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Lillà Lionetti » 9.Impedenziometria: pratica


La posizione del soggetto

Il soggetto:
1. deve essere in posizione supina su una superficie non conduttiva con arti abdotti per evitare cortocircuitamenti:

  • angolo tra il tronco e l’arto: 15-30° – verificare assenza di contatto ascellare;
  • angolo tra gli arti inferiori: 35- 45° – verificare assenza di contatto radice coscia.

2. Deve assumere la posizione supina per 5-10 min. La misura deve essere effettuata entro 10 minuti e non oltre tale tempo perché la ridistribuzione dei liquidi può falsare il valore di impedenza.
3. Il soggetto deve togliere gli oggetti metallici

Vengono applicati gli elettrodi generalmente sulla mano e sul piede destro.

Per approfondimenti: BIA

Posizione del soggetto.
Si ringrazia DS Medica srl, Viale Monza 133 – Milano, per la concessione ad uso didattico delle immagini relative all’impedenziometria.

Posizione del soggetto. Si ringrazia DS Medica srl, Viale Monza 133 - Milano, per la concessione ad uso didattico delle immagini relative all'impedenziometria.


Standardizzazione della misura impedenziometrica

Temperatura cutanea: il soggetto deve essere a termoneutralità. Infatti il raffreddamento determina vasocostrizione e valori alti di impedenza. Il riscaldamento (febbre o attività fisica elevata) determina vasodilatazione e quindi impedenza bassa.

Preparazione della cute: si può utilizzare ovatta imbevuta con alcol etilico per allontanare eventuali secrezioni e cellule desquamate dello strato corneo. Si dovrebbe rimuovere la peluria abbondante.

Cibo e bevande: il soggetto dovrebbe essere a digiuno di 8 ore oppure dovrebbe non ingerire sostanze o bevande ricche di sali o di zuccheri nelle 4 ore precedenti. La misura dovrebbe essere effettuata non prima di 8-12 ore da attività sportive o alcool.

Dinamica respiratoria: la frequenze e l’escursione respiratoria deve essere fisiologica (modificazione della gabbia toracica possono comportare modificazioni del volume conduttivo)

Ciclo mestruale: nel corso del ciclo mestruale si possono avere: modificazioni del TBW per espansione dell’ECW nel periodo premestruale, modificazioni della temperatura corporea per effetto del progesterone. Si consiglia di standardizzare la misura e di effettuare misure multiple.

Posizionamento degli elettrodi

L’impedenza bioelettrica è determinata principalmente con una metodica tetrapolare.
Per effettuare la misura impedenziometrica vengono generalmente applicati quattro elettrodi:
1. due elettrodi iniettori che iniettano corrente a bassissima intensità nei seguenti punti di repere:

  • sul dorso della mano tra la seconda e terza epifisi metacarpale;
  • sul dorso del piede a livello della seconda epifisi metatarsale.

2. Due elettrodi rilevatori del voltaggio nei seguenti punti di repere:

  • sul polso in posizione intermedia tra i processi stiloidei dell’ulna e del radio;
  • sulla caviglia in posizione intermedia tra i malleoli mediali e laterali.

Gli elettrodi rilevatori devono essere posizionati almeno a 2 cm dagli elettrodi iniettori.
Gli adesivi gelificati dove si applicano gli elettrodi devono avere una area almeno di 5 cm2.

Posizione degli elettrodi.
Si ringrazia DS Medica srl, Viale Monza 133 – Milano, per la concessione ad uso didattico delle immagini relative all’impedenziometria.

Posizione degli elettrodi. Si ringrazia DS Medica srl, Viale Monza 133 - Milano, per la concessione ad uso didattico delle immagini relative all'impedenziometria.


Determinazione della composizione corporea

Gli elettrodi iniettori quindi inietteranno una corrente a bassissima intensità (tra 500-800 μA) e con una frequenza di somministrazione variabile (tra 1-1000 kHz).

Il passaggio della corrente viene quindi ostacolato in maniera diversa a seconda del tessuto che incontra:

  • il tessuto adiposo si fa attraversare solo da una piccola quantità di corrente e questo si traduce in valore di impedenza elevati
  • le cellule dei muscoli che contengono una maggiore quantità di acqua invece si lasciano attraversare maggiormente dalla corrente determinando una impedenza minore.

Dalla prima legge di Ohm possiamo calcolare l’impedenza:

V=Ix R

Infatti l’intensità di corrente I si conosce perché è quella che viene iniettata dagli elettrodi iniettori, mentre il voltaggio V viene determinato dagli elettrodi rilevatori del voltaggio.

