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Stefano Consiglio » 7.I fattori contingenti


Struttura della lezione

  • Introduzione;
  • L’approccio contingente;
  • I fattori contingenti
    • L’ambiente
    • Il potere
    • L’età
    • La dimensione.

La teoria di riferimento: la teoria delle contingenze

Gli studiosi
La Teoria della Contingenza (Burns e Stalker, Lawrence e Lorsh, Woodward).

L’approccio
L’organizzazione migliore in quanto coerente ed adatta ad alcune specifiche circostanze.

I principi
Adattare le scelte organizzative all’ambiente.
Dalla teoria “one best way” alla teoria “one better fit”.

Fonte: Flickr

Fonte: Flickr


La teoria delle contingenze

Il criterio di scelta:

  • L’obiettivo di chi progetta è di fare in modo che esista:
    • una congruenza tra fattori contingenti e parametri di progettazione (ipotesi di congruenza);
    • una congruenza tra parametri di progettazione (ipotesi di configurazione).

Le critiche

  • Eccesso di determinismo;
  • Difficoltà di conoscere a priori le contingenze.
Fonte: Flickr

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I fattori contingenti: l’ambiente

Le scelte organizzative sono condizionate dal contesto ambientale in cui operano le organizzazioni.

Le dimensioni dell’ambiente:

  • Stabilità vs dinamicità;
  • Semplicità vs complessità;
  • Diversità vs omogeneità;
  • Ostilità vs generosità.
La Arena de Nimes. Fonte: Flickr

La Arena de Nimes. Fonte: Flickr


L’ambiente: Stabile vs dinamico

Fattore discriminante:
la prevedibilità dei mutamenti ambientali (clienti, concorrenti, fornitori, tecnologia, leggi).

Ambiente stabile = mutamenti prevedibili

Le implicazioni organizzative:
Prevedibilità = possibilità di programmare;
Possibilità di programmare = tendenza alla burocratizzazione.

… quindi:

l’ambiente stabile permette di ricorrere a strutture burocratiche e quindi alla standardizzazione.

L’ambiente dinamico impone di adottare strutture organiche.

Fonte: Flickr

Fonte: Flickr

Fonte: Flickr

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L’ambiente: Stabile vs dinamico (segue)

Valutare il grado di stabilità/dinamicità dei contesti competitivi delle seguenti organizzazioni:

  • Ministero dei beni culturali
  • Museo di arte contemporanea
  • Laboratorio indagini per scavi archeologici
  • Casa Discografica
  • Azienda di produzione videogiochi

Provate ad elencare tre organizzazioni culturali che operano in un contesto stabile e tre che operano in un contesto dinamico.

Fonte: Flickr

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Fonte: Flickr

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L’ambiente: Semplice vs complesso

Fattore discriminante:
la numerosità e la rilevanza delle competenze necessarie per realizzare il prodotto/servizio.

Ambiente semplice = quando le competenze necessarie per realizzare il prodotto/servizio sono comprensibili.

Le implicazioni organizzative:
comprensibilità = possibilità di accentrare

… quindi

Ambiente semplice = favorisce l’accentramento.

Ambiente complesso = necessità di decentrare.

Fonte: Flickr

Fonte: Flickr

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L’ambiente: Semplice vs complesso (segue)

Valutare il grado di semplicità/complessità dei contesti competitivi delle seguenti organizzazioni:

  • Ministero dei beni culturali
  • Museo di arte
  • Museo di arte contemporanea
  • Laboratorio di indagini per scavi archeologici
  • Casa Discografica
  • Azienda di produzione videogiochi

Provate ad elencare tre organizzazioni culturali che operano in un contesto stabile e tre che operano in un contesto dinamico.

Fonte: Flickr

Fonte: Flickr

Fonte: Flickr

Fonte: Flickr


Esercitazione

Posizionare i seguenti meccanismi di coordinamento (adattamento reciproco, supervisione diretta, standardizzazione dei processi di lavoro, standardizzazione delle capacità) all’interno della matrice.


Esercitazione

Soluzione

Soluzione


L’ambiente: omogeneo vs diverso

Fattore discriminante:
la similitudine tra i mercati in cui opera l’organizzazione in termini di bisogni, tipologia di clientela, struttura distributiva, mercati di fornitura, concorrenza.

Ambiente omogeneo = quando i prodotti servizi offerti sono destinati a mercati simili.

Le implicazioni organizzative:
omogeneità = si rafforzano le interdipendenze di processo e di scala.

… quindi

Ambiente diversificato = struttura divisionale;
Ambiente omogeneo = struttura funzionale.

Fonte: Flickr

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Il caso Cult Eventi S.r.l.

Se i servizi prodotti dall’impresa rispondono a bisogni simili, si rivolgono ad una
clientela omogenea, si promuovono attraverso gli stessi canali promozionali, le
interdipendenze di processo e di scala sono molto forti.


Il caso Promo Eventi S.r.l.

Se i servizi prodotti dall’impresa sono invece destinati a mercati disomogenei,
le interdipendenze di processo e di scala si affievoliscono e di conseguenza
quelle di flusso diventano prevalenti.


L’ambiente: ostile vs generoso

Fattore discriminante:
la presenza di situazioni di emergenza nei mercati in cui opera.

Ambiente ostile = situazione di crisi

Implicazioni organizzative
Ambiente ostile = necessità di risposta rapida e quindi propensione ad accentrare.

Quindi:

Ambiente ostile: accentramento
Ambiente generoso: decentramento

…. e se l’ambiente è ostile e complesso?

Fonte: Flickr

Fonte: Flickr

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L’ambiente: ostile vs generoso (segue)

Pompei: dopo la denuncia del «Corriere della Sera»:

Sos Scavi, sancito lo «stato d’emergenza»
Sarà nominato un commissario straordinario

Per la prima volta in Italia un sito archeologico viene sottoposto a una vera e propria «rivoluzione».

Pompei il tempio di Giove.
Fonte: Flickr

Pompei il tempio di Giove. Fonte: Flickr


Fattori contingenti: il potere

L’impatto del controllo esterno
Maggiore è il controllo esterno maggiore è l’accentramento.

L’impatto dei bisogni personali
Il bisogno di potere dei membri spinge verso un maggior accentramento.

L’impatto delle norme e degli usi sociali
La moda favorisce il tipo di organizzazione più in voga in quel particolare momento.


Fattori contingenti: l’età

Maggiore è l’età maggiore è la formalizzazione del comportamento.

L’organizzazione riflette l’epoca di costituzione del settore (Stinchcombe).


Fattori contingenti: la dimensione

Maggiore è la dimensione:

  • più articolata è la sua organizzazione;
  • maggiore è la divisione del lavoro;
  • maggiore è la differenzazione tra le unità e più sviluppata è la componente direzionale.

Maggiore è la dimensione:

  • maggiore è la dimensione media delle unità.

Maggiore è la dimensione:

  • maggiore è la formalizzazione del comportamento.
Il gatto di Fernando Botero, The Art Museum, Singapore. Fonte: Flickr

Il gatto di Fernando Botero, The Art Museum, Singapore. Fonte: Flickr


I materiali di supporto della lezione

Mintzberg H. (1996) “La progettazione dell'organizzazione aziendale”, Capitolo 6, Il Mulino, Bologna.

L. Moschera “Forme organizzative e contributi teorici” in De Vita, Mercurio, Testa (a cura di) “Organizzazione aziendale: assetto e meccanismi di relazione” 2007, Giappichelli Editore.

Burns T. e Stalker G.M. “The management of innovation” 1967, pp. 94-125

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