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Rosanna De Rosa » 10.Il concetto di opinione pubblica: la questione definitoria


Opinione Pubblica: etimologia del concetto

  • Il concetto di Opinione pubblica è definibile, in primo luogo, attraverso l’etimologia dei termini che lo compongono.

L’«Opinone» è doxa, contrapposta ad episteme. In quanto tale, quindi, non è sapere o scienza. Inoltre, l’opinione è detta «Pubblica» non solo perché è collocata nel pubblico ed «è del pubblico, ma anche perché investe oggetti o materie che sono di natura pubblica: l’interesse generale, il bene comune, in sostanza, la res publica» (Sartori)

  • Nella presentazione si procede a chiarire ulteriormente i concetti di opinione e di pubblico per fare riferimento poi al concetto di opinione pubblica, ai suoi fondamenti storico-concettuali e alle tappe principali dell’analisi normativa ed empirica.

Opinione

Una modalità per chiarire il significato di opinione è quello di distinguerlo da quello di atteggiamento:

Opinione vs Atteggiamento

  • Osservabili risposte verbali vs Inclinazione psicologica

Le opinioni sono indicatori manifesti degli atteggiamenti (Thurstone 1928)

  • Conoscenza più razionale vs Emozione meno razionale

La formazione dell’opinione è basata sul discorso razionale (eredità illuminista)

  • Riguardante un problema specifico vs Orientamento complessivo

Opinioni come adattamento degli atteggiamenti a problemi specifici (Wiebe 1953)

Pubblico

«Pubblico» si definisce in opposizione a folla:

  • Folla: Le Bon (1895) propone una legge sull’unità mentale delle folle secondo la quale si indicano come cause del comportamento della folla l’anonimato, il meccanismo di contagio, la sparizione della personalità cosciente.
  • Pubblico: Park (1972) distingue il pubblico dalla folla, in quanto orientato alla soluzione dei problemi e fondato sul discorso razionale, sottolineando la distanza dalla natura emozionale della folla. In Blumer (1946) «il termine pubblico è utilizzato per riferirsi a un gruppo di persone
    • (a) che si confrontano su un problema,
    • (b) che hanno concezioni differenti su come affrontarlo
    • (c) che si impegnano a discutere il problema»

Emergenza del concetto

Prima del 1789 non si parla di opinone pubblica. La Rivoluzione Francese costituisce la fondazione politica del concetto quando viene sancita la sovranità del popolo. Il concetto di Opinione Pubblica, dunque, si distingue da concetti quali vox populi (tardo impero romano), consensus (alto medievo), pubblica voce e pubblica fama (Machiavelli), legge di opinione e di reputazione (Locke), volontà generale (Rousseau).

Tutti questi concetti sono generali e identificano qualcosa che non si presta ad essere contabilizzato, mentre la definizione attuale di ‘opinione pubblica’ presuppone il conteggio (sondaggio), quindi una valutazione statistica.

Se la volontà generale è un’energia attivante, che si colloca nell’ambito di piccole democrazie dirette, l’opinione pubblica è piuttosto uno ’stato mentale’ che governa nelle grandi democrazie rappresentative. Ne deriva che la prima associazione del concetto è di tipo politico.

Opinione Pubblica: fondamenti costitutivi

Si può, dunque, definire l’Opinione Pubblica come:

«un pubblico o una molteplicità di pubblici i cui STATI MENTALI DIFFUSI interagiscono con flussi di informazione sullo stato della cosa pubblica» (Sartori).

La definizione identifica 5 componenti: 1. il pubblico; 2. gli stati mentali (le opinioni); 3. la diffusione (aspetto collettivo); 4. i flussi di informazione; 5. le questioni pubbliche (collettivamente riconosciute come tali). Perché tali componenti si realizzino, storicamente devono darsi le condizioni che si indicano di seguito come fondamenti costitutivi dell’opinione pubblica:

  1. L’idea di democrazia
  2. L’individualismo
  3. L’emergere di una sfera pubblica
  4. Lo sviluppo dei mass media

1. L’idea di democrazia

L’Opinione Pubblica ha un imprescindibile legame con la democrazia in quanto questa si fonda sulla sovranità del popolo. L’Opinione Pubblica si configura quindi come “il contenuto” del popolo sovrano.

Democrazia è governo d’opinione e governo consentito: ne deriva che opinione pubblica e consenso finiscono con il coincidere. Esistono delle condizioni perchè l’Opinione Pubblica sia considerata tale. Esse sono riassumibili nei seguenti principi: libertà di pensiero, libertà di associazione, libertà di espressione.