Per approfondimento: BIA – video


L’angolo di fase

Il rapporto tra resistenza e reattanza è espresso dall’angolo di fase (Φ).

La reattanza capacitativa e l’angolo di fase permettono di valutare la massa cellulare attiva che è la componente metabolicamente attiva della massa magra.

Una buona massa cellulare è data da un valore di angolo di fase tra 4° e 9°.

Angolo di fase.

Angolo di fase.


Equazioni predittive

Una volta calcolata l’impedenza dalla prima legge di Ohm, equazioni predittive derivate statisticamente da studi di popolazione ci permettono di calcolare il volume di TBW e la FFM.

Come per la maggior parte delle equazioni di tipo descrittivo (tipo I, metodo basato su proprietà), le equazioni predittive dell’impedenziometria perdono di accuratezza quando si applicano a soggetti che non sembrano essere inclusi nel campione dal quale sono state sviluppate.

Quindi le equazioni dell’impedenziometria non possono essere generalizzate e possono non essere valide sul singolo individuo.

Determinazione della massa grassa a partire dalla resistenza (o impedenza).

Determinazione della massa grassa a partire dalla resistenza (o impedenza).


Accuratezza e precisione strumentale

Accuratezza strumentale: periodicamente è necessario testare l’impedenziometro applicando gli elettrodi a circuiti elettrici il cui valore di impedenza è noto.

La precisione viene valutata effettuando misure ripetute sullo stesso individuo.

Se si utilizzano più impedenziometri è necessario valutare la variabilità inter-strumentale.

Da: Begogni Giorgio, Cecchetto Giovanna Manuale ANDID di valutazione dello stato nutrizionale Società Editrice Universo.

Impedenziometria segmentale

L’impedenziometria segmentale permette di determinare la massa grassa e la massa magra a livello di arti superiori, arti inferiori e tronco.

Questa metodica è più precisa dell’impedenziometria “total body” in quanto l’impedenza è determinata soprattutto dalle parti del corpo con una sezione minore (ricordiamo che per la seconda legge di Ohm l’impedenza è inversamente proporzionale alla sezione del cilindro).

La resistenza degli arti è considerevolmente maggiore rispetto a quella del tronco.

Quindi la resistenza dell’intero corpo è dovuta soprattutto alla resistenza degli arti (soprattutto delle braccia e poi delle gambe) e quindi la misura dell’impedenza può essere poco sensibile a variazioni della composizione corporea che avvengono a livello del tronco.

Corpo umano come serie di conduttori. Figura modificata da: G. Bedogni, N. C. Battistini, Impedenza bioelettrica e composizione corporea, Milano, EDRA Medical Publishing & New Media, 2001.

Corpo umano come serie di conduttori. Figura modificata da: G. Bedogni, N. C. Battistini, Impedenza bioelettrica e composizione corporea, Milano, EDRA Medical Publishing & New Media, 2001.


Percentuale di massa grassa secondo il modello di Benke

Il valore normale di percentuale di massa grassa è maggiore nelle donne che negli uomini.

Secondo il modello di Benke la percentuale di grasso di deposito è simile negli uomini e nelle donne, mentre varia la percentuale di grasso essenziale che è maggiore nelle donne per le funzioni fisiologiche di gravidanza e allattamento.

Modello di Benke.

Modello di Benke.


Percentuale di massa grassa secondo l’American Council on Excercise

Classificazione del grado di obesità.
in base alla percentuale di massa grassa secondo 
l’American Council on Excercise.

Classificazione del grado di obesità. in base alla percentuale di massa grassa secondo l'American Council on Excercise.


Valutazione della percentuale di massa grassa

Valutare la percentuale di massa grassa dell’individuo può esser utile:

  1. come valore assoluto nella fase iniziale della elaborazione della dieta per evidenziare la necessità di una piano nutrizionale;
  2. come valore relativo nella fase di monitoraggio degli effetti del trattamento dietetico, per valutare se effettivamente la diminuzione di peso è dovuta ad una diminuzione di massa grassa o se invece si sta perdendo massa magra.

Ricordiamo che all’inizio del trattamento dietetico, soprattutto se molto restrittivo in calorie, si perde massa magra. Tale perdita deve ovviamente essere ridotta al minimo e ciò può avvenire solo se la razione calorica non è al di sotto del metabolismo basale del soggetto.

Variazioni % di FFM per chilo di peso perso 
dopo 30 giorni di dieta ipocalorica.

Variazioni % di FFM per chilo di peso perso dopo 30 giorni di dieta ipocalorica.


I materiali di supporto della lezione

Begogni Giorgio, Cecchetto Giovanna Manuale ANDID di valutazione dello stato nutriizonale Società Editrice Universo.

BIA

BIA video

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