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Renata Picone » 6.Le murature: conoscenza, analisi dei meccanismi di dissesto e interventi di consolidamento


Le strutture murarie

Concetti generali

  • Le murature delimitano e proteggono gli ambienti dalle intemperie e sostengono il proprio peso, le strutture orizzontali (solai e volte) e i carichi esterni
  • Le strutture verticali si dicono continue quando l’altezza e la lunghezza risultano maggiori dello spessore. Si dicono isolate quando l’altezza è preminente rispetto alle altre due dimensioni (pilastri e colonne)
  • Le pareti verticali continue possono dar luogo a diversi tipi di nodi (cantonali, martelli e incroci) che possono essere retti o obliqui
  • Le murature, dal punto di vista materico, risultano dall’unione di elementi in pietra naturale o prodotti artificialmente (laterizi); unione che viene coadiuvata dall’impiego della malta, che ha il compito di creare continuità nella muratura e di ripartire la pressione tra i vari elementi
Tipologie murarie antiche Fonte: G. A. Breymann, Trattato generale di costruzioni civili, 1885

Tipologie murarie antiche Fonte: G. A. Breymann, Trattato generale di costruzioni civili, 1885


Le strutture murarie

Pompei, particolare di murature miste

Pompei, particolare di murature miste

Terracina, particolare di murature miste

Terracina, particolare di murature miste


Le strutture murarie

Tipi di disposizione degli elementi lapidei e laterizi nei muri misti e imbottiti. Fonte: G. Rondelet, Trattato teorico e pratico dell’arte di edificare, 1832

Tipi di disposizione degli elementi lapidei e laterizi nei muri misti e imbottiti. Fonte: G. Rondelet, Trattato teorico e pratico dell'arte di edificare, 1832

Tessiture murarie di tufo. A: ad una pietra (spianata); B: per spessori fino a circa 70 cm; C: per spessori superiori a 100 cm

Tessiture murarie di tufo. A: ad una pietra (spianata); B: per spessori fino a circa 70 cm; C: per spessori superiori a 100 cm


Le strutture murarie

Napoli, Campanile Pietrasanta. Muratura in mattoni a faccia vista con elementi di “reimpiego dell’antico”, collocati nei punti più sollecitati

Napoli, Campanile Pietrasanta. Muratura in mattoni a faccia vista con elementi di "reimpiego dell'antico", collocati nei punti più sollecitati


Le strutture murarie

Napoli, Palazzo Sanseverino, ora chiesa del Gesù Nuovo: segni dei lapicidi

Napoli, Palazzo Sanseverino, ora chiesa del Gesù Nuovo: segni dei lapicidi


Le strutture murarie

Calvi Risorta, castello di Cales, muratura in blocchi squadrati di tufo grigio

Calvi Risorta, castello di Cales, muratura in blocchi squadrati di tufo grigio


Le strutture murarie

Apparecchi murari tufo/laterizio usati a Napoli. Fonte: G. Fiengo e L. Guerriero, a cura di, Murature tradizionali napoletane. Cronologia dei paramenti tra il XVI ed il XIX secolo, Napoli 1998

Apparecchi murari tufo/laterizio usati a Napoli. Fonte: G. Fiengo e L. Guerriero, a cura di, Murature tradizionali napoletane. Cronologia dei paramenti tra il XVI ed il XIX secolo, Napoli 1998


Le strutture murarie: i dissesti

Le murature in elevazione possono essere soggette ai seguenti fenomeni di dissesto:

  • assestamento naturale delle murature
  • schiacciamento
  • pressoflessione

Al fine di determinare i fenomeni ai quali la muratura è soggetta si può fare ricorso ad indagini (preferibilmente non distruttive) e a modelli di calcolo.