L’esistenza di queste libertà politiche e civili rende possibile la distinzione fra opinione del pubblico ed opinione nel pubblico. Il confine fra i due concetti si trova sul continuum fra AUTONOMIA ed ETERONOMIA dell’opinione pubblica

La qualità dell’opinione pubblica

La qualità dell'opinione pubblica


1.L’idea di ideologia

Sartori distingue fra opinione pubblica al negativo (legata cioè ai valori dei gruppi di riferimento e quindi identificabile come opinione nel pubblico) e opinione pubblica al positivo (che si forma cioè su base informativa, o opinione del pubblico).

In relazione al grado di adesione ideologica, si distinguono anche due forme di partecipazione elettorale diverse. Il comportamento di voto si può distinguere infatti in “identificato” o “non identificato” in ragione del fatto che sia motivato da una condivisione ideologica di partito o sia ispirato dal contesto pragmatico (issue voters).

La qualità dell’opinione pubblica

La qualità dell'opinione pubblica


2. L’individualismo e l’importanza della soggettività come motore dell’agire sociale

«La soggettività/interiorità è uno dei fondamenti dell’emergere della sfera pubblica, sia perché è qui che i privati (borghesi) sviluppano la loro ‘autocomprensione’ e la loro umanità, che poi porteranno nel confronto discorsivo della sfera pubblica, sia perché rappresenta il nucleo stesso della nuova cultura borghese» (Grossi).

È dall’inizio degli anni ‘30 che l’opinione pubblica non viene più considerata come fenomeno collettivo ma in un’ottica preferibilmente individualistica. Questo cambiamento concettuale è stato sostenuto dai progressi di ordine statistico-metodologico avvenuti nell’ambito del marketing e della public opinion research.

3. L’emergere di una sfera pubblica

Alla fine del XVII sec. e all’inizio del XVIII sec. si diffondono nuove istituzioni sociali: i caffè in Inghilterra, i salotti a Parigi e le società conviviali in Germania. Luoghi di riunione dove «l’autorità dell’argomento soppiantava l’autorità del titolo», dove il libero scambio di informazioni e la libertà di critica e ragionamento diventano gli strumenti di un’autoaffermazione pubblica nelle questioni politiche.

La sfera pubblica borghese è quel nuovo ambito della vita sociale costituito da «privati riuniti come pubblico» e l’opinione pubblica diventa:

«l’opinione di tutti i privati cittadini che fanno uso pubblico della ragione, in luoghi pubblici, attraverso supporti accessibili pubblicamente e che discutono in quanto uomini secondo un’ottica universalistica» (Habermas).

4. Lo sviluppo dei mass media

Lo sviluppo dei media consente lo sviluppo di nuove forme di interazione, non più legate alla compresenza in uno stesso luogo, creando la possibilità per una generalizzazione della sfera pubblica e la creazione di una “pubblicità mediata”. Con lo sviluppo e la diffusione dei media si afferma ciò che è comunemente conosciuta come sfera pubblica mediatizzata.

I media realizzano tre finalità:

  1. attrazione dell’attenzione su temi, eventi e persone (formazione dell’opinione ed effetto d’agenda);
  2. veicolazione dell’opinione (media come sondeur d’opinion);
  3. rifrazione (indicando l’alterazione che i media producono della realtà sociale).

Sviluppi della teoria dell’opinione pubblica

E’ con il Novecento, quindi, che l’opinione pubblica si trasforma in fenomeno sociale concreto e scientificamente interessante. L’analisi dell’opinione è distinta da Lazarsfeld in una tradizione classica, di tipo speculativo, e una tradizione contemporanea, caratterizzata da un approccio empirico. Crespi introduce un piano di merito distinguendo tra approcci “élitisti” e “populisti”. Partizione che Deveraux specifica distinguendo tre scuole di pensiero: i pessimisti, per i quali il coinvolgimento dei cittadini è non desiderabile e non necessario; i pragmatici, per cui questo è non auspicabile ma necessario; e gli ottimisti, per cui è, invece, desiderabile e necessario alla democrazia.

Tra i numerosi contributi allo sviluppo della teoria dell’opinione pubblica se ne ricordano di seguito alcuni di particolare rilevanza.

