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Anna Maria Puleo » 4.Note sul processo di costruzione morfologica di alcuni luoghi centrali della città del passato


Lettura della morfologia e comprensione dei processi formativi

La lettura della morfologia si fonda sulla osservazione della configurazione dello spazio, attraverso la individuazione delle relazioni, che, nel corso del tempo, si sono instaurate tra gli elementi, che lo costituiscono.
Applichiamo questo metodo ad alcune piazze storiche, singolari per il modo in cui, nei loro invasi, si compongono, in insiemi dotati di eccezionale forza figurativa, i segni impressi dalla storia nei lunghi processi di formazione.
Obiettivo della lettura è comprenderne la morfologia e il processo.

Foro di Pompei (VII sec a.C. – 79 d.C.) – 1

E’ una piazza rettangolare di m. 33 x m.148, delimitata dal cardine lungo il lato maggiore e attraversata dal decumano. Il Tempio di Giove, disposto sull’asse mediano, ne è il fulcro monumentale. Sui suoi lati si attestano solamente edifici pubblici, organizzati secondo tre fasce funzionali distinte. E’ racchiusa su tre lati da un portico con loggiato superiore.

Pompei, Foro civile, da Google Earth, 304 m. di altezza.

Pompei, Foro civile, da Google Earth, 304 m. di altezza.

Pompei, Foro civile, pianta di A. Mau, metà del XIX secolo (da Wikimedia Commons).

Pompei, Foro civile, pianta di A. Mau, metà del XIX secolo (da Wikimedia Commons).


Foro di Pompei (VII sec a.C. – 79 d.C.) – 2

Il portico con il loggiato superiore si configura come «principio architettonico ordinatore dell’invaso per riassumere in un unica grande struttura di servizio, più valenze d’uso» (M. Montuori).

Il Foro in una foto di G. Sommer (1834 – 1914) (foto da Wikimedia Commons).

Il Foro in una foto di G. Sommer (1834 – 1914) (foto da Wikimedia Commons).

Il Foro in una foto di R. Rive (18? – 1889) (foto da Wikimedia Commons).

Il Foro in una foto di R. Rive (18? – 1889) (foto da Wikimedia Commons).


Piazza San Marco a Venezia (IX – XIX secolo) – 1

La piazza è il risultato di un processo di formazione durato secoli.
Nel suo spazio si confrontano due sistemi monumentali:

  • l’unità composta dalla Basilica di S. Marco e dal Palazzo Ducale;
  • quella formata da Procuratie Vecchie, Ala Napoleonica, Procuratie Nuove, Libreria.

Il Campanile suddivide l’invaso in parti differenti, le principali delle quali sono la Piazza vera e propria e la Piazzetta.

Venezia, Piazza San Marco, da Google Earth, 304 m. di altezza.

Venezia, Piazza San Marco, da Google Earth, 304 m. di altezza.

G. A. Canal, Piazza San Marco a Venezia, c. 1723 (da Wikimedia Commons).

G. A. Canal, Piazza San Marco a Venezia, c. 1723 (da Wikimedia Commons).


Piazza San Marco a Venezia (IX – XIX secolo)  – 2

Edifici ed elementi architettonici di epoche diverse delimitano lo spazio o ne costituiscono il fulcro, costruendone l’unità armonica.
Fitte relazioni compositive legano gli elementi.
Le “differenze” arricchiscono la forma e il senso dello spazio.

Foto panoramica di Piazza San Marco a Venezia

G. A. Canal, La Piazza San Marco (XVIII sec.) (da Wikimedia Commons).

G. A. Canal, La Piazza San Marco (XVIII sec.) (da Wikimedia Commons).

La «Piazzetta» (foto di Janmad da 
Wikimedia Commons).

La «Piazzetta» (foto di Janmad da Wikimedia Commons).


Piazza del Popolo a Roma (XI – XIX secolo) – 1

Segnata dall’asse, su cui si allineano la porta di S. Maria del Popolo, ingresso nord della città, l’obelisco e via del Corso, strada mediana del Tridente, la piazza assume la configurazione odierna per l’intervento del Valadier, che agli inizi dell’Ottocento ruota di 90° l’asse compositivo, ridisegnando lo spazio in modo da mettere in relazione la collina del Pincio con il Tevere.

Roma, Piazza del Popolo, da Google, 304 m. di altezza.

Roma, Piazza del Popolo, da Google, 304 m. di altezza.

Le chiese gemelle del Rainaldi e l’obelisco (foto di Berthold Werner da 
Wikimedia Commons).

