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Sergio Beraldo » 9.Concorrenza perfetta


La concorrenza perfetta

E’ intuitivo immaginare che la libertà di un venditore di fissare il prezzo di vendita del proprio prodotto si riduca in presenza di altri venditori.

E’ probabile che nel tentativo di accaparrarsi una maggiore clientela ciascun venditore sia infatti indotto a limare verso il basso il prezzo di vendita.

E’ possibile che i venditori si accordino per evitare il danno che ciascuno di essi avrebbe da questo tipo di situazioni. Ne La Ricchezza delle Nazioni (1776), Adam Smith scrive:

“Raramente accade che operatori dello stesso ramo del commercio si incontrino, anche solo per svago e divertimento, senza che la conversazione finisca per trasformarsi in una cospirazione ai danni del pubblico o in un’intesa per alzare i prezzi”.

La cospirazione ai danni del pubblico cui allude Smith non sempre concretizza vantaggi per i cospiratori, per la semplice ragione che l’incentivo a non tenere fede all’accordo può essere molto forte.

Al crescere del numero delle imprese l’instabilità degli accordi collusivi cresce. Se il numero dei venditori è elevatissimo allora la probabilità che i venditori riescano ad accordarsi tende a zero.

In generale, al crescere del grado di concorrenza, il potere di un singolo venditore di determinare il prezzo di vendita del proprio prodotto si riduce.

Nel caso estremo della concorrenza perfetta tale potere è nullo.

La concorrenza perfetta – Ipotesi

La teoria della concorrenza perfetta si basa su una serie di ipotesi relative alle imprese e al settore:

  1. tutte le imprese del settore offrono un bene omogeneo
  2. i consumatori hanno perfetta informazione riguardo ai prezzi praticati dai venditori e sono in grado di valutare senza errore le caratteristiche del bene scambiato
  3. ciascun agente è coinvolto in una quantità di scambi trascurabile rispetto agli scambi complessivamente attuati sul mercato
  4. il settore è caratterizzato da libertà di entrata e uscita

Dalle ipotesi che precedono, in un mercato di concorrenza perfetta ciascun agente è price-taker:

  • il prezzo è determinato dal complesso delle decisioni di acquisto e vendita;
  • nessun venditore può variare strategicamente il prezzo;

Conseguenza: in un mercato perfettamente concorrenziale ciascuna impresa ha un potere di mercato nullo.

Il problema dell’impresa in concorrenza perfetta

Ciascun venditore in concorrenza perfetta assume il prezzo come dato e decide la quantità da produrre in modo da massimizzare il profitto.

L’obiettivo di ciascun venditore è quello di massimizzare il profitto, dato da:

Π = RT – CT = pq – C(q)

La condizione necessaria per la massimizzazione del profitto implica

Π’ = R’ – C’ = p – C’=0

ovvero

p = C’

Si noti che per un’impresa in concorrenza perfetta il prezzo coincide con il ricavo marginale: poiché il prezzo in concorrenza perfetta è dato, la variazione del ricavo totale conseguente alla produzione e vendita di un’unità aggiuntiva di prodotto è esattamente pari al prezzo.

Si noti inoltre che la condizione necessaria (ma non sufficiente) per massimizzare il profitto è che ciascuna impresa produca sino al punto in cui il costo marginale è pari al prezzo di vendita (che in concorrenza è pari al ricavo marginale).

Regole generali per la massimizzazione del profitto

Regola 1. Un’impresa dovrebbe decidere di non produrre se, per qualsiasi livello di produzione il costo totale variabile (CTV) è maggiore del ricavo totale (RT), ovvero se il costo medio variabile è maggiore del prezzo di vendita (CTV/Q > RT / Q).

Il prezzo in corrispondenza del quale l’impresa riesce appena a coprire il costo medio variabile, per cui essa sarà indifferente tra produrre e non produrre, è detto prezzo di chiusura.

Regola 2. Assumendo che le convenga produrre, l’impresa dovrebbe scegliere il livello di produzione in corrispondenza del quale il ricavo marginale é uguale al costo marginale.

Regola 3. Affinché il livello di produzione scelto dall’impresa massimizzi il profitto è sufficiente che il costo marginale sia minore (maggiore) del ricavo marginale per livelli di produzione appena inferiori a quello di equilibrio.

