcuni casi le lesioni possono progredire e diventare maligne.

Retrovirus: virus ad RNA a singola catena frequentemente associati a tumori felini.

I retrovirus patogeni esogeni comprendono il virus della leucemia felina (FeLV), il virus dell’immunodeficienza felina (FIV) ed il virus del sarcoma felino (FeSV).

Presenza di numerosi papillomi cutanei.

Presenza di numerosi papillomi cutanei.

Particelle di retrovirus felino .

Particelle di retrovirus felino .


Virus oncogeni (segue)

FeLV viene trasmesso orizzontalmente nella popolazione felina inducendo disordini del sistema emopoietico (linfoma e disordini mieloproliferativi) ed immunosoppressione.

I linfomi mediastinico, multicentrico extranodale e leucemico rappresentano le forme più comunemente associate all’infezione con FeLV.

FIV è un lentivirus che replica nei linfociti T nei linfociti B nei macrofagi e negli astrociti. L’infezione con FIV predispone alcuni gatti allo sviluppo di linfoma generalmente extranodale che colpisce soggetti anziani.

FeSV deriva dalla ricombinazione tra FeLV esogeno e protoncogeni del genoma felino. FeSV provoca l’insorgenza di fibrosarcomi.

Cancerogenesi chimica

Composti chimici organici: benzene, idrocarburi policiclici, amine aromatiche, agenti alchilanti, derivati anilici ed azocomposti, tra quelli inorganici arsenico, asbesto etc.

La ciclofosfamide è un chemioterapico . Questa sostanza o i suoi metaboliti si concentra nelle urine ed a contatto con la mucosa vescicale può determinare grave cistite emorragica che evolve in carcinoma.

Anche alcune sostanze presenti negli antiparassitari può portare all’insorgenza del cancro della vescica. Inoltre, l’esposizione ad alcuni insetticidi può favorire l’insorgenza del ca. vescicale.

Es. cancro della vescica urinaria negli Scottish terrier.

Infine, alcuni studi segnalano che l’esposizione ad un noto erbicida può correlarsi allo sviluppo del linfoma del cane.

Si tratta di studi epidemiologici di associazione che dunque, al momento, non chariscono nessun effetto deteministico con la comparsa del tumore.


Cancerogenesi fisica

Le radiazioni ultravioletti UV-B sono in grado di danneggiare direttamente il DNA giocando quindi un ruolo patogenetico importante per molte forme tumorali.
Infatti, gatti a mantello bianco esposti ai raggi solari sviluppano frequentemente carcinoma squamocellulare cutaneo soprattutto in corrispondenza delle aree glabre del corpo.

Infatti, i danni provocati dalle radiazioni inducono alterazioni del DNA che vengono “riparate” dall’attivazione di p53. Quando questo meccanismo di controllo “salta” allora il danno si propaga alle cellule e da origine dapprima a lesioni preneopastiche poi al tumore maligno

La presenza di corpo estraneo potrebbe indurre lo sviluppo di alcune neoplasie.

Meccanismi: stimolazione flogistica cronica – rilascio citochine infiammatorie?


Neoplasia predisposizione genetica

Quando le mutazioni o in generale il danno/danni ai geni/genoma o cromosomi riguardano le cellule germinali allora si verificano, sebbene raramente, neoplasie ereditarie.
Un esempio tipico è il Pastore tedesco: cistoadenocarcinoma renale associato a dermatofibrosi nodulare e leiomiomi uterini multipli

Ben altra cosa è la predisposizione di alcune razze allo sviluppo di neoplasie. Si tratta di assetti genetici che si accompagnano alla trasmissione di alcuni caratteri.

Esempi

Bovaro del Bernese: disordini istiocitari

Golden retriever, Bullmastiff, Rottweiler e Scottish terrier: linfoma

Rottweiler: osteosarcoma

Boxer, Carlino, Shar-pei: mastocitoma

Cocker spaniel: adenoma perianale


Ciclo cellulare e sue alterazioni

Normalmente le cellule somatiche hanno un ciclo di crescita e moltiplicazione che è regolato in diverse fasi da geni.
La maggior parte delle cellule sono in fase G0 e quando subiscono lo stimolo proliferativo si moltiplicano. Tuttavia, considerato che possono intervenire numerosi fattori che alterano l’assetto genetico (mutazioni), in diversi punti il ciclo cellulare è sottoposto a controllo da parte dei c.d. checkpoints.

Ciclo cellulare e terapia con chemioterapici.

I tumori composti da cellule in rapido accrescimento rispondono meglio alle terapie antineoplastiche. Solo le cellule che si dividono attivamente sono sensibili alla terapia citotossica.


Ciclo cellulare e sue alterazioni (segue)

Un tumore costituito da cellule che replicano lentamente è poco chemioresponsivo.

La proliferazione cellulare si valuta considerando 2 fattori:

  • indice mitotico;
  • indici di proliferazione cellulare.

Tali indici hanno valori molto bassi nei t. benigni e molto alti in quelli maligni.


Metastasi ed invasività

Per metastasi si intende la diffusione di cellule neoplastiche da un tumore primario a una sede non contigua, dove si stabilisce una crescita secondaria.

Tale processo può avvenire attraverso diverse vie: principalmente quella ematica o linfatica.

In molti casi vi è una certa specificità d’organo almeno per alcuni tipi tumorali, quali gli adenocarcinomi mammari che metastatizzano al polmone e all’osso o i tumori della prostata che hanno come sede preferenziale di diffusione i linfonodi regionali e le vertebre lombari

Il fenomeno metastatico richiede diverse fasi. E’ fondamentale che le cellule cancerose acquisiscano alcune caratteristiche funzionali fino alla selezione di un clone metastatico

Il processo di metastatizzazione richiede diverse tappe.

Cellula con fenotipo metastatico.

Cellula con fenotipo metastatico.


Metastasi ed invasività (segue)

Adesione: il primo evento è il distacco dalla massa tumorale delle cellule, la loro penetrazione attraverso la membrana basale ed ingresso nella matrice.
Ciò è possibile demolendo le giunzioni intercellulari (desmosomi).
Quindi stabiliscono contatti con la matrice extracellulare mediante l’azione di alcuni recettori di membrana.

Invasione. È quel meccanismo grazie al quale le cellule neoplastiche (soprattutto t. epiteliali) penetrano la membrana basale ed attivano direttamente proteasi che digeriscono la matrice. E’ possibile che proteasi ed antiproteasi vengano prodotte direttamente dalle cellule della matrice.

Infine, si verifica la migrazione nei vasi dove le cellule neoplastiche formano degli emboli che possono essere attaccati dalle cellule del sistema immunitario. In molti casi, gli emboli neoplastici evadono la sorveglianza immunitaria e colonizzano altri tessuti ed organi.


I materiali di supporto della lezione

L. Marconato – F. Del Piero: Oncologia medica dei piccoli animali – Poletto Editore

G. Romanelli Oncologia del cane e del gatto – Elsevier

S.J. Withrow – D.M. Vail: Withrow & MacEwen's Small Animal Clinical Oncology – Fourth Editon - Elsevier

European Society Of Veterinary Oncology

Laboratorio di Diagnostica Istologica e Citologica Veterinaria - Dipartimento di Patologia e Sanità animale

Società Italiana di Oncologia Veterinaria

Veterinary Cancer Society

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