Le chiese gemelle del Rainaldi e l'obelisco (foto di Berthold Werner da Wikimedia Commons).


Piazza del Popolo a Roma (XI – XIX secolo) – 2

Quattro palazzi, due bassi emicicli, che nascondono le rampe che salgono verso il Pincio e il Tevere, il fronte disegnato della collina del Pincio, vengono composti secondo l’asse ortogonale dal Valadier, che «accetta e include, ricontestualizzandoli nel suo progetto definitivo, tutti gli elementi di forte preesistenza che già precedentemente avevano caratterizzato il sito» (M. Montuori).

Piazza del Popolo e il Pincio, foto Fratelli D’Alessandri, XIX secolo (foto da 
Wikimedia Commons).

Piazza del Popolo e il Pincio, foto Fratelli D'Alessandri, XIX secolo (foto da Wikimedia Commons).

Piazza del Popolo dal Pincio
(foto di WolfangM da
Wikimedia Commons).

Piazza del Popolo dal Pincio (foto di WolfangM da Wikimedia Commons).


Piazza del Gesù a Napoli (XIV – XX secolo) – 1

La piazza è di forma quadrangolare.
Spaccanapoli, prosecuzione del decumanus inferior, è tangente; Calata Trinità Maggiore si immette secondo una direzione incidente.
Nello spazio composito si fronteggiano le chiese del Gesù Nuovo e di S. Chiara ed emergono due elementi puntiformi:

  • la guglia barocca in posizione centrale;
  • il Campanile sul recinto del complesso conventuale di S. Chiara.
Napoli, Piazza del Gesù, da Google Earth, 304 m. di altezza.

Napoli, Piazza del Gesù, da Google Earth, 304 m. di altezza.

Napoli, Piazza del Gesù (foto di Johnnyrotten da
Wikimedia Commons).

Napoli, Piazza del Gesù (foto di Johnnyrotten da Wikimedia Commons).


Piazza del Gesù a Napoli (XIV – XX secolo)   – 2

Entrando nella piazza attraverso le due vie di accesso, diventano visibili le relazioni che il campanile e la guglia istituiscono con i principali monumenti della piazza:

  • la guglia compone con la Chiesa del Gesù il fondale della Calata Trinità Maggiore;
  • il Campanile con la Chiesa di S. Chiara sono il riferimento visivo per chi proviene dal decumano.

Il Campanile segna anche il limite della Piazza.

La Chiesa del Gesù Nuovo e la Guglia da Salita Trinità maggiore, foto di A. L. Henderson, XIX sec. (foto da 
Wikimedia Commons).

La Chiesa del Gesù Nuovo e la Guglia da Salita Trinità maggiore, foto di A. L. Henderson, XIX sec. (foto da Wikimedia Commons).

Il Campanile e la facciata della Chiesa di S. Chiara da Spaccanapoli.

Il Campanile e la facciata della Chiesa di S. Chiara da Spaccanapoli.


Piazza della Cattedrale a Ruvo (XIII – XX secolo) – 1

E’ una piazza a pianta triangolare, su un lato della quale si attesta la facciata della Cattedrale.
La volontà di forma si è concentrata in un unico elemento, che ne è diventato il principale riferimento visivo e ne domina lo spazio: la cattedrale è un monumento circondato da un elenco di edifici. Il piano orizzontale e la facciata sono entrambi in pietra.

Ruvo, Piazza della Cattedrale, da Google Earth, 304 m. di altezza.

Ruvo, Piazza della Cattedrale, da Google Earth, 304 m. di altezza.

La Cattedrale, il campanile, il sagrato (Sacred Destination, west  facade foto da 
Flickr).

La Cattedrale, il campanile, il sagrato (Sacred Destination, west facade foto da Flickr).


Piazza della Cattedrale a Ruvo (XIII – XX secolo)  – 2

La facciata della Cattedrale domina sui fronti eterogenei degli edifici, che definiscono gli altri lati della piazza.
Il sagrato viene abbassato di un metro e venti rispetto al piano della piazza; il piano di giacitura della chiesa rimane ad una quota intermedia. Si crea un “invaso nell’invaso” (G. Maraventano).

L’«invaso nell’invaso» (Sacred Destination, piazza cattedrale foto da
Flickr).

L'«invaso nell'invaso» (Sacred Destination, piazza cattedrale foto da Flickr).

L’elenco delle case (Sacred Destination, xti_4721 foto da Flickr).