Il livello di produzione di massimo profitto

Ricapitolando, il livello di produzione ottimale (di massimo profitto) di un’impresa in concorrenza perfetta è:

  • pari a zero se il costo medio variabile è maggiore del prezzo per qualsiasi livello di produzione
  • maggiore di zero e determinato in corrispondenza dell’uguaglianza tra costo marginale e prezzo, se il prezzo è superiore al costo medio variabile

Equilibrio di breve periodo

L’impresa sceglie il livello di produzione QE in corrispondenza dell’incontro tra ricavo marginale (R’) e costo marginale (C’).

Per livelli di produzione superiori a QE il costo marginale è superiore al prezzo (ricavo marginale), pertanto l’impresa ridurrà il livello di produzione.

Per livelli di produzione inferiori a QE il costo marginale è inferiore al prezzo (ricavo marginale), pertanto l’impresa aumenterà il livello di produzione.

Equilibrio di breve periodo di un’impresa in un mercato perfettamente concorrenziale.

Equilibrio di breve periodo di un'impresa in un mercato perfettamente concorrenziale.


La curva d’offerta di un’impresa in concorrenza perfetta

Per un’impresa in concorrenza perfetta la curva d’offerta coincide con il tratto della curva del costo marginale al di sopra della curva del costo medio variabile

Per prezzi inferiori a p0 (prezzo di chiusura) il livello ottimale di produzione è nullo

Se il prezzo di mercato si stabilisce ad un livello superiore a p0 la quantità offerta dall’impresa è positiva. In questo caso la quantità che l’impresa ha convenienza a offrire è individuata nel punto d’incontro tra la curva del costo marginale e la linea del prezzo

La curva d’offerta di un settore è semplicemente la somma orizzontale delle curve di offerta delle singole imprese che ne fanno parte

Curva d’offerta di un’impresa in concorrenza perfetta.

Curva d'offerta di un'impresa in concorrenza perfetta.


Equilibrio di breve periodo di un’impresa in un mercato perfettamente concorrenziale

Nel breve periodo un’impresa operante in un mercato perfettamente concorrenziale può subire perdite oppure ottenere profitti.

Nella parte superiore del grafico riportato qui di fianco è illustrata una situazione nella quale il costo medio totale di breve periodo è superiore al prezzo (la qual cosa implica una perdita per l’impresa). Poiché il prezzo è superiore al costo medio variabile, è razionale per l’impresa dare luogo ad un livello di produzione non nullo.

Nella parte inferiore del grafico è illustrata una situazione nella quale il costo medio totale di breve periodo è inferiore al prezzo (la qual cosa implica profitti positivi per l’impresa).

Il prezzo di equilibrio di breve periodo è determinato dall’interazione tra la curva di offerta di breve periodo del settore e la curva di domanda di mercato.

L’impresa subisce perdite.

L'impresa subisce perdite.

L’impresa ottiene profitti positivi.

L'impresa ottiene profitti positivi.


In che senso può dirsi che un’impresa è in equilibrio di breve piuttosto che di lungo periodo?

Nel breve periodo l’impresa non può variare l’utilizzo di alcuni fattori della produzione (es: non può modificare gli impianti). Per il livello di prodotto che intende realizzare il costo medio è tipicamente più elevato rispetto a quello che essa sosterrebbe se avesse la possibilità di variare l’utilizzo di tutti i fattori.

Nella figura qui di fianco sono tracciate due curve del costo marginale e due curve di costo medio di breve periodo. Le curve di costo medio di breve periodo sono tracciate tenendo presente che alcuni fattori sono fissi. Si consideri ad esempio la CMT0BREVE e si parta dal punto in cui essa è tangente alla curva CMTLUNGO. Se l’impresa desidera produrre la quantità QE0, nel breve periodo non potrà far altro che muoversi lungo la curva CMT0BREVE sino al punto corrispondente alla quantità che desidera produrre.

Equilibrio di breve e di lungo periodo.

Equilibrio di breve e di lungo periodo.


Equilibrio di lungo periodo di un’impresa in concorrenza perfetta.

