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Mauro Sciarelli » 1.La funzione imprenditoriale


Obiettivi e struttura del Corso

Introduzione al Corso
Il corso di Creazione dell’Impresa intende trasferire allo studente di un Corso di laurea magistrale di matrice economico-aziendale, una base di conoscenza sulla natura e sul processo di business creation.

In particolare, vengono affrontati i temi relativi agli strumenti finanziari e di supporto allo start-up e si analizza il processo di strutturazione del business plan con un dettaglio sulle sue diverse componenti di matrice strategica, organizzativa, commerciale ed economico-finanziaria.

Obiettivi e struttura del Corso (segue)

Struttura del Corso:

  • la funzione imprenditoriale
  • la formazione della nuova impresa
  • strumenti e strutture di supporto allo start-up
  • la costruzione del Business Plan

Obiettivi e struttura del Corso (segue)

Consigli per l’apprendimento:

  • studiare “criticamente”
  • esercitarsi sull’uso degli strumenti e delle tecniche, anche attraverso il materiale di supporto scaricabile gratuitamente dal sito del docente

L’esame

  • colloquio orale
  • lavori di gruppo (project work su business plan)

Obiettivi e struttura della lezione

Obiettivo della lezione: fornire una definizione di base del concetto di imprenditorialità , approfondendo gli elementi di base che caratterizzano la funzione imprenditoriale.

Struttura della lezione:

  • definizione di impresa (ripresa)
  • l’imprenditore (definizione)
  • l’imprenditore nelle teorie economiche e manageriali
  • le caratteristiche di base dell’imprenditore
  • il concetto di imprenditorialità

Il concetto di impresa (ripresa)

Cosa è un’impresa? Quali sono i requisiti e le caratteristiche peculiari che la differenziano da altri organismi?

L’impresa viene definita come: l’organizzazione economica che, mediante un complesso differenziato di risorse, svolge processi di acquisizione e di produzione di beni e servizi, da scambiare con entità esterne al fine di conseguire un reddito.

Gli elementi distintivi che emergono da questa definizione sono:

  • la presenza di un’organizzazione
  • lo svolgimento di processi di produzione economica
  • le relazioni di scambio con entità esterne
  • la finalità imprenditoriale del reddito

Impresa sistema (ripresa)

L’impresa è un sistema socio-tecnico aperto, ossia un complesso interrelato di parti interdipendenti, operante in stretto collegamento con altri sistemi, costituiti dall’ambiente esterno e dal contesto transazionale e competitivo.


Impresa sistema (ripresa)

Si caratterizza, quindi, per:

  • la molteplicità delle componenti
  • interrelazione delle parti rispetto all’obiettivo da raggiungere
  • il legame con il macro-ambiente
  • il dinamismo del suo funzionamento

L’imprenditore

Articolo 2082 del Codice Civile: l’imprenditore è chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.

Elementi di base:

  • esercizio non occasionale
  • attività economica
  • organizzazione dei fattori di produzione
  • fine della produzione o scambio
  • destinazione al mercato
  • non viene indicato lo scopo (non è essenziale alla definizione lo scopo di lucro)

L’imprenditore nelle teorie economiche e manageriali

Il concetto di imprenditore si è evoluto nelle teorie economiche a partire da quella cosiddetta “classica”.

  1. E’ il capitalista ossia chi possiede le risorse e svolge attività d’impresa (A. Smith, D. Ricardo)
  2. Svolge le peculiari funzioni di organizzazione, produzione, distribuzione e commercio, indipendentemente dalla proprietà dei fattori di produzione (R. Cantillon, 1755)
  3. E’ colui che preleva risorse da un’area poco produttiva ad un’altra di maggiore produttività e redditività (J.B. Say, 1800)

L’imprenditore nelle teorie economiche e manageriali (segue)

Teoria economica neoclassica

Il ruolo dell’imprenditore viene oscurato dai meccanismi di riequilibrio dei mercati che caratterizzano le teorie dell’equilibrio generale (L. Walras e A. Marshall).