L'elenco delle case (Sacred Destination, xti_4721 foto da Flickr).


Piazza del Campo a Siena (XIII – XIV secolo)  – 1

Tre elementi architettonici compongono lo spazio della piazza, che assume in pianta una forma a “conchiglia”, integrandosi nella morfologia urbana:

  1. la cortina di edifici, che si attesta su un profilo irregolarmente concavo;
  2. il Palazzo Pubblico, disposto a una quota più bassa lungo la base del semicerchio;
  3. il piano in pendenza, in mattoni e pietra calcarea, che asseconda il pendio naturale.
Siena, Piazza del Campo, da Google Earth, 304 m. di altezza.

Siena, Piazza del Campo, da Google Earth, 304 m. di altezza.

La cortina edilizia a ferro di cavallo e il Palazzo Pubblico (foto di Georges Jansoone da 
Wikimedia Commons).

La cortina edilizia a ferro di cavallo e il Palazzo Pubblico (foto di Georges Jansoone da Wikimedia Commons).


Piazza del Campo a Siena (XIII – XIV secolo)  – 2

La legge aggregativa della curva a ferro di cavallo in pianta e una relativa omogeneità di materiali in alzato conferiscono unitarietà all’insieme delle facciate disomogenee, che assumono il ruolo compositivo di parete contrapposta al Palazzo. Gli edifici contigui assumono valore non come oggetto in sé, ma nel rapporto di insieme, come una elencalità molto caratterizzata.

Continuità e differenze nella cortina edilizia (foto di Peter_Aut da 
Wikimedia Commons).

Continuità e differenze nella cortina edilizia (foto di Peter_Aut da Wikimedia Commons).

Palazzo Sansedoni, c. 1339, con le trifore imposte dall’ordinamento comunale (foto di tiseb da 
Wikimedia Commons).

Palazzo Sansedoni, c. 1339, con le trifore imposte dall'ordinamento comunale (foto di tiseb da Wikimedia Commons).


Place des Vosges a Parigi (1605 – 1611) – 1

La piazza ha la forma di un quadrato di m. 140 x m. 140, definito da edifici porticati con identico fronte. Un asse mediano è segnato dai due padiglioni del Re e della Regina, di maggiore altezza. Si entra nella piazza attraverso i portici dei padiglioni e una strada tangente. Al centro del giardino interno è la statua equestre del re.

Parigi, Place des Vosges, da Google Earth, 304 m. di altezza.

Parigi, Place des Vosges, da Google Earth, 304 m. di altezza.

l Padiglioni del Re e della Regina emergono sull’asse mediano (foto di Gryffindor da 
Wikimedia Commons).

l Padiglioni del Re e della Regina emergono sull'asse mediano (foto di Gryffindor da Wikimedia Commons).


Place des Vosges a Parigi (1605 – 1611)  – 2

Il disegno unitario dei fronti sulla piazza è il risultato dell’accostamento delle facciate uniformi di 38 unità edilizie, imposte da un regolamento edilizio.
Il passo di ciascuna unità, segnato dal setto murario che porta i camini, è di 4 campate, cui corrispondono quattro archi al piano terra e due ordini sovrapposti di altrettanti vani di finestre.

La normativa architettonica e identità dei fronti (album di Frederick Renaud, Place des Vosges::HDR foto da 
Flickr).

La normativa architettonica e identità dei fronti (album di Frederick Renaud, Place des Vosges::HDR foto da Flickr).

La scansione dei tetti rende riconoscibili le unità (foto di TV Boy da  fotopedia , album Place des Vosges).

La scansione dei tetti rende riconoscibili le unità (foto di TV Boy da fotopedia , album Place des Vosges).


I materiali di supporto della lezione

Le citazioni nelle diapositive sono tratte dai testi delle schede elaborate per la mostra nell'ambito del seminario su “La piazza come luogo centrale della città”, organizzato nel 1983 dal prof. A. Samonà.

Autori delle schede: Foro di Pompei, Piazza del Popolo a Roma: M. Montuori. Piazza San Marco a Venezia: A. M. Puleo. Piazza del Gesù a Napoli, Piazza della Cattedrale di Ruvo: G. Maraventano. Piazza del Campo a Siena, Place des Vosges: M. Canestrari.

AA.VV., Piazza San Marco, Venezia (1°ed. 1970) 1982.

C. Sitte, L'arte di costruire le città (1889), Milano 1981.

A. Aymonino, Mosco V. P. (a cura di), Architettura a volume zero, Milano 2006.

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