Nel lungo periodo l’impresa può adeguare tutti i fattori della produzione muovendosi lungo la CMTLUNGO e riducendo il costo medio al di sotto di quello di breve periodo.

Si tenga presente che l’impresa non può essere in equilibrio di lungo periodo per livelli di produzione minori di QE1. Per tali livelli di produzione il costo medio potrebbe essere infatti ridotto variando l’utilizzo di quei fattori che sono fissi nel breve periodo.

Un’impresa in concorrenza perfetta è in posizione di equilibrio di lungo periodo solo quando produce in corrispondenza del punto di minimo della sua curva di CMLP.

Equilibrio di breve e di lungo periodo.

Equilibrio di breve e di lungo periodo.


Equilibrio di lungo periodo di un’impresa in un mercato perfettamente concorrenziale

Le imprese del settore realizzano extra-profitti.
L’igresso di nuove imprese elimina i profitti.
In concorrenza perfetta le forze che concorrono a determinare l’equilibrio di lungo periodo del mercato sono generate dall’entrata e dall’uscita delle imprese del settore.

Se le imprese del settore realizzano extra-profitti (RT>CT, tenendo conto, nei costi, del costo-opportunità del capitale) nuove imprese entreranno nel mercato. Ciò spingerà verso destra la curva di offerta e il prezzo di mercato.

La figura in basso esemplifica, in modo forse impreciso (si evita di distinguere tra costo medio totale di breve e di lungo periodo) ma intuitivo, tale processo, che si esaurisce nel momento in cui gli extra-profitti delle imprese del settore sono erosi dalle forze della concorrenza e ciascuna impresa produce in corrispondenza del minimo della curva di costo medio (di lungo periodo).

Le imprese del settore realizzano extra-profitti.

Le imprese del settore realizzano extra-profitti.

L’ingresso di nuove imprese elimina i profitti.

L'ingresso di nuove imprese elimina i profitti.


La curva di offerta del settore nel lungo periodo

La curva di offerta di lungo periodo (OLP) di un settore perfettamente concorrenziale può essere orizzontale oppure avere pendenza positiva o negativa.

Se i prezzi dei fattori sono dati e non si modificano all’espandersi della domanda allora la OLP sarà orizzontale, come illustrato nella figura superiore(una variazione delle dimensione del settore lascia immutate le curve di costo di lungo periodo delle imprese).

Il caso rappresentato nella figura in basso è quello di un settore a costi crescenti: l’espansione della domanda in un settore produce un aumento del prezzo dei fattori di produzione di cui il settore si avvale, ciò implica un aumento dei costi delle imprese.

Condizione necessaria per un equilibrio di lungo periodo perfettamente concorrenziale è che siano sfruttate tutte le economie di scala interne alle imprese in corrispondenza di un livello di produzione, da parte di ciascuna impresa, trascurabile rispetto alle dimensioni del settore.

Settore a costi costanti.

Settore a costi costanti.

Settore a costi crescenti.

Settore a costi crescenti.


Efficienza allocativa della concorrenza perfetta

Un criterio largamente utilizzato dagli economisti per valutare l’efficienza di una data allocazione delle risorse consiste nel verificare se esistano ulteriori scambi in grado di migliorare il benessere di almeno un individuo senza peggiorare quello di qualcun altro (efficienza paretiana)

Si può dimostrare che un sistema economico in cui i mercati operano in regime di concorrenza perfetta, conduce ad un’allocazione efficiente delle risorse

In equilibrio concorrenziale è massimizzata la somma dei surplus dei consumatori (differenza tra disponibilità a pagare e prezzo) e dei produttori (differenza tra prezzo e costo totale variabile di produzione).

Il livello di produzione associato all’equilibrio concorrenziale è efficiente dal punto di vista dell’allocazione delle risorse.

Equilibrio di breve e di lungo periodo.

Equilibrio di breve e di lungo periodo.


I materiali di supporto della lezione

Una trattazione più approfondita del materiale discusso in queste slides è reperibile in Richard G. Lipsey e A. Chrystal, Economia, 2006, Zanichelli, capp. 1-2.

Una buona definizione di economia di mercato è reperibile on-line: Princeton

Su Adam Smith, si veda anche la voce disponibile su Treccani

La letteratura sul dilemma del prigioniero (e sui fallimenti di mercato) è sconfinata.

