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Marisa Squillante » 4.Evoluzione della satira: da Persio a Giovenale


Satira di Orazio

Orazio = callida iunctura, equilibrio ars-ingenium, uso del dialogo, serena narrazione, equilibrio strutturale del componimento.

Persio = acris iunctura, prevalere dell’ingenium, uso della metafora stridente, attenzione alle cose e al particolare minuto, attacchi violenti, dialogo fittizio con scarsa delineazione dell’interlocutore, quasi tormentato monologo.

Metafora

Cicerone de oratore III 157-166 e Quintiliano VIII 6, 4-18 = metafora funzionale alla chiarezza al testo.

Retorica I sec. d.C.: metafora come strumento di accentuazione delle possibilità espressive dell’artista.

Metafora persiana

Uso arduo e tortuoso, ipertrofia dell’immaginazione, accentuazione del processo di straniamento.

Sistema di metafore: metafora chiave dell’intero componimento accompagnata da metafore secondarie.

Esemplificazione: satira I.

Metafora principale: effeminatezza e degrado animalesco = poesia contemporanea.

Metafore secondarie

vv. 53 … calidum scis ponere sumen (parte inferiore addome scrofa) collegata a pinguis aqualiculus protenso sesquipede extet (v. 57), grottesco ritratto del ghiottone.

vv. 103-105 le immagini della virilità (testiculi-vena) si disciolgono e si sfibrano nell’acqua e nei liquidi che affollano i versi (saliva-labris-udo).

Polemica letteraria e metafore sessuali

Immagini grottesche, effeminatezza dei modi, giustapposizione di descrizioni contrastive = denunzia della degradazione della poesia contemporanea.

  • Esempio di Herabsetzung (degradazione a fini parodistici): sat. I 15-21.
  • Lessico fisico: patranti-fractus-ocello-trepidare-Titos-lumbum-intrant-scalpuntur intima.

Estetica dell’osceno

Eccessiva propensione all’erotismo frutto della tendenza di Persio alla malinconia.

La malinconia snerva debilita toglie forze = abuso dell’immagine dell’effeminatezza nelle satire persiane.

Atto sessuale disegnato senza implicazioni psicologiche ma come accumulazione di particolari sordidi e grotteschi.

Esemplificazione di uso di linguaggio allusivo alla sfera sessuale

  • I 18 patranti fractus ocello = occhi illanguiditi dal continuo esercizio amatorio;
  • I 20-21 ingentis trepidare Titos, cum carmina lumbum/intrant, et tremulo scalpuntur ubi intima versu = Romani definiti con il prestigioso prenome Titi che però ha anche un’accezione oscena (sch. ad loc. a membri virilis magnitudine dicti Titi) disegnati in un’azione degna di un atto amatorio e non di una recitazione di versi;
  • I 23 cute perditus = vecchio raggrinzito;
  • I 56 calvus = uomo incontinente e libidinoso.

Malinconia e corporeità

Difficoltà a concepire l’incorporeità propria del malinconico = ricorso all’osceno e sovrabbondanza della metonimia.

Esempi di metonimia:

  • i 35 eliquo = “filtro il vino” con complemento oggetto i titoli di due poemi coevi;
  • i 80 sartago loquendi dove sartago “fritto misto” si connette all’idea dell’uso di vari registri linguistici;
  • i 127 crepidas = le calzature greche simbolo della cultura greca in generale;
  • i 49 excutere “far uscire un oggetto da un recipiente” usato come equivalente di “formulare un apprezzamento estetico”.

Realismo retorico di Giovenale

Impossibilità di proporre la satira come rimedio all’immoralità = ricorso all’indignatio (I 79 si natura negat, facit indignatio versum).

Denunzia dei vizi della società romana = astio di un esponente del ceto medio italico.

Rifiuto della morale consolatoria e uso dei toni aggressivi.

Indignatio unica reazione alla negatività della vita

A disegnare la pochezza della vita umana basta l’esclamazione, dall’andamento proverbiale di X 172-173, … mors sola fatetur/quantula sint hominum corpuscula, dove la grandezza dell’uomo (homo) è schiacciata tra i due diminutivi.

Realismo e grottesco

Continue descrizioni parodistiche giocate sul grottesco dell’aspetto fisico: 6, 144-45
tres rugae subeant et se cutis arida laxet, / fiant obscuri dentes oculique minores; 461-63 interea foeda aspectu ridendaque multo/ pane tumet facies aut pinguia Poppaeana/ spirat et hinc miseri viscantur labra mariti.

L’avarizia – Peter Bruegel il Vecchio 1556-1557


Grottesco morale

Splendido ritratto di Messalina (VI 127ss.) dove la dignità principesca è contaminata dall’abiezione dell’agire e dal degrado dell’ambiente circostante:

mox lenone suas iam dimittente puellas/tristis abit, et quod potuit tamen ultima cellam/clausit, adhuc ardens rigidae tentigine volvae, /et lassata viris necdum satiata recessit, /obscurisque genis turpis fumoque lucernae/foeda lupanaris tulit ad pulvinar odorem.

Messalina

Messalina – Musei Capitolini.

Messalina - Musei Capitolini.


Grottesco morale (segue)

Sat. X 147-167 denunzia dell’avidità umana attraverso l’esempio della rovina di Annibale, condottiero dall’eccessiva ambizione.

Annibale è sì in groppa a un grandioso elefante ma è “guercio”, luscus, piccolo tocco fisico che rende grottesca tutta l’impresa.

Non si può affidare il comando del mondo ad un guercio.

Lingua

  • Uso di vocaboli nuovi hapax legomena.
  • Mescolanza di registri secondo la prassi satirica.
  • Uso del diminutivo a fini ironici.
  • Ricorso ai proverbi: quid enim salvis infamia nummis? (1,48). probitas laudatur et alget (1,74). quis custodiet custodes? (6,347). sit pro ratione voluntas (6,223). propter vitam vivendi perdere causas (8,84). panem et circenses (10,81). mens sana in corpore sano (10,356). unde habeas quaerit nemo, sed oportet habere (14, 207).

I materiali di supporto della lezione

Sat. 1

Tavola cronologica

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