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Antonio Franco Mariniello » 13.Sviluppo del tema progettuale: principio insediativo


Il principio insediativo

Avvio del procedimento compositivo architettonico-urbano: definizione del principio insediativo.

Acquisita una adeguata conoscenza del luogo mediante la sua analisi-descrizione, il procedimento progettuale può avviarsi con l’individuazione di un principio di modificazione. Questa operazione consente di prendere contatto attivo (progettuale) con il sito, con l’ambiente fisico, con i caratteri dell’insieme delle cose presenti.
Il principio insediativo si costituisce come messa in ordine e in relazione reciproca nell’area di intervento dei “materiali” urbani e architettonici offerti dal sito e dal contesto, in una ipotesi di continuità o di dis-continuità con i caratteri formativi del luogo. Esso costituisce i fili che legheranno il progetto del nuovo organismo alla natura e alla storia del luogo.
Il principio insediativo è l’atto originario, simbolico, rituale e concreto, che stabilisce una modalità di uso architettonico del suolo e la struttura virtuale delle sue possibilità di trasformazione fisica. I segni planimetrici (bidimensionali) mediante i quali si rappresenta il principio di reinsediamento, (linee, assi, figure geometriche, trame ecc.) contengono già elementi di un nucleo tipologico e morfologico che potrà diventare architettura (tridimensionale) del nuovo spazio urbano.


Individuazione del tipo architettonico

Individuazione del tipo o dei tipi architettonici adeguati.

Il principio insediativo, formalizzato sulla planimetria, produce immaginazioni architettoniche che tenderanno a concretizzarsi in figure tipiche dell’architettura della città.
Di questi tipi architettonici, prima ancora del loro contenuto funzionale (enunciato in generale nel programma), sarà necessario definire un “carattere”:
cioè, una specifica qualità, costitutiva del loro essere elementi architettonici urbani (ad es. “portico”, “muro”, “porta di città”, “cortina continua”, corte, ponte, “galleria”, “recinto”, ecc..).
L’individuazione morfologica dovrà riguardare anche gli spazi aperti inevitabilmente relazionati ai “pieni”.

Studenti: Francesco Silvini, Raffaele Tignola, Cristina Russo, Simone Russo.

Studenti: Francesco Silvini, Raffaele Tignola, Cristina Russo, Simone Russo.


Il principio insediativo

Studenti: Francesco Silvini, Raffaele Tignola, Cristina Russo, Simone Russo.

Studenti: Francesco Silvini, Raffaele Tignola, Cristina Russo, Simone Russo.


Il principio insediativo (segue)

Studenti: Fabrizio Bassetta, Giovanni D’Alessandro, Giulia Gaetani d’Aragona, Roberto Flibotto.

Studenti: Fabrizio Bassetta, Giovanni D'Alessandro, Giulia Gaetani d'Aragona, Roberto Flibotto.


Il principio insediativo (segue)

Studenti: Valeria Ferrara, Marina Fusco.

Studenti: Valeria Ferrara, Marina Fusco.


Il principio insediativo (segue)

Studente: Francesco Silvini.

Studente: Francesco Silvini.


Il principio insediativo (segue)

Studente: Francesco Silvini.

Studente: Francesco Silvini.


Il principio insediativo (segue)

Studente: Francesco Silvini.

Studente: Francesco Silvini.


Il principio insediativo (segue)

Studente: Raffaele Tignola.

Studente: Raffaele Tignola.


Il principio insediativo (segue)

Studente: Raffaele Tignola.

Studente: Raffaele Tignola.


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