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Anna Maria Puleo » 7.Morfologie dello spazio della casa nelle esperienze di Mies van der Rohe e Le Corbusier al Weissenhofsiedlung, Stoccarda 1927


Mies e Le Corbusier al Weissenhof

«Non è del tutto inutile oggi mettere esplicitamente l’accento sul fatto che il problema della nuova abitazione è un problema architettonico, nonostante gli aspetti tecnici ed economici. È un problema complesso che si può risolvere soltanto con energia creativa, non con metodi matematici od organizzativi…» (L. Mies van der Rohe, 1927).

DIE WEISSENHOFSIEDLUNG STUTTGART

Weissenhofsiedlung, Stoccarda, Germania, foto aerea 2004 (foto di Veit Mueller e Martin Loseberger da Wikimedia Commons).

Weissenhofsiedlung, Stoccarda, Germania, foto aerea 2004 (foto di Veit Mueller e Martin Loseberger da Wikimedia Commons).

La casa in linea di Mies van der Rohe nel Weissenhofsiedlung.

La casa in linea di Mies van der Rohe nel Weissenhofsiedlung.


La pianta libera nei progetti di Mies e Le Corbusier

«… Qui non si tratta affatto di fantasie estetiche o di sforzi verso risultati alla moda, ma di fatti architettonici che comportano un modo assolutamente nuovo di costruire, sia una casa d’abitazione che un palazzo….
La pianta libera: la struttura a pilotis porta i solai intermedi ed arriva alla copertura. Le pareti divisorie vengono collocate secondo la necessità, non essendo in alcun modo un piano vincolato all’altro. Non esistono più pareti portanti, ma solo membrane di diverso spessore. Ne consegue un’assoluta libertà nel disegno della pianta…» (Le Corbusier, 1927).

Mies van der Rohe – la pianta libera e la «casa-ufficio»

«… La casa-ufficio è una casa del lavoro della organizzazione, della chiarezza, dell’economia. Ambienti di lavoro ampi e luminosi, aperti, non suddivisi, ma soltanto ordinati come l’organismo di una fabbrica. Il massimo risultato con il minimo spreco di mezzi. I materiali sono il cemento l’acciaio il vetro…» (L. Mies van der Rohe, 1923).

L. Mies van der Rohe, la casa in linea. Fronte con gli ingressi (foto di Shaqspeare da Wikimedia Commons).

L. Mies van der Rohe, la casa in linea. Fronte con gli ingressi (foto di Shaqspeare da Wikimedia Commons).

Fronte con i balconi, su cui si affacciano i soggiorni.

Fronte con i balconi, su cui si affacciano i soggiorni.


Mies van der Rohe – sperimentazione sulla casa in linea

«Al giorno d’oggi il fattore economico rende obbligatorie la razionalizzazione e la standardizzazione nella residenza in affitto. D’altra parte la crescente complessità delle nostre esigenze richiede flessibilità. In futuro si dovrà fare i conti con entrambi gli aspetti. A questo fine la struttura a scheletro è il sistema costruttivo più adatto… Se consideriamo le cucine e i bagni come un nucleo fisso a causa delle tubature, allora tutto il resto dello spazio deve essere passibile di partizioni grazie all’impiego di tramezzi mobili. Questo dovrebbe soddisfare tutte le normali esigenze» (L. Mies van der Rohe, 1927).

Mies van der Rohe – impianto dell’edificio – spazi degli alloggi


Mies van der Rohe – configurazione dell’edificio


Ancora sulla pianta libera

«… Il volume moderno si costruisce mediante la sovrapposizione di piante libere. Ogni livello è un oggetto autonomo… Lo scheletro moderno ha fatto cadere la costruzione dei muri maestri, dei piani verticali, e ha adottato le solette di calcestruzzo armato, i piani orizzontali» (F. Soriano)

Video: Casa Tugendhat da YouTube (min. 0:22)

Lake Shore Drive Apartments

L. Mies van der Rohe, Casa Tugendhat, Brno, 1929-1930 (foto di Simonma da Wikimedia Commons).

L. Mies van der Rohe, Casa Tugendhat, Brno, 1929-1930 (foto di Simonma da Wikimedia Commons).

L. Mies van der Rohe, Lake Shore Drive Apartments, Chicago (foto di JeremyA da Wikimedia Commons).

L. Mies van der Rohe, Lake Shore Drive Apartments, Chicago (foto di JeremyA da Wikimedia Commons).


«…Questa è la casa di un romano…» (Le Corbusier, 1923)

In Vers une Architecture Le Corbusier racconta la sua esperienza della visita a una casa pompeiana, della quale legge la struttura formale: spazi, relazioni, luce, dimensioni; osserva che la forma, priva di funzioni, e le relazioni spaziali hanno valore in sé, a distanza di secoli.