Si veda Treccani

DARP (questo articolo è più avanzato, ma ancora alla portata di studenti che seguono un corso base di economia)

Un'interessante prospettiva su sviluppo e fallimenti del mercato (dovuta al premio Nobel Joseph Stiglitz) è reperibile su JStore

Per una trattazione elementare del materiale esposto in questa lezione gli studenti possono utilmente consultare: N. Gregory Mankiv, Principi di Economia, 2007, Zanichelli, (Quarta ed.), cap. 4

Una trattazione più approfondita si trova in Richard G. Lipsey e A. Chrystal, Economia, 2006, Zanichelli, capp. 3.

Sul concetto di mercato e sulle determinanti dei prezzi è possibile consultare dall'enciclopedia Treccani le voci: Mercato e Prezzo

Molto istruttiva è la pagina curata dall'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT)

Per una trattazione elementare del materiale esposto in questa lezione gli studenti possono utilmente consultare: N. Gregory Mankiv, Principi di Economia, 2007, Zanichelli, (Quarta ed.), cap. 4

Una trattazione più approfondita si trova in Richard G. Lipsey e A. Chrystal, Economia, 2006, Zanichelli, capp. 3.

Sul concetto di mercato e sulle determinanti dei prezzi è possibile consultare la voce mercato e prezzo sull'Enciclopedia Treccani

Molto istruttiva è questa pagina curata dall'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT)

Una trattazione più approfondita si trova in Richard G. Lipsey e A. Chrystal, Economia, 2006, Zanichelli, cap 4.

Sul concetto di elasticità è possibile consultare la voce sull'Enciclopedia Treccani

Per una trattazione elementare del materiale esposto in questa lezione gli studenti possono utilmente consultare: N. Gregory Mankiv, Principi di Economia, 2007, Zanichelli, (Quarta ed.), cap. 4

Una trattazione più approfondita si trova in Richard G. Lipsey e A. Chrystal, Economia, 2006, Zanichelli, cap. 8

Sui costi, un'analisi maggiormente formalizzata e disponibile on-line è disponibile sul: Corso di Microeconomia - © Daniele Checchi

Sui costi di produzione molto istruttivo è questo videoreso disponibile dall'Università di Berkeley

Per una trattazione elementare del materiale esposto in questa lezione gli studenti possono utilmente consultare: N. Gregory Mankiv, Principi di Economia, 2007, Zanichelli, (Quarta ed.), cap.21

Una trattazione più approfondita si trova in Richard G. Lipsey e A. Chrystal, Economia, 2006, Zanichelli, capp. 6-7.

Si veda anche Consumer theory 2. Preferences and Utility function

Tra le risorse reperibili on-line, si veda anche la voce "Funzione d'utilità"su Treccani

Per una trattazione elementare del materiale esposto in questa lezione gli studenti possono utilmente consultare: N. Gregory Mankiv, Principi di Economia, 2007, Zanichelli, (Quarta ed.).

Una trattazione più approfondita si trova in Richard G. Lipsey e A. Chrystal, Economia, 2006, Zanichelli, capp. 7.

Molto utile questo video sull'Example Income and Subsitution Effects For Normal and Inferior Goods

Per una trattazione elementare del materiale esposto in questa lezione gli studenti possono utilmente consultare: N. Gregory Mankiv, Principi di Economia, 2007, Zanichelli, (Quarta ed.), cap.22

Molto interessante la lezione che Daniel Kahneman ha tenuto in occasione del conferimento del premio Nobel per l'economia l'8 dicembre 2002

Utili da visitare, anche per i materiali che si possono scaricare,i siti web di alcuni tra i più importanti economisti comportamentali: Ernst Fehr; Herbert Gintis; Robert Sugden

Per una trattazione elementare del materiale esposto in questa lezione gli studenti possono utilmente consultare: N. Gregory Mankiv, Principi di Economia, 2007, Zanichelli, (Quarta ed.), cap.14

Una trattazione più approfondita si trova in Richard G. Lipsey e A. Chrystal, Economia, 2006, Zanichelli, cap. 10.

Tra le risorse reperibili on-line, si veda anche la voce Concorrenza Perfetta disponibile sull'Enciclopedia Treccani

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