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Tiziana Pepe » 11.O.G.M.


O.G.M. : organismo geneticamente modificato

Per O.G.M. si intende

ogni organismo, diverso da un essere umano, il cui materiale genetico è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura mediante l’accoppiamento e/o la ricombinazione genica naturale.

Art. 2, Direttiva CE 18/2001

Principio di equivalenza sostanziale (FAO/WHO, 1992 – OECD, 1993)

Secondo il principio di equivalenza sostanziale:

le valutazioni inerenti la sicurezza d’uso dei prodotti alimentari derivanti dalle biotecnologie devono essere effettuate, laddove possibile, prendendo come base per il confronto la controparte tradizionale.

Reg. CE 1830/2003, Reg. CE 1829/2003 (consideranda),
già previsto nel Reg. CE 258/1997 come procedura semplificata

Immissione in commercio di O.G.M.

La normativa cogente definisce immissione in commercio degli OGM:

la messa (di OGM) a disposizione di terzi dietro compenso o gratuitamente (es. importazione, movimentazione, commercializzazione).

Art. 2, Direttiva CE 18/2001, già citato nel Reg. CE 258/1997

Emissione di OGM

La normativa cogente definisce “emissione deliberata” degli OGM:

qualsiasi introduzione intenzionale nell’ambiente di OGM per la quale non sono usate misure specifiche di confinamento (es. coltivazione in campo aperto), al fine di limitare il contatto con la popolazione e con l’ambiente e per garantire un livello elevato di sicurezza per questi ultimi.

Art. 2, Direttiva CE 18/2001/ Dir. 220/1990

Prodotti ittici di origine transgenica

Il salmone geneticamente modificato è un esempio di prodotto ittico di origine transgenica.
La sua produzione si ottiene in più fasi:

  • Step 1 – Individuazione del gene/proteina di interesse;
  • Step 2 – Decodificazione della proteina e traslazione nel codice del cDNA;

Prodotti ittici di origine transgenica

Step 3 – Preparazione del costrutto genico;


Prodotti ittici di origine transgenica

Step 4 – Inserimento del costrutto genico in un plasmide batterico;


Prodotti ittici di origine transgenica

Step 5 – Moltiplicazione in miliardi di copie del plasmide modificato mediante inserimento in un ceppo batterico;


Prodotti ittici di origine transgenica

Step 6 – Isolamento dal batterio del plasmide modificato e linearizzazione del materiale genico (c.d. “cassette di inserzione”) per il trasferimento nel DNA della specie ittica;


Prodotti ittici di origine transgenica

Step 7 – Applicazione di più di un milione di “cassette di inserzione” per ciascun uovo fecondato della specie ittica di interesse;


Prodotti ittici di origine transgenica

Step 8 – Incubazione e sviluppo del novellame (avannotti) vitale;


Prodotti ittici di origine transgenica

Step 9 – Ricerca e selezione degli esemplari trasformati presentanti le caratteristiche desiderate;


Prodotti ittici di origine transgenica

Step 10 – Prediposizione di un piano di “breeding” (accoppiamenti tra soggetti selezionati) per la stabilizzazione della trasformazione genetica apportata;


Prodotti ittici di origine transgenica

Step 11 – Ottenimento della licenza al consumo da parte dell’autorità sanitaria e presentazione ai consumatori;

E’ necessario comunque

  • elaborare un dossier scientifico sulla sicurezza alimentare della specie ittica geneticamente trasformata
  • stabilire un piano di salvaguardia ambientale
  • elaborare un dossier sull’efficacia e validità delle procedure di trasformazione genica della specie ittica

Prodotti ittici di origine transgenica

Limitazioni attuali alla produzione di specie ittiche transgeniche
inserzione random dei costrutti genici:

  • numero variabili di costrutti inseriti;
  • inserzioni in siti diversi per ciascun individuo.

Inconvenienti

  • difficoltà a stabilizzare le modificazioni genetiche in una popolazione soggetta a incroci
  • mancanza di potere di regolazione sull’espressione del;
  • trans-gene;
  • effetti di inserzione a carico di altri geni.
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