In condizioni di concorrenza perfetta (omogeneità dei prodotti, trasparenza ed assenza di asimmetrie informative, numerosità di produttori e di consumatori), secondo queste teorie, il mercato stabilisce l’equilibrio tra domanda ed offerta. Il ruolo dell’imprenditore diviene quindi evanescente, in quanto non in grado di creare vantaggi di differenziazione sostenibili nel tempo.

L’imprenditore nelle teorie economiche e manageriali (segue)

Teorie sull’innovazione

  • L’ imprenditore affronta l’incertezza ed assume rischi, affrontando eventi in parte inattesi ed imprevedibili(Knight, 1921)
  • Schumpeter mette in discussione i meccanismi di equilibrio generale dei mercati, evidenziando il continuo cambiamento come conseguenza dell’innovazione continua operata dagli imprenditori attraverso un processo di distruzione creatrice. Con l’innovazione nascono nuove imprese, che si sostituiscono a quelle già esistenti

L’imprenditore nelle teorie economiche e manageriali (segue)

Teorie sull’imprenditorialità e managerialità (entrepreneurship)

  • Con le grandi corporations americane si compie il processo di separazione tra proprietà e governo e l’affermarsi del ruolo del management più che dell’imprenditore (Galbraith, 1921)
  • Il manager assume una funzione imprenditoriale, in quanto assume decisioni strategiche (H. Mintzberg)
  • Imprenditore scopre opportunità latenti, cogliendo i segnali anche deboli provenienti dl mercato (I. Kirzner)

L’imprenditore nelle teorie economiche e manageriali (segue)

Teorie sull’imprenditorialità e managerialità (entrepreneurship)

  • E’ colui che ha capacità organizzativa, nel seno che è in grado di coordinare le risorse interne e di acquisire le risorse esterne necessarie all’impresa (Stinchombe)
  • Chiunque sia dotato di capacità decisionale può diventare un imprenditore ed agire con spirito imprenditoriale, che è dunque un tratto del comportamento, più che un aspetto della personalità e si fonda su concetti e teorie, piuttosto che sull’intuito (P. Drucker, 1985)

L’imprenditorialità

Il concetto di imprenditorialità (entrepreneurship) è nella letteratura manageriale visto in due differenti prospettive:

  1. individuale, come qualità tipica dell’imprenditore
  2. organizzativa, come orientamento delle imprese, in quanto sistemi organizzati

L’imprenditorialità (segue)

L’imprenditorialità (entrepreneurship) nella prospettiva individuale è definita come:

  • il riconoscimento e lo sfruttamento di opportunità che portano alla creazione di un’impresa che cerchi di ottenere rendite imprenditoriali” (Alvarez, Busenitz, 2001)
  • la capacità e la volontà di un individuo di, sia isolatamente che tramite un’organizzazione:
    • percepire e creare nuove opportunità
    • introdurre le loro idee nel mercato, nonostante l’incertezza e altri ostacoli, facendo scelte sul luogo la forma e l’uso delle risorse e delle istituzioni; e competere con gli altri per una quota di mercato (Wennekers and Thurik, 1999)

L’imprenditorialità

L’imprenditorialità (entrepreneurship) nella prospettiva organizzativa è definita come:

la qualità dell’impresa che si estrinseca nella continua ricerca di opportunità atte a valorizzare e sviluppare le competenze disponibili e nel continuo sviluppo di risorse e conoscenze atte a mantenere una superiore capacità di servire economicamente il cliente (Coda, 1988).

I materiali di supporto della lezione

S. Sciarelli, Elementi di Economia e gestione delle imprese, Cedam, 2009.

R. Parente, Creazione e sviluppo dell'impresa innovativa, Giappichelli, 2004, cap.1.

M. Sorrentino, Le nuove imprese, Cedam, 2003.

C. Buttà, Elementi per una concettualizzazione del processo genetico di nuove imprese, in Sinergie n.61-62, 2003.

C. Parolini, Diventare imprenditori, ed. Il sole 24 ore, 2006.

P. Drucker, Innovazione e imprenditorialità, Etas, 1985.

V. Coda, L'orientamento strategico dell'impresa, Utet, 1988.

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