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Marisa Squillante » 12.La storiografia tragica di Tacito


La storiografia tragica di Tacito

  • Storico senatore.
  • Con esperienza politica e militare.
  • Lunga militanza negli uffici pubblici.

Partecipazione attiva a momenti cruciali della vita politica: presenza nel consilium principis che stabilì l’adozione di Traiano da parte di Nerva.

Agricola

Genere biografia con un interesse allargato di tipo storiografico legato alle vicende della conquista della Britannia.

Denuncia della tirannia romana (discorso di Calgaco c. 31).

Colores retorici e patetici ma denuncia reale del malcostume governativo.

Denuncia attraverso le parole dei vinti.

Il protagonista

Descrizione operata secondo schemi topici di idealizzazione del condottiero.

Accettazione virile della morte del figlio (c. 29).

Rispetto dell’onestà anche sotto il governo di Domiziano.

Posizione equilibrata dell’uomo tra deforme obsequium e abrupta contumacia.

Historiae

Nel sec.IV Historiae e Annales costituivano un unico corpus in cui gli Annales, composti da Tacito sul finire della sua vita precedevano le Historiae.

Progetto: narrazione eventi dal 69 al 96, anno della morte di Domiziano; parte rimasta: anni 69-70.

La ribellione batavica è trattata a mo’ di monografia.

Denuncia anche in quest’opera del malgoverno da parte degli amministratori imperiali.

Interesse per i popoli ribelli.

Osservazioni indirette dell’autore.

Totale omissione del meraviglioso.

Ricorso continuo ai discorsi per perseguire la drammatizzazione.

Uso dell’oratio obliqua (v. discorso di Civile nel l. IV).

Drammatica visione del problema dei rapporti di Roma con i popoli del Nord, visione attinta all’esperienza vissuta e non ai fontes.

Annales

All’epoca degli Annales il pessimismo è relativo ai rapporti tra gli intellettuali e il potere, il princeps e il senato.

Richiamo allusivo a Livio nel titolo Ab excessu divi Augusti.

Il principato è una triste necessità di cui lo storico disegna anche le ombre più tetre.

Messa in scena drammatica dei personaggi.

Importanza dell’individuazione di una parte sana degli amministratori.

Uso del ritratto come nelle Historiae.

Ritratto di preferenza morale, a volte paradossale, ricco cioè di contraddizioni.

Riflessioni sui limiti dell’imperialismo romano attraverso la voce dei vinti.

Visione della romanità in Tacito

Roma patria di tutti

I popoli non sono servi ma son legati da un patto di reciproco sostegno.

Potere di Roma

Il potere di Roma, nonostante alcuni obiettivi limiti, dovuti al degenerato comportamento dei suoi amministratori, costituisce un baluardo per tutti i popoli dell’impero.

Pace universale

Solo l’amore per Roma permette la pace universale (Hist. IV 74, 4 Proinde pacem et urbem, quam victi victoresque eodem iure obtinemus, amate colite…).

Idea di Roma e del suo potere

Non si può risolvere il problema germanico con la forza.

Tacito ha una visione ottimistica del futuro espansionismo romano in oriente.

Lingua e stile

  • Diversificazione dalle Historiae per la tendenza allo straniamento.
  • Linguaggio arcaico, solenne, inusitato.
  • Metafore.
  • Personificazioni.
  • uso dei colores retorici.

Fontes

  • Lettura degli atti ufficiali (Acta senatus e acta diurna populi Romani).
  • Impossibile stabilire i rapporti avuti con i Bella Germaniae di Plinio il Vecchio.
  • Libri a fine Aufidii Bassi di cui, però, non condivide l’ideologia trionfalistica e positiva.
  • Tucidide per i modi in cui motiva le cause della forza di Roma e le future situazioni difficili e nell’uso di alcune tecniche retoriche come i discorsi antitetici.

Sallustio e Livio

  • Sallustio: per tematiche e linguaggio.
  • Livio: suggestioni narrative.

I materiali di supporto della lezione

Tavola cronologica

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