Casa del Poeta Tragico a Pompei (foto di G. Sommer da Wikipedia).

Casa del Poeta Tragico a Pompei (foto di G. Sommer da Wikipedia).

Casa del Poeta Tragico a Pompei. A sx la pianta tratta da Wikipedia, a dx le sezioni tratte da Wikipedia.

Casa del Poeta Tragico a Pompei. A sx la pianta tratta da Wikipedia, a dx le sezioni tratte da Wikipedia.


Le Corbusier – pianta libera nella casa tipo Citrohan

«… Alla pianta libera manca la profondità. Le Corbusier se ne rende conto. Per questo motivo inizia a perforare i pavimenti nei suoi progetti. Così riesce a stabilire un movimento verticale…» (F. Soriano).

 

Le Corbusier, Casa tipo Citrohan al Weissenhofsiedlung, 1927 (foto di Shaqspeare da Wikimedia Commons).

Le Corbusier, Casa tipo Citrohan al Weissenhofsiedlung, 1927 (foto di Shaqspeare da Wikimedia Commons).

A sinistra, l’ingresso: a destra il fronte con gli ambienti a una sola altezza.

A sinistra, l'ingresso: a destra il fronte con gli ambienti a una sola altezza.


«…La machine à habiter non potrebbe essere messa in moto se non ci desse un nutrimento spirituale» Le Corbusier, 1923

«… contrasto di un grande spazio di vita con piccole stanze… Un’idea di abitazione moderna viene qui presentata: un grande volume nel quale si vive tutta la giornata, grandi dimensioni, un grande cubo d’aria, con afflusso di luce. Si affacciano su questa grande sala dei box attribuiti a funzioni di minore durata… » (Le Corbusier, 1928).

Maglia strutturale e schizzi delle piante dei quattro livelli della casa tipo Citrohan.

Maglia strutturale e schizzi delle piante dei quattro livelli della casa tipo Citrohan.


Le Corbusier – modificabilità dello spazio nella casa per due famiglie

«… una via di mezzo tra una vettura pullman e un vagone letto, attrezzato sia per il giorno che per la notte». Nella casa doppia lo spazio di vita è concepito come entità unica, che si sviluppa su un solo piano, «un grande spazio ottenuto con l’uso di pareti scorrevoli, impiegate di notte per fare della casa una specie di carrozza letto» (Le Corbusier, 1928).

 

Video: Le Corbusier House, Weissenhof-Siedlung, Stuttgart da YouTube (min.1:20)

Le Corbusier, Casa doppia al Weissenhofsiedlung, 1927.

Le Corbusier, Casa doppia al Weissenhofsiedlung, 1927.

Il fronte principale.

Il fronte principale.


Le Corbusier – qualità e quantità

Unità d’abitazione, Marsiglia, 1947-1952

Da strade interne a piani alterni si accede a unità duplex, che si estendono per tutta l’ampiezza dell’edificio: «forme a megaron costruite come elementi indipendenti e sospesi all’interno della struttura in calcestruzzo, proprio alla stessa maniera in cui le bottiglie sono sospese in una rastrelliera… L’Unité era un condensatore sociale alla stessa stregua degli edifici collettivi sovietici degli anni Venti» (K. Frampton).

Video: Le Corbusier – Unité d’Habitation Marseille pt1 da YouTube (min. 8:56)

Video: Le Corbusier – Unité d’Habitation Marseille pt2 da YouTube (min. 9:05)

Vista di Marsiglia dal tetto  dell’Unità d’abitazione (foto di seier+seier da Wikimedia Commons).

Vista di Marsiglia dal tetto dell'Unità d'abitazione (foto di seier+seier da Wikimedia Commons).

Le Corbusier, Unità d’abitazione, Marsiglia, 1947-1952 (foto di Michiel1972 da Wikimedia Commons).

Le Corbusier, Unità d'abitazione, Marsiglia, 1947-1952 (foto di Michiel1972 da Wikimedia Commons).


Wright – contro la struttura cellulare dello spazio

«Le abitazioni di allora erano tutte ritagliate con quella ferocia fredda e calcolata che accompagna sempre il tagliare. Gli interni erano un complicato sistema di scatole a fianco e entro altre scatole, chiamate stanze. Tutte le funzioni domestiche si svolgevano da una scatola all’altra. Non vedevo lo scopo di questa forzata segregazione cellulare, che faceva supporre negli abitanti una lunga pratica con i penitenziari» (F. L. Wright).