Walter Lippmann

Lippmann individua nello stereotipo la base cognitiva attraverso cui l’individuo interpreta la realtà, che non è più quella familiare e condivisa, ma uno pseudo-ambiente creato dalla propaganda, dalla stampa, dagli interessi individuali.

L’opinione pubblica appare più come vittima che come protagonista del processo democratico (punto di vista ripreso con successo da Manin nel 1995 nella sua definizione della democrazia del pubblico). L’opinione pubblica diventa così un “fantasma” che si aggira per le società democratiche.

Ma il suo non è un totale pessimismo. Conclude infatti con la proposta di ridefinizione del rapporto tra cittadini e governo attraverso la mediazione di un public éclaré.

Lippmann W., Public Opinion (1921); tr. it., Opinione pubblica, Edizioni di Comunità, Milano 1965 e Donzelli, Roma 1995.

Walter Lippmann

Walter Lippmann


Niklas Luhmann

Luhman propone un approccio struttural- funzionalista, secondo il quale l’opinione pubblica cessa di svolgere il ruolo di controllo critico dell’azione del governo, per diventare la “struttura tematica” delle decisioni normative e politiche. Viene intesa come strumento o procedura che mira a «ridurre le molteplicità soggettive di ciò che è giuridicamente e politicamente possibile», ovvero come strumento per la riduzione della complessità.

In Luhman è il TEMA a determinare l’OPINIONE, precisando che «i temi non servono direttamente a determinare il contenuto delle opinioni ma, in primo luogo, e soprattutto, a catturare l’attenzione». In tal senso, l’opinione pubblica diventa effetto d’agenda, grazie ai processi comunicativi che catturano l’attenzione del pubblico su particolari issues.

Luhmann N., L’opinione pubblica, in ID., Stato di diritto e sistema sociale, Guida, Napoli 1978.

Niklas Luhmann

Niklas Luhmann


Jurgen Habermas

In Habermas emerge un concetto di opinione pubblica come «pubblica argomentazione razionale» (e, nell’evoluzione moderna, come «pubblicità critica»), contrapposta alle due forme di pseudo-opinione pubblica:

  1. Le opinioni non-pubbliche (prodotte in contesti non pubblici, come i sondaggi).
  2. Opinioni quasi-pubbliche (delle élites politiche e intellettuali presentate pubblicamente dai media).

Il profilo critico ed emancipativo dell’opinione pubblica entra in crisi quando nuove forme di produzione dell’opinione si vanno a sostituire alla formation of opinion by discussion. In questo si realizza il passaggio da un pubblico culturalmente critico ad un consumatore di cultura.

Habermas J., Storia e critica dell’opinione pubblica, Laterza, Bari 1971.

Jurgen Habermas

Jurgen Habermas


Elisabeth Noelle-Neumann

E. Noelle-Neumann, ne “La spirale del silenzio”, allude ad un ruolo non emancipativo dell’opinione pubblica, ma piuttosto di agente di conformismo e controllo sociale.

L’opinione pubblica – rilevata attraverso i sondaggi – diventa un «evento socio-psicologico che si basa sulla paura di isolamento». Il singolo tenderebbe ad adeguarsi a quello che è definito «clima d’opinione», in cui l’individuo è immerso e di cui percepisce i tratti dominanti.

Nella realtà contemporanea tale concetto deve essere inevitabilmente definito con tratti di maggiore complessità. Da ciò propone l’ipotesi dell’esistenza di un «clima d’opinione duale», ovvero, un doppio livello di percezione del clima d’opinione: «una personale attraverso osservazioni di prima mano, ed una attraverso gli occhi della televisione».

Noelle-Neumann E., The Spiral of Silence: A Theory of Public Opinion, “Journal of Communication”, 24 (1974)

E. Noelle-Neuman

E. Noelle-Neuman


Pierre Bourdieu

La critica di Bourdieu si fonda sull’idea che oggi l’Opinione Pubblica non sia altro che Opinione Sondata, ovvero quella somma di opinioni individuali che è il risultato dei sondaggi d’opinione. In quanto tale l’opinione pubblica non esiste, ma è un artificio creato da coloro che vogliono rilevare l’opinione.

La natura artificiale dell’opinione pubblica risiede nel fatto che il sondaggio come tecnica presuppone:

  1. che tutti i soggetti abbiano un’opinione sull’argomento indagato;
  2. che tutte le opinioni da un punto di vista sociale si equivalgano;
  3. che l’emergenza di una issue sia sentita da tutti con la stessa forza nello stesso momento (quindi la contemporanea centralità di una issue per tutti gli individui).

