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Maria Elisabetta de Franciscis » 5.Dal Congresso Continentale alla Dichiarazione d'Indipendenza


Lo scontro con l’Inghilterra

Nel corso degli anni ‘60, i coloni avevano fatto della tradizione costituzionale inglese la loro bandiera nel tentativo di impedire che il governo londinese potesse usurpare i diritti già considerati parte dell’eredità costituzionale inglese.

Essi, infatti, facendo leva su quella tradizione, denunciavano la carenza di rappresentanza presso il Parlamento di Westminster invocando il principio “no taxation without rapresentation” sancito dalla Magna Charta nel 1215, richiedevano la garanzia e la difesa delle libertà individuali sancite nell’Habeas Corpus del 1679 e, soprattutto, affermavano il principio della sovranità popolare.

I coloni erano inglesi nati liberi e non disposti ad accettare uno status inferiore e, quando fu palese che Londra li considerava mere appendici dell’Impero, i coloni iniziarono a mettere in forse la propria identità nazionale.

Fonte: DC Vote

Fonte: DC Vote


Il primo Congresso Continentale

Il 5 settembre del 1774, 55 delegati eletti da 12 colonie si incontrarono al Congresso Continentale di Philadelphia cercando una risposta adeguata alle leggi “Coercitive” senza scatenare una guerra con l’Inghilterra.

La proposta principale, presentata dai delegati della Pennsylvania, prevedeva l’istituzione di un Parlamento americano con la stessa sovranità e le competenze di quello britannico ma che disponesse di un potere di veto su tutte le questioni attinenti l’America.

Il progetto fu bocciato in quanto il Congresso decise di appoggiare una risoluzione dell’assemblea di Boston (che si era spostata nell’aula magna della Harvard University) che, oltre a denunciare l’incostituzionalità delle leggi “Coercitive”, promuoveva l’autodeterminazione del Massachusetts.

Video: La capitale della nuova nazione

Independence Hall sede delle riunioni del Congresso Continentale. Fonte: Global Mountain Summit

Independence Hall sede delle riunioni del Congresso Continentale. Fonte: Global Mountain Summit


Il primo Congresso Continentale

Un’altra importante proposta, presentata da Adams, Jefferson e Wilson, prevedeva l’acquisizione per le colonie dello status di dominio e una riorganizzazione politica e amministrativa che anticipava il modello del Commonwealth britannico.

All’Inghilterra sarebbe rimasta la competenza in materia di politica estera, bellica e in materia di commercio mentre le colonie avrebbero avuto competenza esclusiva e assoluta in tutte le altre materie.

La proposta non fu accolta, in quanto ritenuta troppo radicale, neanche qualche anno più tardi quando sarebbe stato il governo britannico a proporre questa soluzione.

Il Jefferson Memorial di Washington. Fonte: Thomas Jefferson Memorial

Il Jefferson Memorial di Washington. Fonte: Thomas Jefferson Memorial


Il primo Congresso Continentale

Nonostante rappresentasse una forma ancora embrionale di assemblea rappresentativa, prima di sospendere i lavori, il Congresso produsse una serie di atti legislativi tra cui:

  • una dichiarazione di diritti secondo la quale gli americani dovevano ottenere il riconoscimento di tutte le libertà accordate ai cittadini inglesi
  • una legge che vietava l’importazione
  • una legge che vietava l’esportazione e la consumazione di prodotti britannici se le leggi “Coercitive” non fossero state revocate entro la fine del 1774
Il Congresso Continentale. Fonte: Wikipedia

Il Congresso Continentale. Fonte: Wikipedia


Lo scontro armato

Nel marzo del 1775, a seguito dell’emanazione di un atto che vietava alle colonie del New England il commercio del tè con altri Paesi diversi da Gran Bretagna o Irlanda si ebbero i primi scontri armati a Lexington, dove i coloni bloccarono per protesta la strada verso Concord sede del congresso provinciale.