Le strutture murarie: i dissesti

ASSESTAMENTO DELLE MURATURE

Cause:

  • compressione del terreno sotto nuovo carico
  • calo delle malte

Fattori che influenzano il calo delle malte:

  • spessore dei giunti
  • qualità della malta e tempi di presa
  • variazioni di volume della malta per prosciugamento
  • quantità dei giunti
  • altezza dell’edificio
  • ammosatura tra nuove e vecchie murature
  • successione dei tempi di esecuzione
  • carico esercitato dagli orizzontamenti

Le strutture murarie: i dissesti

SCHIACCIAMENTO DELLE MURATURE
Cause:

  • insufficiente sezione trasversale della muratura per difetto progettuale o per successive sottrazioni di materiale
  • peso proprio della muratura
  • vetustà dei materiali
  • aumento dei carichi distribuiti e/o localizzati
  • cedimenti fondali con conseguente trasferimento dei carichi a parti murarie adiacenti
  • apertura di vani in breccia con aumento del carico sui piedritti
  • difetti di omogeneità delle sezioni reagenti
  • confezionamento delle malte

Fasi del fenomeno:

  • polverizzazione delle malte
  • fratturazione degli inerti
  • creazione di elementi astiformi verticali che preludono al crollo della struttura

Le strutture murarie: i dissesti

PRESSOFLESSIONE

Cause:

  • altezza del solido murario superiore a circa quindici volte la minima dimensione trasversale
  • carico di punta superiore al carico di sicurezza ammissibile
  • disomogeneità delle sezioni orizzontali
  • presenza di paramenti esterni e nucleo interno con differenti caratteristiche meccaniche
  • insufficienza di collegamenti trasversali e ammorsature nello spessore murario
  • polverizzazione delle malte e conseguente incapacità di opporre resistenza alle dilatazioni trasversali

Le strutture murarie: il consolidamento

Gli interventi di consolidamento delle murature devono tendere ad eliminare preliminarmente la causa dei dissesti, quindi gli effetti.

Tipologie di interventi di consolidamento:

  • integrazione muraria
  • iniezioni di miscele leganti
  • iniezioni armate
  • paretine armate e gunite
  • inserimento di catene e tiranti
  • cerchiature

Per superfici estese di intervento si opera per “cantieri alternati”.


Le strutture murarie: il consolidamento

Integrazione muraria.

Preferibilmente, le integrazioni murarie vanno eseguite con metodo “scuci e cuci” utilizzando il medesimo materiale del manufatto.


Le strutture murarie: il consolidamento

Iniezioni di miscela legante.

Metodo che consiste nell’immissione di miscele all’interno della muratura per sopperire alla perdita del potere legante delle malte (polverizzazione).

Metodi:

  • per colo (preconsolidamento in murature degradate)
  • a pressione

Le strutture murarie: il consolidamento

Iniezioni e paretine armate.

Tali interventi possono modificare il funzionamento statico delle murature, per cui vanno utilizzati solo in casi di strutture molto degradate.


Le strutture murarie: il consolidamento

Inserimento di catene e cerchiature.

Per tale tipo di interventi si può fare ricorso all’acciaio (barre e trefoli) o ai materiali compositi (FRP).

Tali interventi non modificano il funzionamento strutturale degli elementi murari (a meno che non si inseriscano elementi precompressi) e costituiscono strutture di presidio passivo: entrano in carico a seguito di ulteriori sollecitazioni o cedimenti della struttura.


I materiali di supporto della lezione

S. MASTRODICASA, Dissesti statici delle strutture edilizie: diagnosi e consolidamento, Hoepli, Milano 1993.

Aa. Vv., Trattato di restauro architettonico, diretto da Giovanni Carbonara, Utet, Torino 1996.

AA. VV., Il manuale del restauro architettonico, coordinato da Luca Zevi, Mancosu, Roma 2001.

A. DEFEZ , Il consolidamento degli edifici, Liguori, Napoli 2002.

B. PAOLO TORSELLO, STEFANO F. MUSSO, Tecniche di restauro architettonico, Utet, Torino 2003.

AA. VV., Trattato sul consolidamento, coordinato da Paolo Rocchi, Mancosu, Roma 2003.

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