A questo si aggiungano tre problemi principali: la formulazione delle domande (passibili di interpretazione); l’imposizione della problematica e le non risposte.

Bourdieu P., L’opinion publique n’existe pas, in Id., Questions de sociologie, Les Editions des Minuit, Paris 1984.

Irving Crespi

Crespi non intende l’opinione pubblica né come un’entità collettiva superiore, né come il prodotto di un controllo sociale da parte di una élite. Piuttosto, l’opinione pubblica è un processo: transattivo (transizione tra individui e ambiente) comunicativo (tra individui e collettività) e legittimante (della forza collettiva emergente).

Vi sono due modi di intendere la legittimazione espressa dall’opinione pubblica: l’ipotesi élitista, che assegna all’opinione pubblica un ruolo passivo e quindi una legittimazione ex post; e l’ipotesi populista, che invece si fonda sull’ipotesi di una partecipazione reale e attiva e quindi una legittimazione ex ante.

Irving Crespi, The public Opinion Process, Lawrence Erlbaum Associates (1997)

L’analisi dell’Opinione Pubblica

Sono diversi gli strumenti che consentono di rilevare l’OP:

Analisi Qualitative

  • Hanno l’obiettivo di esplorare un fenomeno, indagare le opinioni nelle sue componenti meno evidenti
  • Sono realizzate sulla base di campioni di ridotte dimensioni, statisticamente non significativi
  • Le tecniche di rilevazione utilizzate sono le interviste in profondità e i focus group

Analisi Quantitative

  • Hanno come obiettivo la misurazione di un fenomeno e l’individuazione di relazioni di causa-effetto tra variabili
  • Sono realizzate sulla base di campioni di grandi dimensioni, statisticamente significativi
  • La tecnica di rilevazione è il questionario, con domande strutturate o semi-strutturate

La modalità di rilevazione dell’opinione pubblica che ha avuto maggior successo e diffusione è quella dei sondaggi (Si veda: Paolo Natale, Il Sondaggio).

I Sondaggi

Definizione

I sondaggi sono uno strumento d’analisi la cui finalità è espressa dal termine da cui è definito, che deriva da sondare, o sonda, indicando l’azione o lo strumento usato per indagare ciò che non è visibile sulla superficie di terra o acqua. Allo stesso modo il sondaggio cerca di rilevare atteggiamenti e opinioni.

Fasi della ricerca

Si possono identificare alcune fasi che scandiscono una ricerca, che intenda indagare lo stato dell’opinione pubblica:

  1. Definizione dell’obiettivo della ricerca e del livello di generalizzazione dei risultati.
  2. Analisi preliminare del tema oggetto di studio.
  3. Definizione delle modalità della rilevazione.
  4. Predisposizione del set di domande.
  5. Raccolta delle informazioni e controllo delle sostituzioni.
  6. Registrazione, elaborazione e analisi dei risultati.

I questionari

In generale, le domande nei questionari si possono distinguere in: domande struttura, contesto e obiettivo.

Queste ultime sono finalizzate a rispondere ad alcune questioni di base relative all’opinione:

  • Relativamente a cosa? (qual è la issue in questione)
  • Quali scelte? (ovvero, quali sono le preferenze sul più generale corso d’azione)
  • È ben ponderata? (ovvero, livello di supporto informativo e autovalutazione)
  • Quanto è organizzata? (si rilevano strutture di opinione?)
  • Quanto è forte? (sulla base di 4 criteri: intensità, rilevanza, importanza, certezza)
  • Condurrà ad un’azione?
  • Come si ricollega ad altri individui?

I materiali di supporto della lezione

Sartori G., Elementi di teoria politica, Bologna, Il Mulino, 1995

Price V., Opinione Pubblica, Bologna, Il Mulino, 2004

Grossi, L'opinione pubblica, Laterza, Bari, 2004

Crespi, The public opinion process: how the people speak, New York, Russell Sage, 1997

Bollettino telematico di Filosofia Politica

Bourdieu P., L'opinion publique n'existe pas, in Id., Questions de sociologie, Les Editions des Minuit, Paris 1984

Habermas J., Storia e critica dell'opinione pubblica, Laterza, Bari 1971

Irving Crespi, The public Opinion Process, Lawrence Erlbaum Associates (1997)

Lippmann W., Public Opinion (1921)

Luhmann N., L'opinione pubblica, in ID., Stato di diritto e sistema sociale, Guida, Napoli 1978

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