F. L. Wright, Robie House, Chicago, 1908-1910 (foto da Wikipedia).

F. L. Wright, Robie House, Chicago, 1908-1910 (foto da Wikipedia).

Interno (foto da Wikipedia).

Interno (foto da Wikipedia).


Loos – Raumplan

Dal 1910 Loos sviluppa la sua concezione del Raumplan, o “piano di volumi”: «complessa conformazione di spazi di diversa altezza, collocati su livelli sfalsati» (R. Bösel); nel 1931 sperimenta l’applicazione del Raumplan in due case abbinate al Werkbunsiedlung di Vienna. Per Frampton «è il primo ad aver posto il problema che Le Corbusier avrebbe risolto sviluppando fino in fondo la pianta libera».

Case abbinate al Werkbundsiedlung a Vienna

A. Loos, Casa di Tristan Tzara, Parigi 1926 (foto di Peng da Flickr).

A. Loos, Casa di Tristan Tzara, Parigi 1926 (foto di Peng da Flickr).

Particolare del fronte su strada (foto di Gryffindor da Wikimedia Commons).

Particolare del fronte su strada (foto di Gryffindor da Wikimedia Commons).


Koolaas – concetto di sezione libera

«Conoscere la sezione equivale a progettare l’edificio, a stabilirne il programma… Se Le Corbusier ci ha insegnato a pensare l’architettura in termini di pianta libera, Koolhaas ha introdotto nella cultura architettonica della fine del secolo XX, la nozione di sezione libera» (R. Moneo).

OMA, Bibliothéque Jussieu, Paris, 1992, progetto di concorso, foto di Hans Werlemann, dal sito Oma. Image courtesy of Hans Werlemann (Hectic Pictures).

OMA, Bibliothéque Jussieu, Paris, 1992, progetto di concorso, foto di Hans Werlemann, dal sito Oma. Image courtesy of Hans Werlemann (Hectic Pictures).

OMA, Casa della Musica, Porto, 1999-2005 (foto di Pavel  Krok da Wikimedia Commons).

OMA, Casa della Musica, Porto, 1999-2005 (foto di Pavel Krok da Wikimedia Commons).


I materiali di supporto della lezione

AA.VV., Housing in Europa. Prima parte 1900-1960, Luigi Parma, Bologna 1968, pp. 100-107.

AA.VV., Costruire, Abitare. Gli edifici e gli arredi per la Weissenhofsiedlung di Stoccarda. «Bau und Wohnung» e «Innenräume» (1927-28), Edizioni Kappa, Roma 1992.

R. De Fusco, Storia dell'architettura contemporanea, Laterza, Roma-Bari 2000

H. Eckstein, Normalizzazione, standardizzazione, costruire per l'existenzminimum - Il Werkbund e i nuovi compiti nello stato sociale, in L. Burckardt (a cura di), Werkbund. Germania Austria Svizzera, La Biennale di Venezia 1977, pp. 81-84.

K. Frampton, Storia dell'architettura moderna, Zanichelli, Bologna 2008.

L. Hilbersheimer, Mies van der Rohe, (1° ed. 1956) Clup, Milano 1984, p. 65.

Le Corbusier et Pierre Jeanneret, Oeuvre Complète 1910-1929, Les Editions d'Architecture, Zurigo 1964, p.150.

Le Corbusier, Oeuvre Complète 1946-1952, Les Editions d'Architecture, Zurigo 1953, pp.186-223.

Le Corbusier, Come si vive nelle mie case a Stoccarda, «Das neue Frankfurt», gennaio 1928, in G. Grassi (a cura di), Das neue Frankfurt 1926-1931, Dedalo, Bari 1975, p. 84.

Le Corbusier, Verso una architettura, (1° ed 1923), Longanesi, Milano 1977, p. 149.

L. Mies vad der Rohe, Tesi di lavoro, in U. Conrads, Manifesti e programmi per l'architettura del XX secolo, Vallecchi, Firenze 1970, p. 66.

L. Prestinenza Puglisi, Rem Koolhaas. Trasparenze metropolitane, Testo e immagine, Torino 1997.

R. Moneo, Inquietudine teorica e strategia progettuale nell'opera di otto architetti contemporanei, Mondadori, Milano 2005, «Rem Koolhaas», pp.255-291.

F. Soriano Pelàez, Proposte sullo spazio moderno e contemporaneo, in F. Alfano, La casa dell'angelo, Clean, Napoli 2001, pp. 87-93.

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