Video: Ricostruzione della battaglia di Lexington

Video: Ricostruzione battaglia Yorktown

Lexington: Minutemen. Fonte: Britannica

Lexington: Minutemen. Fonte: Britannica


Il secondo Congresso Continentale

Il 10 maggio 1775, sempre a Philadelphia, si riunì un Secondo Congresso Continentale. I provvedimenti più significativi adottati dal nuovo congresso furono:

  • l’istituzione di un esercito e di una marina provinciale e la nomina di ambasciatori da inviare in Europa
  • l’istituzione di tre dipartimenti per le popolazione autoctone, con competenza di negoziare trattati con gli indiani
  • l’approvazione di una mozione a sostegno della milizia volontaria detta “Esercito delle Colonie Unite” impegnata a Boston e comandata da George Washington
Liberty Bell. Fonte: The Liberty Bell

Liberty Bell. Fonte: The Liberty Bell


L’Olive Branch Petition

Ciò nonostante, il desiderio dei coloni era ancora quello di ricomporre la frattura con l’Inghilterra e, nello stesso tempo, evitare che il Parlamento emanasse altre leggi incostituzionali.
Tuttavia, gli sforzi dei delegati di ristabilire rapporti amicali non ebbero successo.

Nel luglio del 1775, “l’Olive Branch Petition”, infatti, rappresentò l’ultimo tentativo di riconciliazione ma, in risposta alla richiesta di pace, Giorgio III dichiarò le colonie ribelli e chiese alla Camera dei Comuni di autorizzare le misure necessarie a sedare la ribellione e punire i traditori.

A ciò seguì l’isolamento diplomatico e commerciale e l’invio di altri 12.000 soldati per far fronte all’emergenza.

King George III. Fonte: Wikipedia

King George III. Fonte: Wikipedia


La Dichiarazione d’Indipendenza

Nel maggio del 1776, il Congresso raccomandò di costituire governi «sotto l’autorità del popolo delle colonie per preservare la pace interna, la virtù e l’ordine, come anche per difendere le vite, la libertà e le proprietà contro l’invasione e le crudeli depredazioni dei loro nemici».

Una commissione di cinque delegati, tra i quali Thomas Jefferson e Benjamin Franklin, fu incaricata di redigere una dichiarazione d’indipendenza che avrebbe formalizzato quel principio di sovranità popolare che, in pratica, esisteva da circa due anni.

I lavori del Congresso Continentale. Fonte: Copy Right Free

I lavori del Congresso Continentale. Fonte: Copy Right Free


La Dichiarazione d’Indipendenza (segue)

Il 4 luglio 1776, con risoluzione fu approvata la Dichiarazione d’Indipendenza.

Il documento, considerato l’anticipazione di quei “Cahier de Doleance” che avrebbero caratterizzato la rivoluzione francese, si fonda sui principi della sovranità popolare e della natura consensuale del governo ma, oltre a trasformare il popolo americano in comunità politica, essa afferma:

«Noi riteniamo che tutti gli uomini sono creati uguali e che sono dotati dal loro creatore di certi inalienabili diritti fra i quali quelli alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità…»

La Dichiarazione d’Indipendenza. Fonte: Sonofthesouth

La Dichiarazione d'Indipendenza. Fonte: Sonofthesouth


Verso la Costituzione Federale

La Dichiarazione consentì alle colonie secessioniste di trasformarsi in veri e propri Stati dotati ognuno di una propria costituzione formale riconosciuta dal popolo su cui fondare la legittimità del proprio potere.

Il Connecticut e il Rhode Island, invece, conservarono le Charter originali derivate dal Mayflower Compact.

In contrasto con la Gran Bretagna, tutte le costituzioni istituivano stati repubblicani, con una forma di governo basata sulla tripartizione dei poteri con prevalenza dell’organo legislativo anche se con competenze differenti da stato a stato.

L’esecutivo, invece, con competenze analoghe a quelle del sovrano inglese, era eletto dal popolo ma non era previsto alcun voto fiducia: il rapporto fiduciario, infatti, era istituito direttamente con il popolo e la sfiducia, data la brevità del mandato presidenziale, veniva espressa tramite la mancata rielezione.

Queste peculiarità saranno poi riprese nella Costituzione Federale del 1789.

I materiali di supporto della lezione

AAVV., Il Decentramento politico negli Stati dell'Unione Europea, II edizione aggiornata, Maggioli editore, 2001.

Gore Vidal, L'invenzione degli Stati Uniti. I padri: Washington, Adams, Jefferson. Fazi editore, 2005.

Massimo Teodori, Storia degli Stati Uniti, Newton Compton, 1997.

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